Claudio Guerrini: cercare amore negli occhi altrui e altri racconti nel suo secondo libro, “Ti cercherò per sempre”.
Con noi Claudio Guerrini, speaker per RDS e non solo, pronto a parlarci del suo ultimo libro, uscito a novembre 2025, “Ti cercherò per sempre”, un vero e proprio tributo legato alla Fondazione Rava, a ciò che impersonifica, ai valori che racchiude in sé.
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Benvenuto sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Claudio Guerrini. Lo scorso novembre ci hai regalato un secondo libro, “Ti cercherò per sempre”, un ritratto che ci riporta alla Fondazione Rava, ai suoi venticinque anni di impegno. Cosa dire a riguardo?
«Devo al mio essere volontario per la Fondazione Francesca Rava la realizzazione di questo secondo libro. Il tutto si è verificato in maniera spontanea dopo aver parlato con la Presidente, Maria Vittoria. Sentiva forte, dopo questi primi venticinque anni, la necessità di parlare di ciò che è stato, di questa intensa storia. Qualcosa di toccante, “Ti cercherò per sempre”, che nasce dalla scomparsa di sua sorella Francesca, e ci riporta ad una promessa che si erano fatte, quella di non lasciarsi mai. È stata proprio questa promessa a far sì che Maria Vittoria cercasse sua sorella, morta in un tragico incidente da giovane, negli occhi altrui… in quelli dei bambini più poveri».
Una meravigliosa storia d’amore…
«Esattamente!».
Sei da sempre un abilissimo speaker radiofonico, in onda su RDS ne “100% Grandi Successi”, insieme a Roberta Lanfranchi. Quali soddisfazioni a riguardo?
«Faccio radio da sempre, da quando avevo diciassette anni. La mia carriera parallela di conduttore radiofonico e dj si è sviluppata proprio in quegli anni. L’alchimia che si è poi creata con Roberta, dal 2016, è qualcosa di davvero inspiegabile. Lei ha un senso dell’umorismo molto simile al mio, per quanto si sia diversissimi. Abbiamo un rapporto, quello che presentiamo giornalmente, contrastato ma anche complice, per cui alla gente piace e questo ci crea una gioia enorme».
Posso confermarlo, siete una forza…
«Pur essendo in due luoghi distinti e separati da ben seicento chilometri, perché lei è a Roma e io a Milano…»
Hai dei rimpianti legati alla tua carriera e cosa vorresti ancora poter concretizzare?
«Se parliamo di situazioni legate alla vita, posso dirti che mi sono pentito di non aver provato a diventare un campione di tennis. Ho dovuto lasciare, per vari motivi, e chissà, con il senno di poi… Guardando, invece, alla radio, posso dire di aver fatto di tutto, dal prendere parte a piccole radio per poi approdare a quelle più grandi. Un rimpianto grande c’è, il non aver potuto dedicare il giusto tempo alla mia vita da dj per dare maggiore spazio ad altro, e lo stesso vale per la carriera televisiva. Le cose che faccio ora sono tante e, come possibile, continuo a portare avanti sia la radio, la scrittura che la tv. Preferisco chiamarle ancora passioni».
Fin quando vengono vissute come passioni non ci stancheranno mai…
«Assolutamente! La vedo anch’io così».
Chi è oggi Claudio?
«Ho poco tempo libero (ride) e forse a causa di queste passioni ho il rimpianto di non aver messo su famiglia, andando oltre, compiendo passi importanti. Magari avrò perso qualche occasione per poter avere più gioia in campo sentimentale, chissà! In un paio di occasioni sono stato veramente innamorato ma queste passioni non mi hanno permesso di poter essere al cento per cento in quella storia… quando lavoro voglio stare in mezzo a mille persone, quando stacco preferisco la tranquillità, un buon libro, un buon film…»
Sappiamo bene che televisione e radio ci aiutano a lanciare dei messaggi importanti. Cosa dire a riguardo?
«Io e Roberta abbiamo una rubrica chiamata “Cabaret”, uno spazio per me nuovo, televisivo, che ci porta a riproporre qualcosa di non sempre nostro, che crea comunque tanta attesa, raccoglie tanti spettatori. Una cosa molto piacevole, un modo nostro per trasmettere allegria, tranquillità, normalità, in un tempo così delicato e pieno di interrogativi. Isolarsi, quando entriamo in radio, ci porta a regalare tanto altro a chi ci ascolta, qualcosa che ci porta ad avere un riscontro straordinario per quello che è il nostro mestiere».
Al di là di questo ultimo libro, possiamo aspettarci altro?
«Ho un’idea, si, ma il libro di cui parlavamo poco prima è uscito a novembre, ci ho messo un anno a scriverlo, adesso preferisco godere delle varie presentazioni, come l’incontro che si è verificato al Quirinale, con la Fondazione e con il Presidente Mattarella. Un vero onore, un piacere enorme. Per l’estate posso anticiparvi che ci saranno dei progetti televisivi importanti…»
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