Come ne venimmo fuori - la locandina
Come ne venimmo fuori - la locandina

Come ne venimmo fuori: oltre la satira c’è il futuro

Si intitola Come ne venimmo fuori (proiezioni dal Futuro) l’ultimo spettacolo di Sabina Guzzanti

In scena al Bellini di Napoli il 27 e 28 novembre con la regìa di Giorgio GallioneSabina Guzzanti torna in teatro con questo spettacolo Come ne venimmo fuori, che è un lungo one-girl show in cui regge la scena abbigliata come una donna del futuro, con un linguaggio nuovo, a voce bassa e modulata e molte cose da spiegarci.

Il suo è un excursus a ritroso, di chi sta celebrando il “secolo di merda” (era storica che va dal 1990 al 2041) e vuole approfondire i motivi -storici, politici e culturali- che hanno portato i “merdolani” a vivere in maniera così poco civile; per farlo lascia spazio alla satira e alla comicità partendo da Facebook, inchiodando il pubblico e costringendolo a ridere di sé.

Abbandona il centro del palco a favore di un leggìo (essenziali e curate le scene di Guido Fiorato) dove però l’entità delle cose che racconta, con grande perizia e accuratezza, non fanno ridere proprio per niente: il neoliberismo, le due guerre mondiali, Keynes e il Sessantotto, il Vietnam e il rock e la costruzione di un nuovo modello antropologico ispirato a Friedman. La Storia enucleata senza sconti a nessuno, soprattutto a chi non ha avuto la forza di opporsi ai golpe, agli intellettuali che non hanno voluto inimicarsi i potenti, a chi ha consentito che si trasformasse il conflitto in un fattore aggregante per compattare i popoli.

Lo spettacolo Come ne venimmo fuori, coraggioso nella scrittura e impegnativo nella mise en scène, una donna che guarda indietro e fa le pulci al sistema globale prima di parlare di Europa (“un’utopia trasformata in trappola”), di Italia, di Berlusconi, di Renzi e di “buona scuola”. Certo non mancano i personaggi che l’hanno resa  famosa alla massa (Tg Porco, Emma Marcegaglia, Maria De Filippi), e in alcuni momenti gli scroscianti applausi che arrivano dalla platea ricordano più l’entusiasmo di chi partecipa ad un comizio che quelli di uno spettatore pagante. Lascia la scena con un messaggio di speranza per il  suo presente, perché ricordare il passato serve a non commettere gli stessi errori in futuro e omaggiando, con poche parole, la scomparsa di Luca De Filippo, la cui notizia si è diffusa poco prima che cominciasse lo spettacolo.

Autore: Monica Lucignano

Redattore

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