Mario Ermito in Rocky - Il Musical

Mario Ermito: un ruolo da vivere, il mio Rocky

Incontro con Mario Ermito, diventato Rocky, in questo periodo, una sfida accettata con amore, impersonata con passione.

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Ritroviamo Mario Ermito, attore e cantante, pronto a raccontarsi in occasione della nuova esperienza teatrale che lo vede protagonista ‘sul ring’, di fianco a Giulia Ottonello, “Rocky, The Musical”, per la regia di Luciano Cannito. Un salto tra le sue passioni, affrontate sempre con profonda stima e ammirazione, perché la recitazione per Mario è vita e pura sopravvivenza.

Ben ritrovato sul quotidiano La Gazzetta dello Spettacolo, Mario Ermito. Un nuovo spettacolo ti vede protagonista, “Rocky, The Musical”, in scena dal 6 all’8 marzo al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, a Firenze il 21 e 22 e al Teatro Alfieri di Torino dal 26 al 29 con la regia di Luciano Cannito e la produzione di Fabrizio di Fiore Entertainment. Quali sensazioni sono legate a questa nuova esperienza, ad un ruolo mai dimenticato, impersonato da un divo americano, Stallone?
«La proposta è avvenuta in un modo davvero singolare, a fine luglio scorso. Avevo appena terminato l’audizione per l’altro musical, “7 spose per 7 fratelli”, quando ho incontrato Luciano Cannito che, dopo avermi visto all’opera, si è seduto sul palchetto della sala prove ed ha espresso il mio essere adatto per interpretare proprio lui, Rocky Balboa. Ti lascio immaginare la mia faccia in quel momento, il mio essere al settimo cielo. Dall’interpretare Adamo Pontipee in 7 spose, mi sono ritrovato, di lì a poco, ad essere valutato per un altro personaggio altrettanto importante. Non potevo crederci! Rocky incarna tutti gli ideali e principi in cui credo. Non è un ruolo qualsiasi, è una vera e propria esperienza da vivere!».

Cosa ti regalano le tavole del palcoscenico, il pubblico sempre forte, presente, dinanzi a te?
«Le emozioni, di sera in sera, sono sempre forti, indescrivibili. Il palcoscenico e, di conseguenza, l’impatto con il pubblico, riescono a farmi dimenticare i problemi o i momenti no che posso vivere nel quotidiano. La cosa bella del teatro è che ogni replica è diversa da quella precedente e lo sarà rispetto a quella successiva. Con il pubblico, poi, si crea un’interazione indiretta nel dare e ricevere emozioni e sensazioni senza sosta alcuna. Ossigeno allo stato puro!».

Mario Ermito

Quali riti ti accompagnano prima di essere in scena?
«Ne ho diversi (ride) e cambiano in base al personaggio interpretato. In camerino ho un angolo nel quale ripongo oggetti e cimeli dei personaggi che ho vissuto. Ad accompagnarmi, di replica in replica, c’è la paura di non ricordare nulla, ma va bene così, fa parte del gioco e mi carica di adrenalina pura, di volta in volta».

Chi è oggi Mario, specie dopo le esperienze vissute non solo in Italia ma anche in Spagna, e quali consapevolezze accompagnano il tuo percorso?
«Sono un giovane uomo che continua a crescere pur mantenendo viva quella parte fanciullesca che mi alberga dentro. Sicuramente l’esperienza in Spagna mi ha dato tanto e, ad oggi, rappresenta una seconda casa. Devo molto, però, anche all’Italia, ai set che sto vivendo in questo periodo, da “Ancora piu sexy” a un altro progetto di cui al momento non posso parlare. Il tempo che passa mi porta a raggiungere delle nuove consapevolezze, portandomi a godere di ogni momento vissuto».

La musica è parte del tuo DNA e, a tal proposito, vorrei poterti chiedere quali passi hai compiuto con essa fino ad oggi, quanto ancora c’è da realizzare?
«La musica rappresenta da sempre una parte fondamentale della mia vita. Due anni fa ho realizzato, grazie al supporto della mia etichetta discografica “Coffe Studio Records” (capitanata dai produttori Mattia del Forno e Francesco Caprara), un primo album cantautorale, “ME”, un genere pop country latín. Un progetto che parla del mio percorso di vita, costituito da dieci brani, presentato lo scorso 4 dicembre al teatro Sala Raffaello, a Roma. È stato un concerto indimenticabile! Ho composto il tutto insieme ai miei musicisti, da Mattia Del Forno, con me alle tastiere e seconda voce, Francesco Caprara alla batteria, Emiliano Mangia in arte Ramón alla chitarra, Paolo Pansini al pianoforte e Luca Mele come co-autore. Per il supporto tecnico e gestionale, materiale fotografico e comunicazione social, devo grazie a Laura Sbarbori. Il primo singolo, “Entre sombras y luz” è disponibile su Spotify».

Quali anticipazioni, nei limiti del possibile, sul tuo futuro artistico?
«Nel mio futuro c’è “Rocky, The Musical”, “7 spose per 7 fratelli” e un nuovo progetto di cui sarò protagonista ma, purtroppo, non posso anticipare nulla, almeno al momento. I miei impegni non sono pochi, in questo periodo, per fortuna».

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