Anthony Phillips ci racconta Strings of Light

Anthony Phillips, uno dei musicisti più acclamati della scena rock, prog ed orchestrale di tutto il mondo ritorna con Strings of Light un cd di inediti.

Anthony Phillips - Strings of Light

A sette anni di distanza dall’uscita di Private Parts & Pieces XI: City of Dreams, il chitarrista che è stato tra i membri fondatori della band dei mitici Genesis, pubblica un doppio album strumentale in cui propone una serie di brani in cui le sue preziose chitarre sono protagoniste assolute. All’insegna dell’armonia, in un raffinato intreccio di melodie e di crepuscolare atmosfera, Strings of Light può essere considerato un vero omaggio alla chitarra, lo strumento in cui Phillips eccelle, nonché alla solida fanbase del chitarrista britannico, universalmente acclamato come “maestro” della 12 corde.

Annunciato da Esoteric Antenna, Strings of Light (2 cd più 1 dvd 5.1 Surround Sound mix) viene promosso in questi giorni da un interessante videoclip del brano Diamond Meadows. Ma non è tutto. Il prossimo 15 e 16 novembre la musica di Anthony Phillips sarà protagonista ai Trading Boundaries nel West Sussex (UK). Il gruppo dei Rocking Horse Music Club, infatti, si esibiranno dal vivo presentando tutto il repertorio classico del talentuoso musicista.

Anthony Phillips, come è nata l’idea di realizzare Strings of Light?

Era da parecchio tempo che pensavo di fare un nuovo disco ma ero sempre impegnato in svariate altre cose tra le quali fare musica per la televisione, poi in particolare le re-releases dei miei album a cura della Cherry Red e questo ha significato anche dover trovare per ogni cd delle bonus tracks che potessero funzionare con quei lavori. E’ stata probabilmente una buona coincidenza il fatto che, proprio quando eravamo arrivati alla fine dei lavori per la più recente re-releases abbiamo iniziato a registrare il nuovo album. Prima, lo ripeto, c’era troppe altre cose da fare ed era difficile concentrarsi sulla composizione di musica. Mettiamoci anche che per un discreto periodo di tempo non avevo più suonato la chitarra, almeno ad un certo livello, non mi ero esercitato, quindi ero un tantino fuori allenamento. Ho ripreso piano piano appena ho potuto, e ad un certo punto diciamo che le stelle si sono allineate ed è venuto fuori Strings of Light.

Questo cd è molto diverso dal precedente City of Dreams e può essere descritto musicalmente come più classico. Sei d’accordo con questa definizione?

Sono sicuramente due albums molto diversi. City of Dreams è quasi un collage di pezzi esistenti che abbiamo messo insieme per dargli un senso e che abbiamo rivestito con il synth in una forma che avesse senso. L’uso del synth poi è molto decorativo per quanto riguarda gli effetti.

SOL è un album molto puro, nel senso che innanzitutto abbiano un solo strumento, la chitarra, in azione. La più grande differenza è proprio questa, in Strings of Light non ci sono keyboards o altri strumenti, poi è chiaro che ognuno ha i suoi gusti e può preferire l’uno o l’altro stile. In questo nuovo album la maggior parte della musica viene per l’appunto da schizzi che sono poi stati migliorati, sviluppati. E’ tutto basato sulle chitarre con occasionali overlapping, non propriamente frutto di improvvisazione. Spero che questi nuovi brani possano dimostrarsi azzeccati e godibili con il passare del tempo.

SOL è un doppio cd ma non è poi lungo come ti aspetteresti e nulla è esagerato, tutto si ascolta con piacere…

Grazie per questa osservazione. Fin dall’inizio ho cercato di sottolineare il fatto che Strings of Light in effetti è quasi un cd singolo, se avessi eliminato uno o due pezzi, infatti, avrebbe potuto essere un unico cd. Non volevo farlo troppo lungo, all’inizio non pensavamo nemmeno ad un doppio cd ma poi abbiamo continuato con questo formato, comunque ogni side dura 42-43 minuti, sono 85 minuti in tutto, davvero non è un granché lungo. Puoi ascoltare il primo cd durante il tea break e poi ascoltare l’altro cd. Questo nuovo lavoro io non lo penso come un doppio album. So che il pubblico quando sente che fai un cd doppio pensa subito che sarà lunghissimo e molto noioso ma davvero questo non è il caso di Strings of Light.

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