Marianna e Marco Morandi: Benvenuti a casa Morandi, traccia di noi

Intervista a tre voci con Marianna e Marco Morandi per parlare in esclusiva del loro, “Benvenuti a casa Morandi”.

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Graditissimi ospiti Marianna e Marco Morandi, per l’occasione legata al loro spettacolo, “Benvenuti a casa Morandi”, un contenitore di emozioni e ricordi che vive felicemente in tournée dal 2024. Un progetto fortemente desiderato da Marco, un modo per potersi ritrovare e condividere qualcosa, riportanto Marianna sulle scene… per poter lasciare una traccia del loro passaggio…

Bentornati sul quotidiano La Gazzetta dello Spettacolo, Marianna e Marco Morandi. “Benvenuti a casa Morandi”, lo spettacolo che portate in scena dal 2024, continua a riscuotere successo, senza mai fermarsi. Cosa sta regalandovi questa esperienza?
Marianna: «Mi ha regalato una nuova vita, dopo aver smesso di fare l’attrice, trent’anni fa, e questo perché mai avrei pensato di poter riprendere. È stato mio fratello Marco a spingermi a tornare, ad affrontare questa esperienza, ed ho così accettato per amore, per poter lasciare una traccia di un progetto realizzato insieme. Sta regalandoci un grande entusiasmo e una rinnovata voglia di stare insieme, legata anche al percorso di scrittura che c’è stato prima di essere in scena. Viverci quotidianamente, dal momento in cui io vivo a Bologna e lui a Roma, è qualcosa di molto bello».
Marco: «Ci ha portato a riavvicinarci, prima di tutto, come diceva Marianna. Siamo sempre stati in contatto, certo, ma non così vicini come adesso. Questo spettacolo è stata una bellissima occasione per riportare mia sorella in scena in un percorso che forse le ho copiato, a fine liceo, prima ancora di pensare all’amata musica. Averla riportata sul palco, oggi, mi rende molto felice, anche perché raccontiamo una storia intima, che abbiamo subito pensato potesse coinvolgere il pubblico con delle tematiche molto vicine alle famiglie e con gli interventi di tutti: da mio padre, a nostro fratello Pietro e non solo. Notare che alle persone continua a piacere ci ha reso ancora più consapevoli di ciò che stiamo facendo».

Quali considerazioni sono, invece, legate al pubblico, al modo in cui viene percepito questo spettacolo?
Marianna: «Non è facile, o almeno per noi non lo è stato, trovare un riscontro senza aver prima messo in piedi una reale storia. Questo perché la proposta di Marco era partita ma senza un filo conduttore da seguire. Un qualcosa che si è sviluppato soltanto dopo, nel momento in cui è mancata la nostra storica tata argentina, arrivata in Italia prima che nascessimo. Marta si sarebbe dovuta fermare con noi per un paio di giorni ma, alla fine, è rimasta per tutta la vita, fino a diventare una persona di famiglia. Quando siamo poi diventati grandi, le abbiamo trovato una casa e in questo luogo ha portato tutto con sé, tra oggetti, diari segreti, qualsiasi tipo di ricordo possibile. Oggetti poi ritrovati nel momento in cui è venuta a mancare ed è da lì che è partito il filo conduttore di questo spettacolo, realizzato grazie al supporto di Elisabetta Tulli e Pino Quartullo, che ne cura la regia, e ha inserito un terzo esilarante personaggio pronto a rompere gli equilibri di questi due fratelli. Nasce, così, la nostra commedia in cui si ride e a tratti si può anche riflettere e far commuovere…».
Marco: «I complimenti fanno sempre piacere. Il pubblico si è rivisto in noi, nelle dinamiche familiari, e di questo ne siamo felici. A fine spettacolo vedo nei loro occhi qualcosa di sincero, così come nei complimenti che ci vengono rivolti. Tra l’altro, raccontiamo cose molto reali. Nel mio caso specifico, parlo anche della separazione, e questo credo rappresenti la carta vincente. Uno spettacolo, se ci pensiamo, fine a se stesso, una specie di reality show di come è stata la nostra vita, un esperimento particolare che pochissime volte ho visto».

Un momento di Benvenuti a Casa Morandi

Marianna, come è stato percepito dalla tua famiglia questo ritorno alle scene, che si tratti dei tuoi figli o dei tuoi genitori?
«I miei genitori sono stati felicissimi di questo ritorno alle scene. Anni fa, quando lasciai la recitazione per dedicarmi alla famiglia, dopo pochissimi anni di lavoro, non ne furono contenti. Oggi, invece, posso dirti che nostra madre dopo la visione ne è stata felice, si, ma era anche pronta a denunciarci (ride), dal momento in cui abbiamo colorito alcuni aspetti. Ognuno di loro, da mia madre a mio padre, fino a mio fratello Pietro, sono parte dello spettacolo, presenti con delle telefonate registrate. Di bello c’è che siamo proprio io e Marco, ci vogliamo bene, si respira la nostra semplicità e verità, e questo fa tanto».

Marco, quali sensazioni da parte della famiglia e dei tuoi figli, nel tuo caso?
«La nostra famiglia ha accolto il tutto in maniera scherzosa, così come i miei figli, i boomer della situazione (ride), visto il loro essere i giovani di casa. Hanno riconosciuto molte dinamiche del nonno, di cui sono rimasti divertiti, così come della loro nonna, a cui sono molto legati. Io e Marianna ci siamo anche soffermati sul rivedere alcuni episodi passati con occhi maturi, ripercorrendoli in altro modo, con meno rigidità di un tempo. Una rigidità che comunque a suo modo ci ha regalato tanto».

Quali rituali vi accompagnano prima di essere in scena?
Marco: «Sono abbastanza tranquillo, fatta eccezione per la classica ‘merda’ che si fa tra noi attori. Mia sorella è più fissata. Se vede il viola prima di essere in scena impazzisce. Quando abbiamo ricominciato, le prime sere, tremava. Penso di esserle stato di aiuto anche in questo perché finalmente, alla sessantesima replica, adesso è più tranquilla (ride)».

Restando nel tema ‘famiglia’, vostro fratello Pietro (alias Tredici Pietro) ha preso parte all’ultima edizione di Sanremo, lo scorso febbraio. Quanta gioia a riguardo per questo suo debutto sul palco dell’Ariston?
Marianna: «Ho sempre avuto un legame particolare con Sanremo, sia da spettatrice che per via di mio papà in gara, poi presente come presentatore, poi c’è stato mio fratello Marco, successivamente ci sono stati i miei figli con dei loro pezzi realizzati per altri artisti, e ora Pietro, con una bellissima canzone. Mi ha regalato una forte emozione e trovo che sia stato bravissimo. Ero già a conoscenza della sua bravura ma sappiamo bene che affrontare Sanremo non è facile ma era pronto e di questo ne siamo stati felicissimi. Vederlo, poi, insieme a nostro padre, cosa di cui non eravamo a conoscenza, ci ha reso ancora più emozione. Prendersi il lusso, consapevolmente, di avere il proprio papà con te su quel palcoscenico è qualcosa di molto bello, un ricordo che porterà per sempre con sé. Un’emozione che è stata percepita anche dal pubblico e mi viene da dire che se non vinci per gli altri, in alcuni casi, vinci proprio per te stesso».
Marco: «Ci è venuto il magone in quel momento. A casa mi prendono in giro perché piango spesso ma non poteva essere diversamente. Ho vissuto una situazione simile a quella di Pietro e speravo riuscisse a dimostrare le sue ampie capacità, sia vocali che sceniche. Ha meritato ciò che ha avuto, insieme al pubblico che lo segue. È chiaro che c’è sempre quello che pensa che la presenza di mio padre sia stato un vincere facile ma, di mio, posso dirti che Pietro voleva, giustamente, un ricordo da conservare per tutta la vita. È stato bellissimo, è andato bene, perché non farlo? Ha sfruttato un’ottima occasione».

È stata molto forte anche l’emozione provata da vostro padre, Gianni…
Marianna: «Tantissima! Per la prima volta non gli ho sentito uscire la voce per i primi trenta secondi».
Marco: «Tanta emozione, è vero. Faceva fatica a cantare. Non sapevamo nulla del suo coinvolgimento ma nel mio piccolo me lo aspettavo».

I tuoi figli, Marianna, cavalcano l’ambito dello spettacolo…
«Giovanni lavorava in radio ma da qualche tempo è di fianco a Paolo in ambito musicale, nella realizzazione dei testi. È facile, in una famiglia in cui si respira aria di musica, ritrovarsi a vivere le stesse situazioni, lo stesso amore per l’arte».

Quali valori, nel corso degli anni, hai sempre cercato di impartire loro?
«Io e Marco in questo spettacolo raccontiamo quanto i nostri genitori siano stati severi, rigorosi, riconoscendo che tutto ciò che da ragazzi ci sembrava un eccesso, forse oggi è stato ‘giusto’. Ho cercato di fare lo stesso con i miei figli, senza negargli, a mio modo, dolcezza, attenzione, affetto, diversamente da come accadeva nella mia famiglia, qualcosa che non si verificava per pudore. Alcune volte mi pento di essere stata a tratti dura ma non posso non riconoscere che sia stato parte del mio DNA. Non vorrei ricadere nel parlare di temi sociali ma credo che i ragazzi di oggi abbiano pochi valori, poca attenzione».

Chi sono oggi Marianna e Marco?
Marianna: «Ah, è una bella domanda! (Ride) Ancora non lo so perché nella mia vita è stato tutto così inaspettato da apparire sorprendente, proprio come questo ritorno alle scene. Sono una donna molto fortunata, qualcosa che mi riconosco e che mi rende felice, diversamente da un tempo, in cui sentivo di essere più tormentata, scontenta. Ho due genitori che stanno bene, due figli fantastici, un fratello molto vicino, Marco, e poi c’è Pietro che sta spiccando il volo… Mi sento completa, consapevole della fortuna che ho».
Marco: «Sento di essere un uomo sereno, ormai maturo, con una bagaglio sulle spalle lavorativo importante. Non saprei fare altro, nell’essere, a mio modo, artigiano di questo mestiere che da sempre vivo con passione. Ne sono gratificato, soddisfatto, così come lo sono nella vita con un nuovo amore che mi ha riaperto il cuore e poi ho tre figli belli, educati, rispettosi. Mi ritengo un privilegiato e non posso che essere grato alla vita per tutto questo».

Credi possa esserci un nuovo futuro nella recitazione, Marianna, un nuovo inizio?
«È stato tutto talmente bello, inaspettato, così come il ritrovare l’affetto del pubblico, da non sapere cosa accadrà. Sono in tanti a dirmi “ben ritrovata” ma non so cosa ne sarà. Sono in attesa di capire cosa voglio fare da grande e di lasciarmi sorprendere…».

Marco, quali anticipazioni sul tuo futuro artistico e su un proseguimento di questa tournée?
«Quasi sicuramente lo spettacolo avrà una sua terza stagione, specie in alcuni luoghi che non sono stati ancora toccati. Con Marianna c’è anche la voglia di provare a raccontare qualcos’altro, visto il nostro stare bene sul palco… e vedremo se ne verrà fuori un’altra bella storia. Di certo c’è che il prossimo anno riprenderò a raccontare la musica insieme a Gino Castaldo, portando maggiore voce anche ai miei progetti musicali. Avrei qualche pezzo da tirare fuori dal cassetto…».

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