Siamo stati alla presentazione di “Ayrton. Storie fuoripista”, di Davide Rigoni e Matteo Orsi, a Firenze. Ecco perchè leggere il libro.
Il 4 marzo 2026, presso la libreria Gioberti di Firenze si è tenuta la presentazione del libro “Ayrton. Storie fuoripista” di Matteo Orsi e Davide Rigoni con la moderazione di Carlo Scarzanella.
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Per gli appassionati di F1 Ayrton non è solo un pilota
Chi non conosce Ayrton Senna, le sue imprese in pista e le gare disputate? Tutti sanno chi è stato Magic, ma in questo libro scritto a quattro mani da Davide Rigoni e dalla voce narrante di Matteo Orsi – figlio del noto fotografo di Autosprint Angelo Orsi – non c’è traccia di sensazionalismo di un pilota. Non troverete la fredda cronaca dei tempi sul giro e la tragica narrativa del suo incidente. Troverete, invece, la genuinità dei ricordi di due ragazzi che si incontrano e stringono un’amicizia destinata a durare per sempre. La famiglia Orsi è stata una seconda casa per Ayrton: un giovane pilota partito dai kart e approdato alla formula 1. In questo susseguirsi di aneddoti emerge il lato conviviale di un ventenne riservato, determinato, ma profondamente innamorato della semplicità.
Com’è nato questo libro
L’incontro tra Davide e Matteo è stato casuale, nato sui social. Davide, attento osservatore, seguiva Matteo nei suoi racconti pubblici e ha intuito immediatamente la portata autentica di quel materiale. Inizialmente scettico, Matteo si è lasciato convincere dalla pazienza di Davide nel non essere invadente , che ha saputo infondergli la fiducia necessaria per ripercorrere quegli anni. Rivedere se stesso tredicenne accanto al giovane Ayrton del 1983/1984 è stato un viaggio toccante e, a tratti, persino divertente, di un’amicizia che ha attraversato un decennio.
Ayrton attraverso gli occhi di Matteo: tutto ebbe inizio a Silverstone
Una delle prime curiosità riguarda il 1983. Prima ancora di debuttare in Formula 1, un ventitreenne Ayrton si presentò con decisione ad Angelo Orsi sul circuito di Silverstone. Da lettore assiduo di Autosprint, Senna gli disse con estrema onestà: ” Le sue foto hanno un’anima rispetto a quelle dei fotografi inglesi; trasmettono qualcosa in più“. Angelo rimase sbalordito dalla lucidità di quel ragazzo che, con estrema educazione, gli chiese di curare la sua immagine l’anno successivo. Matteo ricorda:
“Ayrton aveva le idee chiarissime. Sapeva che entro 4 anni sarebbe diventato Campione del Mondo. E così è stato”
Dalla casa di Angelo Orsi ai giri per Bologna
Tra pareti domestiche e calore familiare, Ayrton era uno di casa. Trovarsi lì a pranzare o stare seduti sul divano come dei fratelli. Insieme giravano per Bologna e Imola, preferendo spesso la tranquillità delle mura domestiche ai ristoranti. Matteo rivela: “Ayrton amava mangiare in casa, anche perché mia madre ai fornelli se l’è sempre cavata egregiamente; Andava matto per le lasagne e i tortellini: sulla cucina bolognese non si discuteva “. Erano serate vissute nel segno della normalità, lontano dai riflettori, in un’epoca pre-social dove ogni istante veniva assaporato senza l’assillo dei “click”.
Il profondo bisogno del sentirsi in “Famiglia”
Il libro descrive Senna quasi come uno “studente fuori sede” che cercava in Matteo e Angelo quel calore che gli mancava lontano dal Brasile. Tra i tanti regali fatti al giovane Matteo, spicca una Vespa: Ayrton ne aveva collezionate diverse vincendo le pole position e decise di donarne una al giovane amico. In queste novanta pagine scivola via il ritratto inedito e tenere di un uomo che si poteva incontrare tra le strade e i colli bolognesi.
Un libro dal taglio emotivo ma con il sorriso
Davide Rigoni e Matteo Orsi, hanno voluto un’opera che parlasse dell’uomo Ayrton. Rigoni confessa, “Forse la sfida più grande è stata scrivere in modo che Matteo si ritrovasse non solo nei ricordi, ma nelle emozioni vissute” Hanno volutamente evitato il sensazionalismo dell’incidente, cercando uno spazio nuovo tra gli oltre 88.000 titoli già pubblicati su Senna.
Aneddoti che mantengono in vita
Il lettore scopre un Ayrton che, per mantenersi in forma sotto la guida del preparatore Nuno Cobra, prediligeva la pasta in bianco con olio e parmigiano . In casa Orsi, quel piatto è stato ribattezzato la “Pasta all’Ayrton“. Matteo sorride ricordando che : “Non gli piaceva fare primo e secondo, preferiva direttamente due primi piatti“.
Perché leggerlo
E’ il racconto di un’amicizia verace. Un ragazzo semplice che trascorreva il suo tempo libero per Bologna con naturalezza, senza il timore che il personaggio oscurasse l’uomo . Ayrton era educato, riservato, ma appassionato in tutto ciò che faceva. Matteo e Davide ci consegnano un “Magic” capace di dominare la pioggia come un Dio, ma con il cuore di un ragazzo che voleva accanto a sé compagni di squadra veloci per potersi migliorare ancora: ” Di uno lento non so che farmene!“
Cosa lascia Ayrton
Con la voce visibilmente commossa di Matteo conclude ” Questa amicizia interrotta mi lascia tanti rimpianti. Mi manca non sentire più la voce di Ayrton al telefono; mi addolora il ricordo di mio padre distrutto quel giorno ad Imola. Avrei voluto mostrargli l’uomo che sono diventato… Mi resta però la sua eredità più grande: credere sempre in se stessi e portare a termine ciò che si inizia. Mi lascia Nostalgia e Rimpianto…”
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz


