Roberta Faccani vi parlo di “Senza far rumore”
A tu per tu con Roberta Faccani, ex voce dei Matia Bazar, che ci racconta del suo nuovo singolo “Senza far rumore”.
Un singolo che vive di emozioni, “Senza far rumore”, per Roberta Faccani. Un testo che vuole essere un grande omaggio al fondatore del gruppo, Giancarlo Golzi, un modo per non dimenticare e per salutare un caro amico…
Bentornata su La Gazzetta dello Spettacolo, Roberta Faccani. È in radio il tuo nuovo singolo, Senza far rumore”, una dedica a Giancarlo Golzi, storico fondatore e batterista dei Matia Bazar. Come ha preso esattamente forma tutto ciò…
L’idea di omaggiare Giancarlo Golzi, batterista, co-fondatore e anima pulsante dei Matia Bazar per tutta la sua vita e carriera, nasce da un mancato addio avvenuto dieci anni fa. Avrei voluto fortemente essere presente al suo funerale e piangerlo a fianco degli altri miei colleghi, ma per non disturbare le loro nuove dinamiche del tempo, ho preferito farmi silenziosamente da parte. Sei anni di amore e devozione a un marchio e alle persone con cui hai vissuto quasi la quotidianità, restano per sempre nel cuore, anche a distanza di tanti anni. Quelle emozioni non espresse, come spesso mi accade, sono pian piano confluite prima in musica e poi in parole, attraverso un percorso fatto di esaltazione dei tantissimi ricordi di una grande esperienza professionale e di vita vissuta accanto al ‘Capitano Golzi’, che tanto aveva voluto il mio ingresso nei Matia, ovviamente insieme al grande Piero Cassano e il talentuoso Fabio Perversi. “Senza far rumore” perciò, è un atto di amore. Sono fatta così, amo amare e considero rispetto, gratitudine e riconoscenza baluardi imprescindibili del mio modo di vivere.
Di Giancarlo serbo insegnamenti di saggezza e pragmatismo, oltre alla grande maestria di uomo di spettacolo. Ma non solo, al di là del suo lato un po’ introverso era davvero molto simpatico ed affabile. Di lui e dei Matia, mi resta un testamento di insegnamenti importantissimi che hanno contribuito notevolmente a farmi diventare la donna forte e matura che sono oggi.
Spero che da lassù Giancarlo sia davvero fiero di me, contento di questo omaggio e che mi sorrida!
Che ricordo hai del periodo vissuto proprio con questo storico gruppo, quali sensazioni ed esperienze hai raccolto dal 2004 al 2010?
Sono stati anni velocissimi, pieni di impegni, viaggi, molte responsabilità, sacrifici, in un turbinio di cose in cui ho imparato moltissimo e a cui ho donato anima, testa e cuore. Vocalmente sono stata l’elemento di rottura totale di schemi pregressi, direi per certi versi persino agli antipodi. C’era molto calore da parte di tanti giovani nuovi fans ai concerti ed ero molto fiera di aver contribuito ad una nuova ondata di modernità. Credo onestamente, senza peccare di presunzione, che avrei potuto dare ancora tanto non solo in termini di sperimentazioni vocali, ma anche come attitudine alla scrittura…
In ogni caso, a quegli anni devo molto di ciò che oggi sono perché è stata una università sotto molteplici aspetti.
La tua carriera ha avuto inizio negli anni ’90, come vocalist e corista per artisti come Adriano Celentano, Paola Turci, Ornella Vanoni e non solo. Che ricordo hai di quei primi passi mossi nel mondo della musica?
Di quegli anni ricordo la lunga gavetta fatta di molti sogni e caparbietà. Prima otto anni di locali di provincia e poi a Milano, trasferita da Ancona dove sono nata e cresciuta. I primi tempi dormivo sopra un materasso senza rete e mangiavo scatolette di tonno per risparmiare. La mattina lavoravo in un bar e pomeriggio e sera cercavo di introdurmi nel circuito giusto dei locali, degli studi di registrazione, dei provini a destra e manca. C’era tanta competizione ma il fuoco che ardeva in me mi sosteneva. Ho però continuato a non demordere fino ai primi risultati concreti che sono arrivati facendo la corista per nomi già affermati: una palestra importantissima per scoprire tante cose della vocalità. Poi è arrivato il teatro musical con “Rent”, scelta dopo molte audizioni dal maestro Luciano Pavarotti e da lì, il meraviglioso teatro dove ho affinato le doti di attrice; solo dopo ancora altri dieci anni di anticamera alla discografia, è arrivato il provino per i Matia Bazar e l’agognato palco di Sanremo. Il resto è storia.
Chi è oggi Roberta Faccani e quali consapevolezze porti con te?
Sarò breve e lapidaria: sono diventata saggia e ponderata. Sono una che sa fare il suo mestiere ma continua sempre a studiare per migliorarsi. Ho imparato questi motti, “tutti importanti e nessuno indispensabile”, “il professionismo non si improvvisa”, “fai da te senza aspettarti nulla dagli altri”, “guarda avanti ringraziando il passato”.
Quali progetti futuri bollono in pentola?
Dopo la promozione del nuovo singolo, sarò in tour nelle piazze con il mio spettacolo live che resta la mia dimensione migliore e in cui canzoni, contatto coi musicisti e pubblico si fondono in un pathos di emozione e verità. E ovviamente ogni sera, dedicherò a Giancarlo la nostra “Senza far rumore” con un bacio e uno sguardo al cielo!
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