Intervista a Marco Garofalo finalista alla World Photographic Cup 2019

Intervista a Marco Garofalo finalista alla World Photographic Cup 2019: “Basta ritocchi digitali, la foto deve conservare la sua naturalezza“.

Si terrà dal 20 al 31 maggio, all’Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano, la mostra fotografica intitolata “Tocco di Professionista”. Con l’opera “NoSex”, della collezione “Immagini…Luce di Ombre nel Futuro”, l’artista Marco Garofalo è arrivato in finale con la squadra Italiana della Coppa del Mondo della Fotografia 2019.

“La collezione – ha raccontato Marco Garofalo – è stata interamente realizzata nel mio studio a Rocca Priora al “Mouse Gold”. Ho creato un mini set, con una lampada spot da 500wt luce continua, con tanti oggetti in lunga posa. Le immagini poi sono state realizzate fotografando il riflesso dell’ombra dell’oggetto sul fondale, grazie all’utilizzo di un tripod, con corpo macchina Hasselblad Hdiii, dorso da 50 megapixel. Il risultato ottenuto è naturale, senza alcun intervento della tecnologia digitale”.

Benvenuto Marco Garofalo. Quando e come hai scoperto la fotografia?

Nel 1990 ad un matrimonio di un familiare a Napoli. I matrimoni a Napoli, come tutti sanno, sono interminabili per le lunghe cerimonie e la festa che va oltre i consueti orari, ma il vero protagonista dei matrimoni partenopei è il fotografo. Così, con la curiosità di un bambino, mi misi a seguire quel giorno, con la coda dell’occhio, ogni movimento del fotografo, cercando di comprendere cosa stesse ingegnando con quegli attrezzi.

Fu così che venni a conoscenza della fotografia in pellicola 35 mm e 120mm. Dopo qualche giorno mi venne regalata la mia prima macchina fotografica “Nikon fm in 35 mm”.  Cominciai a fotografare di tutto: dalle formiche, ai nidi di uccellini, alle foglie in controluce, milioni e milioni di fotografie e rullini gettati al vento, perché ero ancora sprovvisto di tecnica e conoscenza. Nel 1997 il mio primo vero lavoro: Riccione Moda Italia trasmissione televisiva della Rai; dopodiché mi son trasferito nella Capitale per frequentare la triennale di fotografia presso l’Istituto superiore di fotografia di Roma.

Cosa rappresenta per te la fotografia in termini emotivi?

Per me la fotografia è vita e senza luce non può esserci vita!

Qual è la parte più divertente del tuo mestiere?

La dinamicità del mio lavoro, il continuo monta e smonta dell’attrezzatura, e poi sposta, alza, abbassa, più a destra, più in su, sorridi…

Cosa si prova ad essere tra i finalisti della squadra Italiana per la Coppa del Mondo della Fotografia 2019?

E’ per me un grande traguardo poter rappresentare l’Italia nel mondo con la mia arte fotografica.

Come nasce il progetto “Immagini… Luce di Ombre nel Futuro”? 

L’idea del progetto nasce per ricordare un passato dimenticato, la tecnica fotografica della lunga esposizione. 

La collezione “Immagini… Luce di Ombre nel Futuro” e stata interamente realizzata nel mio studio e le immagini sono al naturale, senza alcun intervento del digitale. Questo progetto per me è un omaggio ai Grandi Maestri della Fotografia in Bianco e Nero: Ansel Adams, Helmut Newton, Henri Cartier Bresson.

Quali sono i suggerimenti per chi si approccia a questa professione?

Partire dalle basi, conoscere la fotografia all’origine, captare e studiare la luce nella semplicità, prediligere le opere al naturale, senza troppi interventi digitali.

Progetti futuri?

Sto realizzando nuove collezioni per le mie prossime esposizioni e per alcuni concorsi. Sto ultimando un progetto che è una collezione di Ritratti moda colorati che presenterò al prossimo “Summer Fep” (Federation European Photographer) nella competizione per un’altra QEP (Qualified European Photographer, qualifica europea fotografo professionista)

Su Anna Chiara Delle Donne

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