Intervista a Massimiliano Bruno, regista ed attore, che ci racconta il suo vivere due mondi speciali: il cinema e il teatro.
Bello è poter essere presente ad un ‘successo’ annunciato sin dalla sua presentazione, ed è ciò che è accaduto con il nuovo film di Massimiliano Bruno, attore e regista, “Due cuori e due capanne”, presentato ad Alice nella Città, con Claudia Pandolfi e Edoardo Leo a fungere da protagonisti di una ‘particolare’ storia… Non meno importante il suo innovativo esperimento teatrale, “Life is Life”, a cui in tanti potrete assistere, a Roma…
Ben ritrovato su La Gazzetta dello Spettacolo, Massimiliano Bruno. Il tuo nuovo film, “Due cuori e due capanne”, è stato presentato il 23 ottobre in occasione de Alice nella Città, all’interno della Festa del Cinema di Roma. Uno spaccato di vita più che reale, caratterizzato anche da tanta allegria, oltre che dalla possibilità di poter riflettere sul tutto. Come ha avuto vita questa tua idea?
«È nata da alcune vicissitudini personali, proprio nel periodo in cui la mia compagna era incinta del nostro primo figlio. Mi ha simpaticamente rimproverato di essere un maschilista inconsapevole, anche un po’ distratto, e c’è da dire che lei è una femminista più che convinta. Da lì l’idea di dare vita ad un progetto legato proprio a questi due poli opposti».
A cosa devi, invece, la scelta degli attori, dei protagonisti, Claudia Pandolfi e Edoardo Leo?
«Claudia è stata scelta perché nella vita è tanto simile a quel personaggio a cui ho dato forma, Edoardo non era, invece, mai stato in un ruolo così preciso, puntuale, nonché nei panni di un preside».
Molto carino il balletto post proiezione, all’interno dell’Auditorium della Conciliazione, a Roma. Ha reso ancora più chiara la stima, l’affetto, che c’è tra te, la Pandolfi e il resto del cast…
«Il balletto è nato perché in quel momento Claudia aveva voglia di ballare (ride). C’è tanta complicità con lei. È una brava professionista!».
Il film sarà nelle sale il 22 gennaio e, a tal proposito, quale primo riscontro hai avuto da parte del pubblico?
«Abbiamo vinto il premio del pubblico, ad Alice nella Città, e di questo ne sono stato davvero felice. Il film è stato più che apprezzato e questo mi ha tanto incoraggiato. A livello emotivo ha conquistato tanti animi, specie per gli approfondimenti che tocca».
Il tuo nuovo, innovativo, progetto teatrale, “Life Is Life – Episodio 1. Che razza di pianeta è questo?”, è stato in scena proprio ieri al Teatro Parioli Costanzo, da te curato. Cosa puoi dirci circa questa apertura-evento?
«Un mio pallino, questo ‘esperimento’, perché desideravo portare in scena un appuntamento fisso con una ‘serie teatrale’, qualcosa da vivere di mese in mese. Durante il lockdown si è sviluppata, è poi rimasta chiusa nel cassetto, ed ora, questa idea, è realtà. Un modo per parlare di come gli esseri umani vengono visti al di fuori e, per farlo, ho preso degli attori molto bravi. Intorno a loro, altri attori giovani, scelti per svecchiare i ‘soliti’ cast teatrali insiti nella nostra città. Credo sia giusto dare voce, come direttore artistico del Parioli, ai giovani. Porterò, così, in scena la Finocchiaro, Gullotta, per citarne alcuni, e poi tutti loro, una ventata di freschezza…».

Quanta emozione c’è nel gestire un teatro così importante?
«I miei predecessori non sono nomi da poco ed io, nel mio piccolo, cerco di dare sempre più luce, con orgoglio, a questo teatro così storico. Avevo già avuto modo di calcarne la scena con la Cortellesi, nel lontano 2000, ed avere questo incarico, da gennaio di quest’anno, mi rende molto felice, soddisfatto».
Massimiliano, cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro artistico?
«Oltre queste situazioni di cui parlavamo poc’anzi, posso dirti che dal 23 febbraio avranno inizio le riprese del mio prossimo film. Non appena potrò parlarne, con piacere, vi anticiperò qualcosa».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

