Adriano Formoso

Adriano Formoso: ecco il “Formoso Therapy Show”

Intervista esclusiva ad Adriano Formoso, psicologo e psicoterapeuta, che ci racconta il suo “Formoso Therapy Show”.

Gestione del Negozio - Banner

Adriano Formoso è psicologo, psicoterapeuta e fondatore del Centro di Ricerca in Psicoanalisi di Gruppo e di Neuropsicofonia, situato nel verde del Parco delle Groane, alle porte di Milano. Nel suo centro ha creato un vero e proprio osservatorio clinico e di ricerca per il sostegno alle famiglie e ai minori a rischio, dove si svolgono terapie individuali e di gruppo, interventi psicoeducativi e percorsi di crescita personale che integrano psicologia, psicoanalisi e medicina olistica.

È anche il primo cantautore italiano ad aver portato la musica in un reparto di ostetricia e ginecologia di un importante ospedale milanese, dove le sue canzoni hanno accompagnato le donne in gravidanza e nel parto.

Adriano Formoso, ben trovato sul quotidiano La Gazzetta dello Spettacolo. In che modo l’esperienza artistica e l’espressione creativa, sia come autore che come ascoltatore, influenzano la sua capacità di entrare in empatia con i suoi pazienti e di comprenderne il mondo interiore in profondità?
«L’arte per me è una forma di empatia incarnata. Quando scrivo una canzone o ascolto un brano entro in contatto con la mia parte più vulnerabile, quella che non ha paura di sentire. È lo stesso spazio che abito quando incontro un paziente. La musica, il teatro, la scrittura, sono tutte vie per ascoltare l’altro dentro di sé prima ancora che davanti a sé. L’artista e lo psicoterapeuta condividono una missione comune: trasformare il dolore in linguaggio e dare forma a ciò che non ha ancora un nome. Nell’ascoltare un paziente, come nell’ascoltare una melodia, percepisco le dissonanze, le pause, le armonie nascoste. Capire l’altro non significa analizzarlo ma accordarsi a lui, vibrare sulla sua stessa frequenza emotiva».

Considerando la sua teoria della ‘Neuropsicofonia’, come la risonanza delle frequenze sonore può essere vista come un ponte tra il linguaggio universale dell’arte e il linguaggio del corpo e della mente, diventando così uno strumento terapeutico?
«La Neuropsicofonia nasce proprio da questa intuizione: che ogni emozione è un suono e ogni suono può diventare emozione. Sia nelle sedute individuali con i miei pazienti che durante i miei spettacoli teatrali con il Formoso Therapy Show, le frequenze musicali non agiscono solo sull’udito ma sull’intero sistema mente-corpo. Durante gli esercizi di interazione con il pubblico in sala, le musiche e le canzoni risuonano nelle cellule, nel respiro, nel battito cardiaco, modulando la chimica del cervello e aprendo passaggi interiori che spesso la parola non riesce a raggiungere. È un linguaggio che precede il linguaggio: lo stesso che ascoltiamo nel grembo materno, quando la voce della madre ci culla prima ancora di sapere parlare. L’arte è universale perché parla questa lingua primordiale. La Neuropsicofonia® ne traduce le leggi in chiave scientifica, permettendo di usare il suono come strumento di riequilibrio emotivo e di riscrittura delle memorie corporee. È una musica che cura ma anche una scienza che commuove».

Riflettendo sulla sua prospettiva di psicoterapeuta e artista, come il processo di costruzione e decostruzione che caratterizza l’opera d’arte può essere applicato per esplorare il processo di guarigione e ristrutturazione psicologica del paziente?
«Ogni terapia, come ogni opera d’arte è un atto di nascita. Per guarire bisogna avere il coraggio di decostruirsi, di togliere le maschere e i ruoli per ritrovare il volto originario, quello che spesso abbiamo dimenticato di avere. L’artista smonta e ricrea per cercare il senso; il terapeuta accompagna il paziente a fare lo stesso con la propria storia. Nella mia esperienza, la guarigione non è mai un ritorno alla forma iniziale, ma la creazione di una forma nuova, più autentica e più vera. Come nella musica, anche nella vita serve la dissonanza per far risaltare l’armonia. E quando la persona riesce a trasformare la propria ferita in bellezza allora sì, possiamo dire che è diventata l’artista della propria rinascita».

Potrebbe interessarti

La premiazione di Beatrice Luzzi a Roma Arte, Cultura e Spettacolo. Foto di Corrado Corradi

Beatrice Luzzi premiata al Roma Arte, Cultura e Spettacolo

Premio per Beatrice Luzzi a "Roma Arte, Cultura e Spettacolo" evento patrocinato da Roma Capitale, dedicato alle personalità.

Bud Spencer

Bud Spencer: la storia e i valori del gigante buono

Sono ormai 10 anni dalla scomparsa di Bud Spencer, non solo mito cinematografico di un'epoca italiana, ma anche un risvolto culturale.

Fabrizio Di Fiore e Raffaele Paganini

Paganini all’Art Village: nuova direzione artistica

Raffaele Paganini è il nuovo Direttore Artistico dell'Art Village. Scopriamo insieme i dettagli della nomina e del futuro degli eventi.

Robert McDuffie

Robert McDuffie e il Rome Chamber Music Festival

Il violinista Robert McDuffie con noi per l'occasione legata al ritorno del Rome Chamber Music Festival. Ecco cosa aspettarci...

Francesco Salvi, DJ Mitch e Paolo Agosta

Francesco Salvi, il grottesco dell’era digitale in “Ti Posto”

Francesco Salvi torna con il singolo "Ti Posto", una satira spietata e ironica sull'ossessione per i like, il bullismo e la realtà trasformata in contenuto.

La premiazione di Martina Stella a TEDx Modena. Foto di Corrado Corradi

Martina Stella riceve il primo premio FederCinema

Nella cornice del TEDx di Modena, il premio a Martina Stella che consolida il legame tra innovazione culturale e interpreti dello spettacolo.

Lascia un commento