Valentina Grisafi: talento… e il peso della perfezione

Intervista esclusiva al Maestro Valentina Grisafi, “La voce della Sicilitudine”; pianista e compositrice, nata e cresciuta in Sicilia.

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Da sempre il Maestro Valentina Grisafi ha incantato poeti e avventurieri ed oggi scopriamo come Valentina Grisafi ha intrapreso il percorso musicale.

Benvenuta Valentina Grisafi sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”. Il tuo percorso di studi lo hai intrapreso presso il Conservatorio Scarlatti di Palermo, dove hai conseguito i diplomi in pianoforte e Composizione. Come ti sei avvicinata alla musica?
«Grazie mille a voi per l’invito. Mi sono avvicinata alla musica da piccola, mio padre è un musicista autodidatta, per anni soprattutto prima che io nascessi, ha suonato in quelli che allora si chiamavano complessi musicali locali; a casa ero circondata da strumenti musicali, chitarra acustica, elettrica, una stupenda Gibson Diavoletto che ho ancora oggi, un organo Farfisa. Mio padre la sera dopo il lavoro, provava con il suo gruppo e mi portava con lui, ricordo ancora la stanza insonorizzata con le scatole delle uova! Non riuscivo a staccarmi, volevo andarci sempre, avevo circa 4 anni; lo sentivo suonare a casa, la chitarra o l’organo Farfisa, ero attratta e ho iniziato a strimpellarli entrambi. Passavo le mie giornate dopo la scuola materna a suonare (ovviamente a modo mio!) e a cantare per la gioia dei vicini che, ancora oggi, lo ricordano. Ho imparato a leggere la musica da sola, ma ahimè vivere in un piccolo borgo lontano dal capoluogo, ha fatto si che il mio percorso di studi avesse inizio tardi rispetto a quando io mostrai interesse».

Di te mi ha particolarmente colpito una frase che hai detto: “Sono nata in un piccolo borgo dell’agrigentino, dove ancora oggi non c’è la cultura musicale”. Puoi spiegare bene questa situazione, come mai ancora adesso la tua cittadina è sprovvista di luoghi deputati alla musica?
«Beh,credo perché sia lontana dai grossi centri quale potrebbe essere appunto la città di Palermo dove c’è uno dei Conservatori più antichi d’Italia e un po’ di fermento musicale, grazie ai teatri e a diverse associazioni culturali. Purtroppo in Italia non è come all’estero, dove la possibilità di studiare musica è diffusa capillarmente attraverso i Conservatori comunali come in Spagna e Francia; differente è la cosa per chi è lontano dalle grandi città. Negli ultimi anni qualcosa è iniziato a cambiare, io stessa ho cercato di promuovere con dei miei concerti, ma capirai che è passata moltissima acqua sotto i ponti; e con onestà è una domanda che continuo a farmi».

Tra tutte le tue esperienze di Masterclass, di concerti ed esibizioni, quali ricordi con particolare affetto e perché?
«Tra le mie esperienze di masterclass, ricordo quella di Luminita Rotaru Costantinovici , dopo aver suonato per lei ha detto di me che ero ‘’troppo calda’’ e quelle di Roberto Plano che mi ha sempre incoraggiato a chiedermi sempre di più e a non accontentarmi. Per quanto riguarda i concerti sono legata un po’ a tutti, ma in modo particolare a quelli di Napoli, Parigi, Leon. Il pubblico mi ha commosso, sono stata definita ‘’musicista sincera’’, ho ricevuto il loro abbraccio, le loro bellissime parole, gli sarò sempre grata perché è grazie ai loro apprezzamenti che vado avanti».

Ho letto che hai partecipato ad un progetto del Comune di Palermo in collaborazione con il Conservatorio A. Scarlatti, rivolto a ragazzi provenienti da situazioni socio-economiche svantaggiate che promuoveva l’alfabetizzazione musicale. Di cosa si trattava nello specifico e quanto è salvifica la musica in determinati contesti?
«Si, mi è stata data la possibilità di partecipare a questo progetto attraverso una borsa di studio, ho iniziato un percorso di alfabetizzazione musicale nella scuola primaria. La musica è un potente strumento, ed è assolutamente salvifica nelle situazioni socio-economiche svantaggiate dove la dispersione scolastica è elevata; la disciplina musicale allontana i bambini/ragazzi dalla strada, dà loro la possibilità di vedere che esiste altro, la bellezza, l’esempio è El Sistema Abreu ideato in Venezuela, attraverso la musica imparano la disciplina, a fare gruppo, ad aiutarsi a vicenda, a sentirsi parte di una comunità».

Cosa pensi del fatto che la Musica abbia così poco spazio nelle scuole, dato il suo forte impatto empatico ed emotivo sui giovani?
«Penso sia tristissimo per un paese come l’Italia, che vanta una tradizione musicale di rispetto, ricordiamo che un tale W. A. Mozart venne a studiare qui, dia poca importanza alla Musica, ma le ultime Indicazioni Nazionali lasciano ben sperare con l’inserimento della musica a partire dalla scuola dell’infanzia, tuttavia penso che siamo ancora lontani dal sistema utilizzato nei paesi europei: Francia, Spagna, Germania, Olanda, etc e dal valore che in questi paesi viene data alla musica e ai musicisti, basta pensare alle loro scuole, conservatori, alle innumerevoli orchestre…».

Hai anche al tuo attivo svariate composizioni e arrangiamenti di brani; a quali sei particolarmente legata?
«Sono particolarmente legata a tutte, sono tutte mie creature quindi non faccio eccezioni, ma Sicilitudine è la composizione che ha ricevuto più apprezzamenti e premi, ultimo dei quali mi ha portato di recente nella Grande Mela; è stato utilizzato anche come colonna sonora del cortometraggio Tutt’ a un tratto di Michele Difonzo e Francesco Cavallo, registrato dalla pianista Cinzia Labarile; e registrato per la Diapason dal pianista Emanuele Frenzilli, inoltre recentemente è uscito il videoclip».

Nel corso degli anni hai ricevuto dei prestigiosi premi in varie organizzazioni internazionali, tra cui il riconoscimento al Global Music Awards di Los Angeles; L’Ibla Grand Prize Competition; e sei stata semifinalista all’International Songwriting Competition di Nashville, per il miglior brano strumentale. E altri ancora. Ti va di parlarcene?
«Ho partecipato a questi concorsi, con onestà senza aspettarmi nulla, consapevole del fatto che sarebbe stato difficilissimo, soprattutto in competizioni con partecipanti da tutto il mondo! I Global Music Awards sono riconosciuti internazionalmente per il valore di riconoscimento ad artisti di grande talento, è una competizione basata sul merito: ’’ I criteri di giudizio sono elevati, essere premiati significa che l’abilità e la creatività della tua opera sono eccezionali. Cerchiamo la comunicazione emotiva, la capacità di trascendere, per far provare all’ascoltatore qualcosa di nuovo e coinvolgente. Vogliamo essere sorpresi e commossi da ciò che sentiamo. Vogliamo essere convinti che coloro che onoriamo possano davvero commuovere il pubblico’’. E’ questa la motivazione dei GMA. L’Ibla Grand Prize Competion organizzato dalla Ibla Foundation di New York City che si svolge in Sicilia, è una competizione il cui obiettivo è ‘’aprire strade’’ed avere il loro riconoscimento è stato molto significativo. L’International Songwriting Competition, con una giuria composta da grandi musicisti e produttori discografici per citarne uno: Glen Ballard, vincitore di 6 Grammy Awards, candidato all’Oscar per il suo brano Believe per il film Polar Exspress, o Anita Chinkes-Ratner della Paramount per citarne un’ altra, per me è stata una grandissima soddisfazione arrivare tra i semifinalisti. Nashiville è soprannominata Music city, la città della musica! Esperienza che mi ha permesso di conoscere altri colleghi, sono stata contattata da un collega del Texas, che ha visto il mio nome nella lista dei semifinalisti e vedendo la mia provenienza dall’Italia, mi ha contattata e da li è nata uno scambio di idee e una collaborazione futura che auspichiamo entrambi».

Per la Seconda stagione del 2025, del Concorso musicale Internazionale Carl Reinecke, hai vinto il Premio d’oro e il Premio Speciale, con la composizione Donna, per la straordinaria creatività. Cosa ci puoi dire su come è nato questo brano e la sua realizzazione?
«Il brano è nato su richiesta del Trio Arabesque a cui l’ho dedicato; siamo stati messi in contatto dalla Direttrice Artistica degli Amici della Musica ‘’B. Albanese’’di Caccamo (PA). Mi hanno commissionato il brano per il concerto per la Giornata Mondiale sulla violenza contro le Donne avvenuto il 24 novembre del 2024 per l’ Associazione dei Concerti di Noto (SR) presso il Teatro Tina di Lorenzo. E’ stata un’ esperienza straordinaria anche se il tema trattato è stato alquanto drammatico. Alla consegna del brano, sono stata contattata diverse volte in video-chiamata per avere chiarimenti sull’interpretazione, volevano rispettare al meglio il mio pensiero musicale e devo dire che il risultato è stato ottimo, non ho aggiunto nulla a quello che loro già avevano ‘’sentito’’, sono delle musiciste strepitose! Senza di loro il brano non sarebbe mai nato! Quindi mi piace condividere il premio anche con loro, tutte quante».

Recentemente tre dei tuoi brani sono stati incisi nel CD Da Lontano per la Modhì Music. Di quali si tratta e come è nata questa collaborazione?
«I brani incisi sono Pace, Intermezzo e Notturno Soledad. Questa collaborazione è nata grazie alla pianista catanese Ketty Teriaca, una carissima amica che ha voluto includere i miei brani nel suo Cd e a cui sono grata per questa sua scelta incondizionata. In una delle nostre chiacchierate, mi parlò di un suo progetto e della sua volontà di inserire i miei brani, io ovviamente ne fui entusiasta; è una musicista vulcanica, che si mette sempre in gioco e oltre all’amicizia, nutro profonda stima. Non è facile per un compositore, ma soprattutto per una compositrice vedere eseguita la propria musica!».

Al Concorso Internazionale di Atlanta, hai ricevuto il secondo premio per il brano Sicilitudine. Da anni, sei molto ammirata negli Stati Uniti. Com’è stata quell’esperienza e il riconoscimento ottenuto?
«Con onestà non riuscivo a crederci, mentre leggevo l’e-mail con la comunicazione del secondo premio e l’invito al recital dei vincitori al Di Menna Center for classical music di NYC ero incredula, ho quasi temuto uno scherzo. Invece era reale, ed era accaduto a me. Ero felicissima. E’ stata l’esperienza più grande della mia vita, ero l’unica italiana fra 155 musicisti di 24 paesi del mondo. Ho vissuto un’emozione forte, ho conosciuto musicisti di tutto il mondo, è stato grandioso il confronto e in una società ormai poco empatica, è stato bellissimo vedere grandi e piccini con l’emozione che sprigionava dagli occhi. Gli americani!? Mentalità aperta, respiri la Libertà! Ho vissuto un sogno».

Mi togli una curiosità. Ma come mai, un’artista così poliedrica e con un curriculum di tutto rispetto, fatica a trovare il meritato spazio nel panorama musicale, soprattutto in Italia?
«Forse perché non ho le qualità! E’ risaputo che è un settore difficilissimo, la frase che spesso mi sono sentita dire da diverse persone è: ‘’questa è una terra difficile’’!, ovviamente l’allusione indicava come nel nostro paese spesso non contino le capacità e che le opportunità vengano date secondo logiche clientelari, ma questo ovviamente accade in tutti i settori, non soltanto in quello musicale, ma sono convinta che prima o poi ‘’chi la dura, la vince!’’».

Pensi che, come alcuni sostengono, la preparazione, lo studio e il talento possano essere un “gap”?
«Sono sicura che entrambi sono una marcia in più, ma solo questo non sempre basta».

Cosa ti senti di dire ai giovani e meno giovani, circa la pervicacia nel proseguire le proprie passioni?
«Mi sento di dire che la strada è difficilissima, soprattutto per chi non ha delle ‘’guide’’, chi è figlio d’arte, è guidato e la strada per quanto difficile sia anche per loro, è pur sempre spianata, per chi non lo è, le salite sono ripidissime e talvolta insormontabili, tuttavia credo che la passione non lasci via di scampo, e bisogna assecondarla per essere se stessi e dare senso alla propria esistenza, quindi non bisogna mollare Mai! Nel mio piccolo, quando ho incontrato dei ragazzi talentuosi, ho cercato sempre di incoraggiarli e quando qualcuno di essi si è scoraggiato ed è stato quasi sul punto di mollare, ne ho sofferto. Ritengo che chi è ‘’posseduto’’ dalla Musica, quindi chi ha ricevuto questo dono, abbia il ‘’dovere’’ di donare Bellezza al mondo di oggi alquanto complesso e instabile. Mi sento di dire di Non smettere Mai di sognare come ho fatto io; di studiare sempre, di essere curiosi, di non accontentarsi Mai; non per essere ‘’i primi’’ della classe, ma perché ‘’la materia di studio è infinita’’, e non sapremo mai abbastanza».

In ultima battuta, da musicista ma anche da docente, cosa pensi dell’attrattiva del successo con cui vengono calamitati i giovani, che molto spesso si sentono inghiottiti dal “tritacarne mediatico”, senza riuscire a sostenere lo stress?
«Penso che al successo si debba arrivare dopo una lunga gavetta e che bisogna rimanere umili, l’umiltà è fondamentale, i sacrifici con cui ottieni le cose ti permettono di rimanere con i piedi per terra. Sostenere lo stress non è facile per nessuno e di questo abbiamo le testimonianze di coloro che sono rimasti immortali; oggi sono cambiate tantissime cose, sono cambiati i mezzi di comunicazione; mentre prima ci si limitava alla radio, alla Tv e alle testate giornalistiche, e comunque il tutto aveva delle tempistiche, oggi abbiamo le notizie quasi in tempo reale e i social possono far diventare virali, quindi da un talent show ad avere milioni di followers è un attimo».

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