Intervista all’attrice Elisa Di Eusanio, che in attesa di rivedere nella 4a stagione di “Doc”, ci racconta il suo “Club 27”.
Nuovamente in scena con “Club 27”, l’attrice Elisa Di Eusanio, la nostra ospite di oggi. Uno spettacolo che equivale ad uno spaccato di vita, e che lei stessa ha realizzato, in scena fino al 30 novembre al Teatro Belli di Roma. Non meno importante l’impegno sul set della quarta stagione di “Doc”, che ancora una volta si rinnova, al fianco del collega Luca Argentero. Raccogliamo le sue sensazioni e soddisfazioni del momento, senza dimenticare il grande amore che la lega agli animali…
Ben ritrovata su La Gazzetta dello Spettacolo, Elisa Di Eusanio. Attualmente sei in teatro con il tuo spettacolo, “Club 27”, un vero e proprio evento di musica live, nonchè di prosa, creato per omaggiare alcuni artisti musicali deceduti a soli 27 anni. Quali sensazioni stai raccogliendo in occasione di questa ripresa?
«Mi regala un ritorno di pubblico non da poco, in un momento molto difficile come questo, in cui si fa fatica a portare le persone fuori di casa. Mi vengono restituiti dei feedback importanti, con occhi emozionati, messaggi più che sentiti sui social, e di questo ne sono davvero felice».
Tante anime con te sul palco, da Amy Whinehouse a Jimi Hendrix e molti altri… Come ha avuto vita tutto ciò?
«Li ascolto sempre, li porto con me anche in questo sere, mentre vado in teatro. Ho voluto, sin da subito, connettermi alla loro grande umanità e, in questo modo, viviamo una continua connessione…».

Uno ‘show’ in cui si ha modo di ‘conoscere’ una Elisa differente dal solito vivere e lavorare, con una luce particolare?
«È quello che mi sento ripetere da tante persone, da chi mi ha vissuta in altri frangenti. Forse, in “Club 27”, c’è la vera me…».
E ci auguriamo che possa avere lunga vita, questo spettacolo…
«Si, ce lo auguriamo anche noi!».
Quali rituali prima di essere in scena?
«Non c’è sera in cui non mi tremano le gambe. Creo, di volta in volta, un patto con le persone che mi guardano, un patto fatto di onestà, dedicando loro tutta me stessa. Prego, prego tanto, e parlo con chi amo, con chi non è più con me, per poi baciare il palco. Chi viene a vedermi, chi decide di uscire di casa, deve portare qualcosa di bello con sé, partecipando ad una vera e propria festa. Emozioni da restituire, reciprocamente».
Sei sul set della quarta stagione di “Doc”, attualmente, con al tuo fianco un cast ricco di presenze che ti accompagnano sin dal primo episodio…
«Si, sono sul set di Doc, proprio in questi giorni. Ritrovare i miei colleghi rappresenta da sempre una gioia. La magia sul set, la coesione tra tutti noi, è ancora più forte quest’anno. Rivedersi, è un po’ come essere a casa. Sono certa, tra l’altro, che le storie a cui stiamo lavorando terranno il pubblico incollato allo schermo. Non ultimo, il bellissimo rapporto che ho con Giovanni Scifoni, un caro collega».
Ti chiederei, se possibile, un ricordo legato a Silvia Signorelli, recentemente scomparsa, a capo, da sempre, della Sisi Communication. Che ricordo porterai con te, oggi e sempre?
«Non ho un ricordo di Silvia e sai perché? Perché la porto con me! Ogni sera mi accompagna in ciò che faccio, specie ora che sono di nuovo in scena con “Club 27”, che definisco anche una sua creatura. Non ci sarà sera in cui non le dedicherò un pensiero, tutto ciò che farò. Chi ha avuto la fortuna di conoscerla ha incontrato un’anima davvero speciale!».
Quali consapevolezze in questo mestiere?
«Spero di poter essere sempre più autonoma nelle scelte che affronterò, libera di scegliere cosa fare, in maniera autoriale, volendo, con delle occasioni sempre più complesse da vivere, e con profondità, anche televisivamente parlando. Semmai dovessi annoiarmi vorrebbe dire che dovrei cambiare strada».
È sempre un piacere intervistarti, così come è piacevole parlare con te di animali, del grande amore che nutriamo per loro. A tal proposito, vorrei chiederti di lasciare, per chi volesse effettuare delle donazioni di cuore, dei nomi di associazioni a cui fare riferimento…
«Conosco tante realtà affidabili che vi segnalerò con piacere. Gli animali, purtroppo, sono le creature più penalizzate di un sistema che è sempre più brutalizzato, motivo per cui è fondamentale parlarne, diffondere consigli, dare supporto. Credo che in prima battuta siano proprio le scuole a dover sensibilizzare i bambini, zone di connessione utili, un po’ più presenti. È lì che si riceve, si assorbe, il primo sapere. Gli animali sembra siano sempre scollegati dalla nostra società e, invece, dovrebbero essere più integrati, attenzionati. Lo stesso vale per gli artisti. Siamo in tanti ad essere impegnati in tale ambito ma ci si espone poco. Non esiste nessuna differenza tra una violenza che subisce un bambino o una donna, da quella che, purtroppo, potrebbe subire un piccolo animaletto. Sono sempre in pochi ad esporsi e questo mi fa davvero male… Tra i nomi di spicco, affidabili, ci sono: Zampe felici Onlus, a Genzano, Rifugio di Lanuvio, Santuario Capra Libera Tutti e Rifugio Hope».
Anticipazioni sul tuo futuro artistico?
«Sono nel nuovo film di Carlo Verdone, “Scuola di seduzione” che potrete vedere su Paramount+ e altro ancora ci sarà di cui poter parlare in futuro…».
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