Il contributo di Nina Zilli durante la terza puntata di Slow Club
Il contributo di Nina Zilli durante la terza puntata di Slow Club

Slow Club, il format condotto da Elena Di Cioccio

Un appuntamento interessante sul mondo del Web in questo periodo di reclusione, che giunge alla sua 3a puntata: Slow Club.

Condotta da Elena Di Cioccio, la terza puntata si apre con un pensiero preso a prestito dagli scritti di Mark Twain, e contiene contributi di Nina Zilli (in foto in una sorprendente cover di What I Got, brano dei Sublime, band californiana con attitudini punk rock).

Il contributo di Nina Zilli durante la terza puntata di Slow Club
Il contributo di Nina Zilli durante la terza puntata di Slow Club

Massimo Cotto propone i rileggere il classico di Heman Melville Moby Dick; Damien McFly regala una personale rilettura del classico dei The Fray How to Save a Life; Stefano Bonagura conduce la rubrica “Una rete di bellezza” (suggerimenti per andare alla ricerca della Bellezza attraverso la rete), i ragazzi del CPM di Franco Mussida prima regalano un’intensa versione di Signed, Sealed, Delivered (I’m Yous) di Stevie Wonder, poi la seconda “pillola” prodotta dal CPM (un progetto didattico per stimolare la comprensione dell’esperienza musicale a partire dai suoi principi fondamentali) e infine l’ottimo bluesman Fancesco Piu si cimenta in una vibrante cover di Trouble So Hard, brano composto nel 1937 dalla folk singer Vera Hall e registrato dall’etnomusicologo Alan Lomax.

Ma cos’è Slow Club?

Si tratta di un programma prodotto per il web, che vuole essere “un esperimento – come spiegano gli ideatori – che nasce dalla voglia di non lasciarsi sopraffare dall’inedia in questi giorni un po’ così e dal desiderio di credere, oggi più che mai, alla straordinaria forza consolatoria e salvifica dell’arte in tutte le sue declinazioni, dalla poesia, alla musica, alla recitazione“.

Le dichiarazioni

Montato da Michaela Berlini, Slow Club è un programma dalla cadenza periodica, a cura di Stefano Bonagura, Corrado Gambi, Massimo Poggini e Claudio Trotta, che dicono: “È realizzato grazie al contributo di amici musicisti, attori, scrittori, giornalisti e altre persone che gravitano all’interno e attorno a quel mondo fantastico chiamato “spettacolo”, un mondo troppe volte sottovalutato, in realtà capace – quando stimolato nel modo giusto – di regalare momenti di straordinaria Bellezza, nonché grandi emozioni“.

Insomma, Slow Club è un vero e proprio “rotocalco culturale libero”, dove ognuno contribuisce con un brano musicale, la lettura di una pagina di un libro o una poesia, una breve performance artistica. La diffusione avverrà sui social e l’aspirazione dei curatori è che Slow Club continui a vivere anche una volta che questi giorni un po’ così di CoronaVirus saranno solo un brutto ricordo.

Sono stati ospiti delle prime due puntate (entrambe concotte da Elena Di Cioccio): Peter Cincotti, Loredana Fadda, Gian Paolo Serino, Saturnino, Paolo Barillari, Grazia Di Michele, Fabrizio Simoncioni, Fabrio Treves.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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