Guia Jelo è zia Rosy nel film Il mio nome è Thomas con Terence Hill.
Guia Jelo è zia Rosy nel film Il mio nome è Thomas con Terence Hill.

Guia Jelo, a mio agio con il pubblico

Guia Jelo ci racconta le sue tante novità… al cinema con Terence Hill

Abbiamo incontrato per voi Guia Jelo, attrice siciliana che dal teatro, la vediamo proiettata al cinema e soprattutto nel mondo della fiction. Con l’arrivo ad Aprile, Il mio nome è Thomas, il film che segna il ritorno sul grande schermo per Terence Hill, abbiamo fatto una chiacchierata con Guia.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo. Guia Jelo, un’attrice poliedrica tra teatro, cinema e televisione. Dove ti senti più a tuo agio?

Intanto grazie per il benvenuto e ben trovati a voi con un titolo di testata così consono alla mia vita (come una sorta di vecchio giornale cartaceo: “Le Gazzette” e che ora diventa su web nel mondo). Io potrei dire che mi sento a mio agio su tutti e tre, la differenza forse consiste in come si sente a proprio agio davanti a me il pubblico, in teatro, quando si emoziona tantissimo o ride a crepapelle.

Magari i telespettatori distratti in casa si sentiranno meno a proprio agio del pubblico in sala? Ma io confido invece nei “cine-spettatori” moltissimo, senza remore. Quello che però mi frega è la mia insicurezza, il mio timore di deludere (soprattutto coloro che mi hanno scelto: registi, produttori ecc…) che mi rende inquieta, alla ricerca di quella serenità di cui ho bisogno, ora più che mai, in età così matura ahimè, dopo tante fatiche.

Hai esordito con Pasquale Squitieri a fianco di Claudia Cardinale, Giuliano Gemma e Michele Placido in Corleone. Che ricordi hai dei tuoi inizi cinematografici?

Mi colpisce questa domanda perché sono una sessantenne e si può capire cosa si prova nel ricordarsi della propria giovinezza artistica e dell’impulso dei primi momenti della passione, che comunque rimane sempre viva in me.

La bellezza di Guia Jelo, visibile già negli anni 70.
La bellezza di Guia Jelo, visibile già negli anni 70.

Il ricordo è l’accoglienza da parte dei big, i miei primi mini successi e a fronte alta, e alzando il tono della voce, sostenendo: senza mai compromessi di nessun tipo e dato che ero molto piacente e pare anche molto sensuale, potrebbe sembrare una cosa anomala, ma ho lavorato sempre attraversando solo studi televisivi, palcoscenici, set cinematografici e corridoi…., ma nessuna camera da letto, scrivanie o poltrone.

Dei miei esordi posso dire, inoltre, che sono rimasta ancora molto unita con un’artista che ci rappresenta in tutto il mondo, di grande spessore, il quale ha fatto un percorso professionale sempre in evoluzione e questo gli fa onore: Michele Placido, col quale sarò in tournè al suo fianco ed anche per la sua regia ne “I sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, anche al Teatro Quirino di Roma.

Guia Jelo impegnata sul palcoscenico di Sei personaggi in cerca di autore con Michele Placido. Foto da Ufficio Stampa.
Guia Jelo impegnata sul palcoscenico di Sei personaggi in cerca di autore con Michele Placido. Foto da Ufficio Stampa.

Sei tra i protagonisti di “Il mio nome è Thomas” film diretto e interpretato da Terence Hill. Come è stato lavorare con lui?

E’ stato gratificante lavorare con Terence Hill ne “Il mio nome è Thomas”, nel ruolo della zia Rosy e lo è stato soprattutto anche sul piano umano.

Quello che infatti mi ha colpito tanto è stato il suo modo sublime di accogliermi e scegliermi col cuore, si ,ma con la sua chiara consapevolezza della fiducia che la sua grande stima nei miei confronti gli dava per la riuscita del mio bel “personaggino” e quindi del suo film (ogni puzzle del mosaico per lui sono stati valore aggiunto nel film). Certo, ho girato tanto delle belle scene ma alla fine, per economia del film, il mio personaggio ha subito dei tagli, di cui mi faccio una ragione, che lo hanno però reso nel mio percorso ben lontano dall’entità dei personaggi negli altri film, come “Stare Fuori” di Fabio Massimo Lozzi e “L’erede” di Michele Zampino che amo citare e ricordare.

Lavorare con Terence è poesia, verità e riscatto! Si! perchè la mia vasta e perché no prestigiosa carriera è stata sempre nel sudore degli affanni e delle “salite”, tranne con Aurelio Grimaldi, mio mentore…come nel mio ultimo film che mi vede protagonista assoluta ne “La divina Dolzedia”, dove tutto è stato pieno di motore e forza, perchè lavorare con Aurelio è volare.

Guia Jelo in la divina Dolzedia
Guia Jelo in la divina Dolzedia

Debutta infatti il 10 maggio, al cinema Odeon di Catania (la mia citta e in un certo senso, la citta del film!) dopo il successo nell’ultima edizione del festival del cinema di Taormina 2017 di questo “pazzizzismo” film “La divina Dolzedia” di Aurelio Grimaldi che mi vede una protagonista bizzarra, anzi sta volta direi bizzarrissima, comica e piccante nel suggestivo vernacolo catanese, simpatica prostituta nave scuola anziana…ahahah fissata con la cultura che concede il suo famigerato” gnicche gnicche”, rito erotico ambito e super richiesto e concesso solo a condizione di sorbire un po’ di cultura (se pur da profana e popolaresca fimmina della terra di Sicilia..) con attori a fianco, come un’inedita e sorprendente Simona Izzo, Francesca Ferro (amica buttana), Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina e per la prima volta nello schermo Maria Chiara Pappalardo (la figlia, colpo di scena!).

Guia Jelo con Simona Izzo
Guia Jelo con Simona Izzo

Tra le tante cose che ci sono nella tua carriera, anche la pubblicazione di un libro, Donna Giudizia. Cosa cerchi di trasmettere a chi ti segue?

Il libro, dopo una prefazione autobiografica, raccoglie una serie di lettere e risposte nella mia rubrica di successo “jelodicoaguia” del magazine “Sicilia in rosa” del quotidiano “La Sicilia”, in omaggio e nel ricordo della posta del cuore di Donna Letizia, Colette Rosselli, degli anni sessanta.

Il libro Donna Giudizia
Il libro Donna Giudizia

Qui ho sempre voluto trasmettere, ma lo possono dire solo i miei lettori se ci sono riuscita, il mio modo di essere diretta, molto passionale, pur essendo concreta, rispettosissima dell’umanità e soprattutto leale (sembrerò presuntuosa ma ci tengo moltissimo a quest’ultima mia dote). Do molti consigli, sempre col pudore di chi non è affatto infallibile (ci mancherebbe) e con la modestia di chi non ha titoli, se non quelli dei percorsi della vita, per giudicare.

Spesso lo faccio anche in maniera bizzarra e divertente e il direttore del magazine, Gianluca Reale, mi concede qualche licenza sulle righe.

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