L’Eredità: tre premi a Manfredonia

Parliamo del cortometraggio L’eredità, che al Corto e cultura film festival di Manfredonia, nella sua XIII edizione, ha vinto ben 3 premi.

Una scena de L'Eredità
Una scena de L’Eredità

Il corto scritto e diretto da Raffaele Ceriello, vede nel cast con Massimiliano Rossi (Antonio), Lucianna De Falco (Lucia, sorella di Antonio e moglie di Felice), Gianni Sallustro (Felice, cognato di Antonio), Laura Borrelli (Elisa, sorella minore di Antonio) e con Nicla Tirozzi, Tommaso Sepe, Armando Abagnale, Anna Carrabs, Andrea Palmese, Alessandro Ammendola. Direttore della fotografia Francesco Morra, scenografie di Flaviano Barbarisi e musiche di Mariano Bellopede.

Ecco i premi e le menzioni:

  • Miglior attore non protagonista a Gianni Sallustro: “Interpretazione misurata e fisica quella di Gianni Sallustro che dà corpo ad un personaggio dolente e perfettamente realistico all’interno di un’opera corale dove gli interpreti fanno a gara di bravura ed empatia. L’attore Gianni Sallustro non fa pesare la sua presenza ed è il tipico interprete che fa sentire molto la sua mancanza quando non c’è. Ottimo il suo lavoro minuzioso di battute, di sguardi e di intenzioni sottili e naturali.
  • Miglior Regia a Raffaele Ceriello: “Lo stile di Ceriello è un “non stile” per eccellenza. La regia è solida e lineare e preferisce mettersi da parte focalizzando l’attenzione su interpreti e storia evitando raffinatezze inutili e colpi di “alta scuola”. Scelte di regia piuttosto impopolari di questi tempi ma di gran lunga vincenti in questo caso. Ceriello con la sua opera ci riporta alla memoria due grandi della regia liquida.
  • Miglior fotografia a Francesco Morra: “La fotografia pastosa e poco contrastata di Morra fa da contrappunto alle tinte forti della storia. Immagini dal sapore jazz con i volti a stento illuminati nella notte e con la luce normale del giorno. La scelta di un’ampia gamma cromatica su di una storia fortemente polarizzata si è rivelata ai nostri occhi una scelta intelligente, anche un po’ rischiosa ma in definitiva azzeccata”.

L’Eredità

Antonio ritorna a casa dopo anni di silenzi e scontri in famiglia per il lutto che ha colpito suo padre. Un padre con cui non parlava da anni e che aveva provato a dimenticare. Tornato a casa, in un paesino del sud scoprirà che le sue sorelle, il cognato e suo padre hanno resistito per anni al tentativo dei Romito di appropriarsi del loro pezzo terra in campagna. Un pezzo di terra che doveva essere l’eredità di Antonio. Questo lutto metterà a nudo i sentimenti dei tre fratelli che troveranno la forza di reagire e di vincere con l’amore il silenzio assordante che puzza di mafia.

Note di regia

Ceriello in merito dichiara: “L’eredità” nasce da un fatto di cronaca: un’autobomba uccide un uomo a Limbadi per un pezzo di terra su cui volevano mettere le mani i Mancuso, reggenti del territorio. Si tratta di una famiglia che vive in un sud infestato dalla mafia, dal silenzio, dall’assopimento generale di chi si gira dall’altra parte. Ho raccontato di un nucleo familiare in eterna lite che riesce a ribellarsi e ad alzare la testa solo dopo la morte del padre. In questo modo restano uniti, risolvendo il conflitto che aveva tenuto lontano Antonio e le sue sorelle per anni. L’eredità non è solo il pezzo di terra su cui i Romito volevano mettere le mani, è soprattutto un sentimento di resistenza che il padre ha lasciato ai figli. L’eredità è il coraggio di vivere a testa alta, senza piegarsi mai, anche quando tutti si girano dall’altra parte.

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