L’indimenticata Tata di “Casa Vianello”, Giorgia Trasselli: i progetti futuri legati a donne importanti, Alda Merini e Margherita Hack.
Un incontro che si rinnova, quello con l’attrice Giorgia Trasselli, in occasione dei due spettacoli che porterà in scena in questo nuovo anno, “Alda Merini – Una donna sospesa tra il dolore e la gioia” e “Margherita Hack – Una donna piena di cielo”.
Ben ritrovata sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo“, Giorgia Trasselli. Come stai?
«Sto molto bene, grazie! In questo periodo di feste sono a Trento, ho dinanzi a me delle bellissime montagne, e sono contornata dalla mia famiglia, affetti per me fondamentali».
Prossimamente sarai in scena con due importanti spettacoli su Alda Merini e Margherita Hack. Cosa dire a tal proposito?
«Due spettacoli relativamente nuovi, “Alda Merini – Una donna sospesa tra il dolore e la gioia”, per la regia di Antonio Nobili, e “Margherita Hack – Una donna piena di cielo”. Vivrò una tournée abbastanza ricca, che non vedo l’ora di affrontare e che toccherà molti luoghi importanti, affiancata da dei coristi, da un chitarrista e anche da mio nipote, per l’occasione al contrabbasso».
Chi altri al tuo fianco per l’occasione?
«Per i progetti legati alla Merini sarà con me Andrea Carpiceci e, in alcune occasioni, ci sarà l’attore Valerio Villa a sostituirlo. In Margherita Hack, invece, ci saranno Cecilia Ottaviani al canto, Davide Tardozzi agli strumenti e Riccardo Trasselli al contrabbasso».
Quali considerazioni sul tuo libro, “Scusi, lei fa teatro?”, per cui realizzammo un’intervista, non molto tempo fa?
«Provo sempre un grande piacere nel leggere le considerazioni del pubblico, le loro idee su ciò che è stato. In quel libro c’è buona parte del mio vissuto, delle persone con cui ho avuto il piacere di collaborare, e c’è tanto di ciò che ho appreso e che oggi vivo ancor più. Sono più che grata alla televisione vissuta in quegli anni, a Sandra e Raimondo, a chi mi ha scelto, a quella famosa frase che funge da titolo al libro, “Scusi, lei fa teatro?”, che mi fu detta proprio da Raimondo e a cui risposi subito di si. In quel periodo ero in scena proprio con Giancarlo Sbragia e Giovanna Ralli in un bellissimo spettacolo e Raimondo Vianello fu felice di saperlo».
Quali differenze riscontri tra l’oggi e quello che era il teatro, la televisione, quindi il modo di ‘lavorare’ di un tempo?
«C’era molta più profondità, molto più rispetto, attenzione e cura verso il proprio personaggio e verso il regista. Al di là del curriculum, di ciò che abbiamo vissuto e viviamo, il rispetto per i ruoli resta qualcosa di fondamentale, senza alcun classismo, nessuna ‘presa in giro’».
Credi manchi qualcosa al tuo percorso artistico?
«Non si finisce mai di imparare, così come non si finisce mai di affrontare ruoli sempre nuovi. Mi piacerebbe poter impersonare un personaggio un po’ folle, qualcosa che mi riporti al giallo, alle ‘signore in giallo’. Sono tanti a prendermi in giro proprio per questa mia passione per il crime, dei veri e propri appuntamenti fissi».
Non ultima, la tua esperienza al cinema e in televisione…
«Lo scorso giugno, in Oregon, ho preso parte alle riprese di “Backsliders”, un film in cui era presente anche Giorgio Cantarini, nei panni di mio figlio, e Salvatore Langella. Un progetto che ho apprezzato particolarmente e che mi ha divertita non poco. Non ultimo un film girato in Trentino, “The four seasons”, per la regia di Lang Fisher, in cui interpreto la mamma di Marco Calvani e poi c’è “Fatti vedere”, con Tiziano Russo e Matilde Gioli, in cui interpreto una psicologa».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

