Everybloody’s End, nuovo film horror made in Italy

È iniziata la post-produzione di Everybloody’s End, nuovo lungometraggio horror diretto da Claudio Lattanzi, autore dello splatter cult Killing birds – Raptors– prodotto dalla Filmirage del maestro della celluloide di genere italiana Joe D’Amato – e del documentario Aquarius visionarius – Il cinema di Michele Soavi.

Claudio Lattanzi sul set di Everybloody's End
Claudio Lattanzi sul set di Everybloody’s End. Foto da Ufficio Stampa

Insieme a Nina Orlandi, reduce dall’acclamato La terra dell’abbastanzadi Damiano e Fabio D’Innocenzo, fanno parte del cast volti noti del panorama della paura tricolore in fotogrammi: Cinzia Monreale (Buio omega, …e tu vivrai nel terrore! L’aldilà), Giovanni Lombardo Radice (Paura nella città dei morti viventi, Deliria), Marina Loi (Zombi 3, Dèmoni 2… l’incubo ritorna), Veronica Urban (Herbert West: Re-Animator) e Lorenzo Lepori (regista di Catacomba e Notte nuda).

Prodotto da Himirides, Everybloody’s Endsi svolge in un tempo indefinito. La trama sembra decisamente avvincente. La pellicola, infatti, è ambientata in un sotterraneo-bunker dove cinque persone lottano per la sopravvivenza: le tre donne Bionda (Cinzia Monreale), Nera (Veronica Urban) e Rossa (Nina Orlandi), un teologo (Giovanni Lombardo Radice) e un giovane dottore (Lorenzo Lepori).

Fuori dal nascondiglio regna l’Apocalisse: il male è stato generato da un paziente zero e, di conseguenza, un gruppo di ex soldati chiamati “Sterminatori” provvede alla crocifissione di ogni persona che incontra sulla propria strada, in modo da cercare l’origine del flagello.

Ma i cinque sono veramente al sicuro o nel posto in cui sono rifugiati c’è qualcosa di cui non sono a conoscenza?

Scritto da Antonio Tentori (Dracula 3D, Rabbia furiosa – er Canaro), Everybloody’s End vanta anche l’amichevole partecipazione di Sergio Stivaletti, curatore degli effetti speciali del film, in inedite vesti di attore.

Le musiche sono a firma di Luigi Seviroli (Nassiryia – Per non dimenticare), mentre la fotografia è a cura di Ivan Zuccon (Colour from the dark). Prestigiosa anche la supervisione artistica che è a cura di Massimo Antonello Geleng (vincitore del David di Donatello per le scenografie di Dellamorte Dellamore).

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