Anna Capasso, una vita in viaggio tra set e musica

Anna Capasso. Foto di Ilaria Rucco

Una chiacchierata con Anna Capasso tra musica, cinema e tanta solidarietà ci racconta i suoi progetti tra musica e teatro.

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Incontriamo Anna Capasso, napoletana (verace, nell’accezione più positiva che c’è), conosciuta al grande pubblico per le sue interpretazioni musicali, oltre che al cinema e al teatro.
Non tutti sanno anche del suo impegno nel sociale, che prende gran parte del suo tempo, e soprattutto, che la porta a contatto con la sua parte interiore di donna, oltre che artista.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Anna Capasso. Dimostri sempre di essere un’artista poliedrica: canti e reciti sia al teatro che al cinema. Da dove nasce la tua passione per lo spettacolo?
La mia passione per lo spettacolo, che poi successivamente si è trasformata in lavoro, nasce da bambina: quando chiudevo la mia stanza e davanti allo specchio immaginavo di essere un “artista affermata di altri tempi”. Li iniziavo a cantare davanti ad uno specchio e sentivo in me questa dote naturale nel cantare. Per quanto riguarda la recitazione, mi divertivo a riunire tutti i parenti in un cerchio ed io al centro dovevo recitare e cantare facendo diventare loro il pubblico. Poi ovviamente, ho iniziato a studiare sia canto che recitazione.

Gramigna di Sebastiano Rizzo, di cui fai parte, è di base la storia di un ragazzino in un territorio difficile. Quanto è importante per il nostro cinema e la TV avere pellicole che durano oltre la distribuzione in sala, e che continuano a far riflettere su denuncia e abbandono delle periferie?
E’ stata una grande soddisfazione aver fatto parte di questa squadra che ci ha regalato tanto entusiasmo facendoci arrivare in finale ai recenti David di Donatello. Gramigna è tutt’ora in giro per gli Istituti Scolastici Italiani e nelle Università proprio per trasmettere il messaggio sociale… anche oltre le sale cinematografiche.

Qual è il sogno di Anna come attrice?
Ho due sogni: come attrice, quello di fare una fiction o una soap per il grande schermo, magari targata Rai o Mediaset. Sarebbe per me una bella palestra. Poi mi piacerebbe avere la possibilità di lavorare con registi come Paolo Sorrentino o Paolo Virzì.

E invece, qual è il sogno come cantante?
Il mio sogno come cantante, è invece quello di emozionare sempre con la mia voce… anche ritornare sul palco di Sanremo adesso, che mi sento più matura.

Sei testimonial Unicef, ideatrice di L’Arcobaleno Napoletano e trovi il tempo di fare tanta beneficenza. Quanto spazio occupa il sociale nella tua carriera?
Aiutare il prossimo mi viene naturale, senza alcuna fatica. Anzi, mi da tanta energia per affrontare al meglio il mio lavoro e la vita personale, soprattutto per quanto riguarda Unicef, dove andiamo a difendere i diritti dei bambini (esseri umani senza colpe). Per quanto riguarda invece Arcobaleno Napoletano, stiamo già preparando la settima edizione, ed è una mia creatura nata in collaborazione con la fondazione Melanoma per aiutare a raccogliere fondi per la ricerca, visti i casi in tutto il Mondo ma soprattutto nella nostra Campania.

Come ti immagini tra 10 anni? E che augurio vuoi fare a te stessa?
Beh tra 10 anni sicuramente mi immagino più matura, mi immagino mamma in carriera e speriamo senza rughe (ndr ride). Anzi… secondo me una donna con un pizzico di rughe è anche affascinante! Spero di stare in salute e mantenermi fisicamente sempre in forma. Sicuramente una Anna Capasso con un bagaglio culturale artistico e lavorativo più ricco.

Anna Capasso. Foto di Ilaria Rucco.
Anna Capasso. Foto di Ilaria Rucco.

Comunque mi affido al destino…

Che anticipazioni puoi darci sulla tua carriera e i tuoi progetti futuri?
Noi artisti viviamo senza progetti di solito. Può arrivare una chiamata per un lavoro importante all’improvviso, e ti cambia la vita. A breve sarà lanciato sul mercato discografico italiano un singolo che anticiperà l’uscita di un album. Inoltre, sarò la protagonista di un cortometraggio dal titolo “Don Vesuvio” scritto Da Max De Francesco.

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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