Intervista al cantautore Virginio, che ci racconta della sua musica, della sua carriera e dell’apporto al corto di Guida.
Un incontro in musica con il cantautore Virginio, pronto a parlarci dell’esperienza apportata nel nuovo cortometraggio ad opera di Alessandro Guida con la canzone, “Connessi”.
Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo, Virginio. La tua canzone, “Connessi”, è parte del cortometraggio Compagni per la vita”, ad opera del regista Alessandro Guida. Come ha preso forma questa esperienza?
«Una richiesta accorata, “Connessi”, giunta perché volevano che fossi proprio io ad interpretare e, prima ancora, a scrivere questo brano. Si sviluppa su due livelli, due piani interpretativi, in un racconto ben delineato, che riguarda due compagni di scuola che per puro caso si ritrovano, qualcosa che spesso accade nella vita. Una metafora della relazione, di tutto ciò che è interconnesso…».
Cosa ti ha maggiormente colpito di questa richiesta?
«Da artista amo fare sì che la musica sia qualcosa di socialmente utile, oltre che puro intrattenimento. Sono dell’idea che la musica debba sempre poter dire delle cose e, in questo caso, lancia un messaggio ben chiaro, di cura, di attenzione personale e umana…».
Il tuo percorso va avanti da anni, ormai, da quando prendesti parte a Sanremo Giovani, per poi vincere “Amici di Maria De Filippi”, nel 2011. Quali maggiori consapevolezze ad oggi?
«Il mio percorso con la musica, forse, nasce da prima che io nascessi. Un patto a me estraneo con il mondo che, a suo modo, mi regala ancora tanto, così come un latin grammy, la possibilità di scrivere per artisti importanti, il cantare in lingua spagnola e molto altro. Sono grato alla vita, fiero di ciò che ho».
Cosa ti ha regalato l’esperienza a Sanremo Giovani?
«Quando ti ritrovi su di un palco così importante, con solo delle piccole esperienze locali alle spalle, salire lassù fa davvero strano. Ho il ricordo di un ragazzo semplice, giovane, che aveva ancora tutto da costruire».
Se ti fosse concessa l’occasione di tornare su quel palco, un domani?
«La domanda di questi giorni, che impera un po’ ovunque (ride). Sanremo rappresenta sempre una grande occasione e, siccome conosco il mezzo, credo sia fondamentale avere la canzone giusta, incasellando tutto alla perfezione. Si tratta comunque di un palco molto importante!».
Cosa non hai ancora realizzato?
«Sono felice quando ho a che fare con la musica, con ciò che più amo, non potendo desiderare di certo di meglio. Ci sono delle cose che mi incuriosiscono, vero, dei progetti a livello televisivo. Quelli restano dei sogni da poter ancora concretizzare».
Cosa puoi anticiparci sul tuo futuro artistico?
«Posso dirti che “Connessi” va ad incasellarsi in un periodo in cui ero chiuso in studio a lavorare, a creare. Di nuovo, quindi, ci sarà un disco, realizzato tra l’Italia e gli Stati Uniti, dove solitamente vivo. Saprò dirvi di più in futuro».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

