Vokalfest 2015, il più grande raduno italiano della musica vocale giovanile,che vede tra i protagonisti i S.A.T. & B. di Maria Grazia Fontana.

Vokalfest 2015, il più grande raduno italiano della musica vocale giovanile,che vede tra i protagonisti i S.A.T. & B. di Maria Grazia Fontana.

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È difficile scrivere una recensione, articolo o qualsivoglia ed è particolarmente difficile scriverne uno dove si è visti protagonisti anche i S.A.T. & B.

Il 22 Marzo scorso sono stata spettatrice del  VokalFest 2015 al Teatro Tendastrisce di Roma,questo è un evento nato per promuovere la musica corale tramite l’incontro fra le realtà presenti sul territorio regionale e nazionale che praticano il canto d’assieme. Da questo background prende vita il progetto VokalFest, giunto alla sua 5° edizione.

Il format si basa sull’organizzazione di un “raduno” annuale, opportunità per una vera e propria full immersion nella coralità, che si richiama al principio stesso del canto d’assieme e del coro come luogo di incontro e di solidarietà. I gruppi partecipanti al raduno sono stati 21: 17 cori e 4 gruppi vocali.

Tra tutti quanti coloro che voglio ricordare sono i S.A.T. & B. diretti da una superlativa Maria Grazia Fontana.

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Raccontare in una pagina la storia del coro S.A.T. & B. significa ripercorrere in pochi attimi 20 anni di vita; tanti ne conta ormai, essendosi formato nel 1995 a Roma. Impossibile quindi condensare in poche righe un’esperienza vissuta giorno dopo giorno in un susseguirsi ininterrotto d’avvenimenti, date, fatti accaduti, iniziative e soprattutto, persone.

Proviamo dunque a ripercorrere idealmente – come in una rapida sequenza di immagini questa straordinaria ed irripetibile avventura. Innanzi tutto volti di persone,  luoghi, dove si sono esibiti: chiese, teatri, piazze, palcoscenici. Infine emozioni: un fiume di emozioni. Se – come si sente spesso dire – la qualità della vita si misura dalla qualità ed intensità di emozioni positive che si vivono quotidianamente, allora possiamo ben dire che il coro ne ha regalate davvero moltissime: ai suoi componenti innanzi tutto e a tutti coloro che li hanno ascoltati.

Questo coro, almeno per me non era famosissimo lo ascoltai ad una serata di presentazione di un cd di Attilio Fontana e ne rimasi estasiata e volli andare ad ascoltarlo al Tendastrisce..  Il coro inizia, da come si presentano i primi tre secondi di ascolto MERAVIGLIA e BRIVIDI!!! La loro voce mi avvolge come una stola di velluto prezioso. Mi emoziono. La respiro. Voci MISTE, con controllo perfetto della voce “di pancia“, “di petto” e pure “di testa“. E poi… tanto ma tanto altro… Sono lì che sogno e ascolto. Colpita e affondata.

Si lo so, state pensando “Il talento o ce l’hai o non ce l’hai”.  Vero. Ma anche non-vero. Il talento acquista  senso solo se c’è una totale padronanza del mezzo vocale…E UNA ALTRETTANTO TOTALE PADRONANZA DEL MEZZO EMOZIONALE…se un cantante o in questo caso un coro ha talento e controllo ma non riesce a comunicare emozioni, è sicuro che di carriera non ne fa, perchè il pubblico che sceglie di vedere ed ascoltare un’esibizione VUOLE EMOZIONARSI. Noi pubblico abbiamo fame anzi direi bisogno spasmodico di emozionarci. Vogliamo essere avvolti, coinvolti, presi per mano e condotti dentro una storia, un’emozione. Vogliamo partecipare alla canzone,vogliamo SENTIRE CHE SIAMO VIVI.  Siamo emozionedipendenti, per quanto riguarda la musica e il canto. Se un cantante non mi emoziona, non lo ascolto, è talmente ovvio. Devo sentire i piedi che vogliono uscire dalle scarpe, voglio sentire il sangue che circola più veloce, voglio che mi manchi il respiro: ecco, questo è EMOZIONARSI. Perchè le emozioni si trasferiscono nell’aria, da chi canta a chi ascolta. Se un cantante canta con tutto il corpo, il pubblico percepisce con tutto il corpo. Se un cantante trasferisce emozione, significa che è in grado di provare e veicolare quella emozione lui stessoNel coro invece il mondo emotivo del singolo si pone in sintonia con quello degli altri, risultandone alla fine ingigantito.

Ecco ragazzi i S.A.T. & B. durante la loro esibizione sono riusciti a scuotermi tutto questo, per spiegarvi meglio vi faccio questo esempio: che sapore ha una ciliegia? Bella domanda! Provate ad immaginare che qualcuno vi chieda di spiegare il sapore di una ciliegia a una persona che non ne ha mai assaggiata una.

 

Questo coro è uno strumento, uno strumento nelle mani di un suonatore che è il maestro in questo caso Maria Grazia Fontana. Come tutti gli strumenti anche un coro può essere “suonato” bene o male, può emettere armonie o rumori stridenti; dipende dalla mano che lo suona.

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In un coro  il maestro è fondamentale, è tutto. Egli deve essere un interprete “strabico” perché da un lato deve guardare alla musica che esegue e dall’altro, a volte inconciliabilmente, deve guardare allo strumento, cioè al gruppo di coristi di cui dispone, plasmandolo alle esigenze del brano che vuole eseguire ma rispettando il fluido, l’energia che il coro emana. L’insieme dei cantori ha una sua personalità che non è la somma delle singole individualità ma un “essere” che si forma magicamente attraverso la musica; il gruppo ha una sua anima, una sua spiritualità che si libra nell’aria, ha la capacità di assorbire le emozioni che il brano evoca, di elaborarle in un misterioso processo di assimilazione e restituirle, prima ancora che in forma di suono, in una vibrazione eterea fatta di sentimento, di energia spirituale pura.

 

Tutto ciò appartiene all’insieme delle persone, le quali formano un unico indivisibile. Ecco perché il coro è “uno” strumento, non la somma di tanti strumenti quante sono le voci che lo compongono.

 

Sono riuscita a spiegare che sapore ha una ciliegia? Temo di no ma nella loro sala prove anno “ciliegie”. Venite ad assaggiarle, venite a provare il canto insieme a loro quando ne avrete possibilità. Il gusto delle ciliegie è meraviglioso e … una tira l’altra. Non si finirebbe mai di assaporarle.

 

Chi vi scrive è fermamente convinta che tutti gli show, l’attività musicale di Maria Grazia Fontana di questi anni abbiano permesso ai S.A.T. & B. o meglio alla loro musica, di essere presente nel mondo che ci circonda.

Vi lascio con questa frase che ho plasmato per loro:

“La musica l’ ha scelti e loro la onorano: un’ alchimia di voce, anima e corpo che conduce  negli spazi infiniti della libertà creativa.”

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