Intervista all’attrice Cristina Cappelli in occasione de “Il giocattolaio”, di Gardner Mckay, in scena al teatro a Roma.
Il 22, 23 e 24 maggio, con un’anteprima legata al 17 maggio, sarà in scena, a Roma, “Il giocattolaio”, con l’attrice Cristina Cappelli e Massimiliano Caiazzo, previsto al PignetOff, con la regia di Michèle Lonsdale Smith.
Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Cristina Cappelli. Il prossimo 22, 23 e 24 maggio sarai in scena con “Il giocattolaio” al PignetOff, a Roma. Quali sensazioni circa lo spettacolo e la sua preparazione?
«Siamo tutti molto felici ed emozionati per questo progetto e, allo stesso tempo, molto concentrati e focalizzati sul lavoro. Lo spettacolo non è un punto d’arrivo e un risultato, ma fa parte del processo di ricerca artistica. Proprio per questo abbiamo presentato il lavoro il 15 e il 16 maggio, facendo capire tutti i passi del processo di ricerca attoriale che sono alla base del nostro lavoro e processo creativo. Questo tipo di approccio ci permette di andare sempre più a fondo nella natura umana».
Quali consensi vi augurate di poter ottenere con questo spettacolo?
«Ci auguriamo che possa raggiungere tante persone in modo da poter far conoscere e presentare il lavoro della compagnia Gracemoon Arts diretta da Michèle Lonsdale Smith. Inoltre, vorremmo che lo spettacolo parlasse alle persone, per quanto riguarda alcune tematiche affrontate: violenza, manipolazione, aggressività, vendetta, passione. Abbiamo pensato anche a dei momenti di confronto con il pubblico, proprio per ragionare e per discutere insieme riguardo a questi temi molto importanti».
Quali rituali prima di essere in scena?
«Prima di andare in scena abbiamo il nostro training psicofisico: prepariamo il corpo e la presenza e liberiamo i canali emotivi affinché possano essere disponibili ad accogliere, a dare, a condividere ciò che ci attraversa. Poi c’è il classico e intramontabile merda merda merda!».
Quale sostegno da parte della tua famiglia per questo viaggio intrapreso nella recitazione?
«La mia famiglia mi ha sempre appoggiata e sono molto fortunata perché ho avuto un grande supporto e sostegno anche nei momenti in cui vacillavo. Questo perché è un percorso complesso, che richiede tanta determinazione e amore per quello che si fa. Mi hanno insegnato che una persona è felice se segue ciò che ama e questo è un insegnamento che mi ha sempre dato forza».
Chi è Cristina e quali passioni caratterizzano il tuo vissuto?
«Sono una persona molto curiosa e attiva, tanto da fare fatica a stare ferma: mi piace ideare, creare, viaggiare e scrivere. Parallelamente, mi dedico ai progetti da autrice e regista, non solo da attrice. Questa è la domanda di una vita, penso che non saprò mai veramente chi sono, mi scoprerò ogni giorno, a poco a poco. Cercherò sempre di trovare qualcosa di nuovo, provando a conoscermi in maniera sempre più approfondita e onesta possibile».
Cosa anticipare sul tuo futuro artistico?
«Ci sono dei progetti in uscita di cui ancora non posso parlare. Nel frattempo continuerò a lavorare su me stessa e su quello che più amo fare artisticamente».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

