Corrado Ardone

A tu per tu con Corrado Ardone

Una simpatica chiacchierata con Corrado Ardone

Abbiamo incontrato per i nostri lettori, il simpatico Corrado Ardone, che tra gag e spettacoli comici è impegnato anche con attualità e sociale.

Corrado Ardone

Corrado Ardone torna sulle scene dopo l’esperienza con Giorgio Barberio Corsetti. Sarà al cinema con “Felicissime condoglianze” di cui abbiamo parlato la scorsa settimana. Un film che lo vede tra i protagonisti diretto da Claudio Insegno e con nel cast Andrea Roncato, Sandra Milo, Ettore Massa, Enzo Salvi, Massimo Peluso, Antonio Fiorillo. Cosa si racconta nel film?

Lasciami dire che ho trovato il titolo e tutta la storia geniale; nella via mi muove sempre la curiosità e questo film è stato un invito a nozze. È la storia realmente accaduta di due fratelli Leo (il mio personaggio) e Max; cresciuti senza genitori, in un paese della provincia campana, i due fratelli sono sulla bocca di tutti per un’iniziativa folle di Max (Ettore Massa): organizzare funerali come feste. Il trauma della morte dei genitori quando ancora erano bambini ha reso Max una persona apparentemente folle che tenta continuamente di sabotare i funerali del paese con iniziative che tendono a mandare su tutte le furie il prete del paese (Andrea Roncato).

Ci racconta qualcosa successo durante le riprese?

Durante le riprese del film ho avuto modo di conoscere Andrea Roncato, una persona di grande professionalità e di uguale umiltà che non ti fa sentire il peso della sua esperienza ma si dedica al gioco del recitare come si fa quando si è bambini. Sandra Milo, invece, resta una donna straordinaria nonostante i suoi non pochi anni. Sul set si è presentata con i tacchi a spillo e le battute del copione già a memoria, sapeva anche quelle degl’altri. Mi ha impressionato come con estrema disinvoltura, camminava durante il ciak, sui binari del carrello della camera, attraversando diversi ingombri di scena lasciando intendere dalle immagini, l’illusione che non c’era niente ad ostacolare.

Entrambi tecnica, passione, professionalità, che si scioglieva in amichevoli e confidenziali chiacchierate alle cene, la sera. Mi hanno dato, se ce ne fosse stato bisogno, conferma e motivazione di un lavoro/gioco straordinario: quello dell’attore.

Al teatro Sannazaro è impegnato in Festa di Piedigrotta di Raffaele Viviani per la regia di Lara Sansone, come definisce il suo personaggio Papele.

Papele non è solo uno scugnizzo, nell’intenzione dell’autore, è lo sberleffo alle regole, alle istituzioni, è la libertà di chi vive la strada in maniera randagia. Papele è il rifiuto, la satira pungente, l’attacco, rischioso per l’epoca, di quelle istituzioni che pavoneggiavano ricchezza e abbondanza, nascondendo invece le miserie che Viviani denunciava nei suoi testi.

Il suo impegno nella compagnia del Sannazaro va avanti da anni, lì esiste la forte volontà di riprendere la tradizione partenopea, come si trova in questo contesto?

Nello spettacolo c’è una bella sintonia tra gli attori della compagnia. Ognuno ha messo da parte le proprie individualità per mettersi al servizio degli altri. Ci si aiuta a vicenda nel rispetto dei dictat di Lara, siamo un po’ tutti assistenti alla regia, con grande rispetto dei ruoli e Lara è molto brava a concedere e a tirare le briglie quando è necessario.

Ha diretto un corto sul femminicidio, un tema attuale, come ha pensato il suo corto?

Nasce da un’idea di Rosalia Porcaro, con la quale ho collaborato anche con la stesura del suo nuovo spettacolo teatrale “Core ingrato”. È un tema delicato, difficile da trattarlo con ironia. Nella stesura della sceneggiatura ho cercato di raccontare i segnali che ci sono dietro una violenza, quelli che sembrano insospettabili e che si manifestano nel quotidiano. Attraverso il montaggio, invece, attraverso l’accavallamento di fotogrammi che si alternano veloci e con transizioni a strappo ho cercato di rappresentare il pensiero sconnesso di chi giunge a certe conclusioni estreme.

Intervista a cura di Roberta D’Agostino.

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