Space Traffic: il rock non deve morire mai

Gli Space Traffic ovvero Fabio Baldassarri (chitarra), Marco Gugliotta (batteria) e Marco Pica (basso e voce), dopo essersi fatti conoscere all’estero pian piano si stanno ritagliando uno spazio anche nel nostro paese.

Space Traffic
Space Traffic

Numbness, il loro interessante album d’esordio, un concept di dieci pezzi uscito a febbraio di 3 anni fa, ha riscosso l’interesse sia del pubblico che della critica e al momento i tre ragazzi sperano solo di poter tornare al più presto al lavoro sia in studio che dal vivo, cosa che fino a questo momento gli è stata impedita dalla pandemia.

Come presentereste gli Space Traffic a qualcuno che non ha mia sentito parlare di questa band?

Se ascolti il cd degli Space Traffic lasciandoti trasportare, intraprendi un viaggio all’interno di te stesso, fino ad essere catapultato nello spazio e… scoprirai che é molto trafficato!

Fabio, Marco e Marco Pica, come vi siete incontrati e come mai avete deciso di mettere in piedi una band?

Ci siamo incontrati un po’ casualmente, sia per esperienze musicali passate che per vicinanza geografica tra i luoghi di lavoro. Come nelle migliori storie!

Il titolo del vostro cd di debutto, Numbness, ci ricorda inevitabilmente i Pink Floyd. Quanto siete stati influenzati dalla loro musica?

In realtà il collegamento con i Pink Floyd non è voluto, ma è solo una delle tante influenze che noi abbiamo. Ovviamente però questo accostamento ci fa piacere. Vuol dire che in qualche modo trasmettiamo delle vibrazioni più che positive.

Ci sono altri gruppi o musicisti che hanno rappresentato un’ispirazione per la vostra musica?

Come detto prima sono tante le nostre influenze, difficile menzionarle tutte. In generale tutti i grandi gruppi rock degli anni ’70 rappresentano un incredibile concentrato di creatività e di “arte” musicale. A titolo di esempio è facile pensare subito ai Led Zeppelin, ai King Crimson e agli Yes, al camaleontico David Bowie… senza però disdegnare un tocco di modernità qua e là.

In questo periodo in cui per via della pandemia non vi siete potuti esibire, che cosa avete fatto?

Purtroppo in questo momento suonare dal vivo è stato impossibile, ma anche incontrarsi per fare le prove è stato molto difficile. Nonostante ciò non è mai mancata l’energia e quelle poche volte che ci siamo visti sono state molto prolifiche.

Quali sono state le vostre esperienze musicali prima degli Space Traffic? Avete militato in altre formazioni?

Ciascuno di noi in precedenza è stato in vari gruppi che facevano sia cover che brani originali. Fabio inoltre ha collaborato con due jam band sperimentali.

Un messaggio da parte vostra ai lettori della nostra rivista…

Speriamo di avervi incuriositi abbastanza e di portarvi con noi nel nostro viaggio astrale. Ascoltate e fate buona musica, il rock non deve morire mai!

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