Un po’ d’istruzione un po’ di distruzione. Trentuno classici riveduti e scorretti, di Nicola Santini

Un po’ d’istruzione un po’ di distruzione, di Nicola Santini

Nicola Santini pubblica un nuovo volume dissacrante che rilegge trentuno classici della letteratura mondiale tra ironia e memoria.

Il giornalista e conduttore televisivo Nicola Santini torna in libreria con la sua ultima fatica letteraria, offrendo una prospettiva inedita e volutamente provocatoria sui capolavori della letteratura mondiale. Disponibile nei principali canali di distribuzione, il volume si intitola Un po’ d’istruzione un po’ di distruzione. Trentuno classici riveduti e scorretti, pubblicato sotto l’insegna di De Nigris Editore all’interno della collana Scelte. L’opera nasce da un’esigenza personale dell’autore che, giunto al traguardo dei cinquant’anni, ha deciso di fare i conti con il proprio bagaglio culturale e formativo attraverso un viaggio letterario ironico, intimo e del tutto privo di reverenzialità.

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La genesi dell’opera: un trasloco e trentuno capolavori da riscoprire

La spinta creativa che ha dato vita a questo progetto editoriale è scaturita da un evento quotidiano e apparentemente banale: un trasloco. Ritrovando i vecchi volumi che hanno segnato la sua infanzia e la sua adolescenza, il cronista ha avvertito il desiderio profondo di riaprire quelle pagine, scoprendo tra i fogli note e riflessioni scritte di suo pugno in età giovanile. Quegli appunti remoti custodivano lo sguardo di un ragazzo determinato a non piegarsi alle interpretazioni didattiche tradizionali, spesso percepite come imposizioni scolastiche preconfezionate.

Da questo confronto tra il passato e il presente si sviluppa l’intera struttura del testo, che analizza trentuno opere miliari. Non si tratta di un attacco al valore intrinseco dei testi sacri della scrittura globale, bensì di una critica aperta alla morale stereotipata che nel corso delle generazioni è stata associata a determinate letture. Spogliati del mito accademico, i grandi scrittori del passato vengono mostrati nella loro essenza di artigiani della parola, caratterizzati da fragilità umane e da una sorprendente vicinanza alla contemporaneità.

La polemica contro la retorica accademica

L’obiettivo principale dell’autore è quello di liberare la grande letteratura dalle catene della retorica e del perbenismo, restituendo ai lettori dei personaggi vivi, pulsanti e accessibili. Attraverso una spiccata lucidità critica e una narrazione fluida, il libro si rivolge a un pubblico trasversale, capace di includere sia i lettori storici desiderosi di cambiare prospettiva, sia le nuove generazioni che si avvicinano per la prima volta a queste storie.

L’intento profondo dell’opera emerge con chiarezza nelle parole dello stesso autore, che spiega la natura della sua operazione culturale: «Durante un trasloco mi sono tornati in mano tutti i libri della mia infanzia e della mia adolescenza, che ho avuto voglia di rileggere, trovando tra le pagine anche dei miei appunti, quelli di un ragazzo giovane e politicamente scorretto, che aggiungeva la propria visione della storia, molto diversa da quella preconfezionata che ci rifilavano a scuola. In effetti, avevo un conto in sospeso con quel ragazzino disobbediente e studioso, che aveva voglia di tornare a farmi visita alla soglia dei miei cinquant’anni. Tutti classici che ho letto mi hanno lasciato qualcosa. La mia battaglia, se vogliamo chiamarla così, non è sul libro classico in sé e per sé, stiamo sempre parlando di capolavori della letteratura internazionale, quanto sulla morale preconfezionata che, spesso, si vuole allegare a certe letture.»

Per esemplificare il suo approccio metodologico, il saggista propone un parallelismo immediato e incisivo legato a una delle figure femminili più celebri della letteratura ottocentesca: «Se Madame Bovary, anziché essere presentata come il simbolo della borghesia francese ipocrita e bigotta ti viene raccontata come una banale prostituta della sua epoca, che si era fatta spennare per amore, sono sicuro che la voglia di approfondire, di questi tempi, venga più facile».

La carriera professionale di Nicola Santini

L’approccio disincantato presente nel volume rispecchia fedelmente la lunga e variegata traiettoria professionale del saggista. Prima di imporsi come volto televisivo ed esperto di costume, l’autore ha affrontato una lunga gavetta iniziata nel mondo della fotografia analogica e dello sviluppo in camera oscura nella sua natia Versilia. Ancora minorenne, ha varcato le soglie di importanti redazioni del giornalismo rosa nazionale, collaborando con testate storiche come Chi e Novella 2000.

Successivamente, la sua attività si è estesa al marketing territoriale, alla comunicazione aziendale e alla critica enogastronomica, prima di approdare al piccolo schermo. Per un lungo periodo la sua produzione scritta si è concentrata esclusivamente sui temi del Bon Ton e delle dinamiche sociali. Attualmente, ricopre la carica di direttore del settimanale Vero, testata con cui aveva già collaborato circa dieci anni prima di assumerne la guida, mantenendo una linea editoriale basata sul garbo e sulla curiosità, distante dagli eccessi del gossip estremo.

I prossimi appuntamenti e i progetti per la televisione

La macchina promozionale legata al volume ha già toccato tappe di rilievo nel panorama culturale e televisivo italiano, con presentazioni all’interno di kermesse nazionali e partecipazioni a trasmissioni di punta del servizio pubblico come Porta a Porta e La Volta Buona. Il calendario estivo prevede un appuntamento di prestigio a fine luglio sul palco del Festival La Versiliana, storico punto d’incontro per la saggistica estiva insieme a Cortina d’Ampezzo, per poi proseguire con una tappa nella città di Terracina.

Parallelamente agli impegni in campo editoriale, il giornalista sta definendo i suoi prossimi progetti per il piccolo schermo. Sono attualmente in fase di preparazione un nuovo format televisivo focalizzato sulle opere di William Shakespeare e sui suoi legami con le ambientazioni geografiche italiane, oltre alla produzione della seconda stagione del programma Meravigliosa Italia, destinato alla piattaforma Mediaset Infinity.

Riepilogo dell’opera

  • Autore: Nicola Santini
  • Titolo dell’opera: Un po’ d’istruzione un po’ di distruzione. Trentuno classici riveduti e scorretti
  • Casa Editrice: De Nigris Editore
  • Collana editoriale: Scelte
  • Tematica principale: Rilettura ironica e critica dei classici letterari
  • Ruolo attuale dell’autore: Direttore del settimanale Vero
  • Prossimi impegni televisivi: Seconda serie di Meravigliosa Italia (Mediaset Infinity)

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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