Maria Cuono racconta di Luisa Corna, della sua espressione artistica più alta e del successo a Dubai dell’artista.
Nel mondo del giornalismo si parla spesso di distacco, ma chi mi conosce sa che per me è impossibile scindere il lavoro dalla partecipazione umana. Sono una persona profonda, che vive ogni storia sulla propria pelle, e le ultime ore passate con il fiato sospeso per quanto accaduto a Dubai sono state un vero incubo personale. Sentire, attraverso un messaggio diretto, che Luisa Corna è tornata a casa e che anche i suoi colleghi stanno bene, ha riportato finalmente la luce.
Per Luisa, questa trasferta negli Emirati Arabi rappresentava un’occasione artistica da cogliere al volo, un palcoscenico prestigioso dove la sua voce e la sua professionalità hanno brillato ancora una volta al “Gran Galà della Canzone Italiana”. Si è esibita portando l’eccellenza della musica italiana in un contesto internazionale, confermando quel talento cristallino che l’ha resa una delle figure più amate del nostro panorama. Valorizzare l’artista nel suo “tempio” — che sia un teatro italiano o un grande evento a Dubai — è la missione che porto avanti da sempre.
Il legame che ci unisce, nato quando Luisa ha impreziosito con la sua prefazione il mio libro “L’Arte dell’Incontro”, si è trasformato in queste ore drammatiche in qualcosa di ancora più solido. Grazie all’amico tenore Luca Lupoli, che mi ha permesso di raggiungerla direttamente, ho potuto vivere questo sollievo in prima persona. Oggi celebriamo il successo lavorativo di una grande artista e, soprattutto, il ritorno alla pace di una donna di straordinaria dignità.

Analisi critica: una voce tra cielo e terra
Onorare il suo ritorno significa celebrare una delle identità vocali più rare in Italia: un contralto naturale dal timbro brunito e profondo. La voce di Luisa possiede una “pasta” sonora densa; è un suono scuro e autorevole, capace di aprirsi in armonici brillanti nel registro centrale.
Ciò che la rende unica è quel “graffio” emotivo, una grana naturale che veicola un’autenticità viscerale. A Dubai, la sua tecnica magistrale nel controllo del fiato ha permesso di alternare “pianissimo” carichi di tensione a esplosioni di potenza pura. Che si tratti di pop-soul o di progetti sinfonici come il suo recente “Incanto”, la sua voce resta un ponte tra mondi, un grido di bellezza che ha saputo sovrastare la paura.
Bentornata Luisa. La tua voce ha risuonato nel deserto, ma il tuo cuore è tornato a battere qui, con noi. Ti sono vicina, come sempre, tutto con il cuore.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

