Totò, in una delle immagini della mostra. Foto da Facebook
Totò, in una delle immagini della mostra. Foto da Facebook

Napoli omaggia Totò con una Mostra

Totò in mostra al Palazzo Reale di Napoli, la nostra visita, le origini e la finalità di questo meraviglioso omaggio.

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Il Palazzo Reale di Napoli, omaggia Totò in una mostra che si è aperta il 31 di ottobre 2025 e che durerà fino al 25 gennaio 2026, dal titolo “Totò e la sua Napoli“, all’interno della Sala Belvedere.

Si tratta di un’inedita esposizione che omaggia uno tra i suoi più importanti figli, in quello che è stato il legame inscindibile con la sua città.

La mostra è stata promossa dal Comitato Nazionale Neapolis 2500, con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale , Palazzo Reale di Napoli(Ministero della Cultura), con la partecipazione di Elena Anticoli De Curtis, nipote del genio della comicità e dell’arte.

Questo progetto è a cura di Alessandro Nicosia e Marino Niola, organizzato e prodotto da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare.

Oramai tutti sanno del mio amore da nipote per Totò, che non potevo lasciarmi sfuggire tale notizia.

Personalmente penso che, di mostre su Totò per ciò che è stato, per quello che ha fatto e che ci ha donato, ce ne vorrebbero ovunque e anche in modo permanente. Perché, la sua filosofia, la sua arte nella poesia, nella canzone e nel modo anche di concepire la vita, costituiscono a mio modesto avviso, il patrimonio di cui questa nostra umanità dovrebbe fregiarsi.

Tra le curiosità di quest’uomo c’è la sua generosità, ma vi è qualcosa che è legata a qualcosa che non tutti sanno; dopo anni di lavoro nel 1952 coi suoi primi buoni guadagni, la prima cosa che fece fu acquistare una cappella al cimitero di Poggioreale, per stare “certo” di tornare nella sua amata città.

Una sua nota espressione, quando gli chiedevano di dove fosse originario, rispondeva “Io sono parte napoletano e parte nopèo“. Nel suo animo e nel suo vivere, c’ era quella sua appartenenza doppiamente sentita: doppiamente cittadino e doppiamente napoletano.

Neppure la morte, avvenuta 58 anni fa, ha cancellato il suo ricordo che vive perenne nei suoi film e soprattutto nelle sue esilaranti e serie espressioni che, sono entrate nel gergo di ciascuno di noi, anche chi come me non lo ha visto e vissuto di persona.

Resta immortale chi come Totò ha tracciato un grande solco e segnato generazioni.

La sua eredità per anni fu portata avanti dalla figlia Liliana. Oggi è la nipote Elena che l’ha raccolta e rappresenta la famiglia De Curtis negli eventi pubblici, anche per preservare l’immensa eredità artistica e umana del nonno.

Non bastano aggettivi per dire cosa rappresenti Totò per i napoletani in senso stretto e per gli italiani in senso esteso; lui rimane qualcosa di empatico, emozionale e culturale che va ben oltre le parole, ben oltre la mimica ma che in prima battuta si nutre di sensazioni, quelle stesse che attraversano il cuore che sa amare, piangere, soffrire e gioire.

In questa mostra che è stata voluta dal regista Pupi Avati, si propone si portare alla luce a tutti, l’amore e il legame tra Antonio De Curtis e la sua città, in cui è nato, cresciuto e formato.

Una città in cui ha affinato il suo sguardo e il suo linguaggio di comico. Costruendo quel volto e quella maschera inconfondibili.

Il visitatore potrà percorrere il mondo e la storia dell’artista partenopeo, attraverso documenti originali, manufatti, fotografie, filmati e costumi , nonché una serie di locandine .

L’esposizione è articolata in sezioni tematiche, che ripercorrono la vita e la carriera di Totò: Le origini; Il Rione Sanità; Il Teatro; Le canzoni; Il cinema, Le poesie; Un maestro insostituibile; Totò e le bellezze della siua Napoli e Il saluto della sua Napoli.

Vi è inoltre anche uno spazio per i focus su Il Principe di Bisanzio e Gli amori di Totò.

Un momento decisamente emozionante dell’esposizione, è costituito dall’ascolto dell’orazione funebre tenuta il 17 aprile 1967 da Nino Taranto, tanto commosso che non riuscì a trattenere il pianto in piazza del Carmine, davanti alle oltre centomila persone in lacrime.

In definitiva, Totò rappresenta la “Metafora dell’umanità” che in quasi sessant’anni ha attraversato ogni generazione e periodo storico, risultando terribilmente attuale.

Pertanto, chiunque volesse immergersi in una delle parti importanti della storia del Cinema, dell’arte e del costume Nazionale, questa mostra, offre uno spaccato profondo e inedito di colui che è stato l’autore della Livella, di Malafemmena e di tanti spunti di seria riflessione attraverso le sue pellicole ed espressioni tramandate ai posteri.

Su Angela Pensabene

Dopo studi di canto e musicali in Conservatorio, mi formo come artista di Teatro Lirico esibendomi dapprima come corista in Opere liriche e poi come solista, principalmente nel repertorio Verdiano. Nel contempo inizio l'insegnamento nelle Scuole sia Primarie che Secondarie.

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