Meryl Streep una faccia da Oscar

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Era il lontano 1978 quando una giovane e talentuosa Meryl Streep al suo secondo film ‘Il cacciatore’ di Michael Cimino ebbe la prima nomination all’Oscar come attrice non protagonista, impresa che le riuscì soltanto l’anno successivo con l’interpretazione di Joan in ‘Kramer contro Kramer’ di Robert Bentos del 1979 che la vedeva al fianco di un Dustin Hoffman (con tre nomination all’Oscar), che permise ad entrambe di impugnare la statuetta dorata nella premiazione del 1980.

Dal suo esordio la Streep non si è mai fermata, passando da un ruolo all’altro, spaziando in tutti i generi: drammaticiKramer contro Kramer’, ‘La scelta di Sophie’, romanticiI ponti di Madison County’ o commedie come ‘La Morte ti fa bella’ ‘Lei, il diavolo’ ed infine i musicali ‘Mama mia!’, divertendosi anche come doppiatrice in cortometraggi e film d’animazione, documentari.

L’ultimo lavoro cinematografico ‘Suffraggette’ della regista inglese Sarah Gavron, ambientato nel 1912 e incentrato sulle battaglie delle suffragette e le persecuzioni di cui furono vittime, vede Meryl Streep protagonista insieme a Carey Mulligan ( quest’ultima già premiata all’Hollywood Film Festival con una candidatura al British Indipendent Film Awards).  La pellicola sarà nelle sale cinematografiche italiane da marzo 2016.

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Il film ‘Suffraggette’ aprirà la 34° edizione del Torino Film Festival che si svolgerà dal 20 al 28 novembre e vede la Streep nel ruolo di Emmeline Pankhurst, attivista a politica britannica che guidò il movimento suffragista femminile nel RegnoUnito. Film che può vantare il primato del primo film della storia ad essere stato girato all’interno del Palazzo di Westminster, dove ha sede il Parlamento del Regno Unito.

Massima attesa per le serata di apertura del festival torinese e della visione del film che sicuramente regalerà una splendida performance della Streep, dovuta anche alla capacità di adottare una vasta varietà di accenti (che noi in Italia non possiamo apprezzare, perchè i film sono doppiati) e di apparenze grazie al make up che contribuisce alla modellazione del personaggio, così sono nate la Margaret Thatcher di ‘The iron lady’ (il terzo Oscar ricevuto nel 2014), Miranda Priestly in ‘Il diavolo veste Prada’; Lindy Chamberlain; Karen Silkwood; addirittura il rabbino di ‘Angels in America’.

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Tra i tributi ricevuti risale al 2014 la medaglia presidenziale della libertà (Presidential Medal of Freedom) una decorazione conferita dal presidente degli StatiUniti, che è una delle massime onorificenze degli Stati Uniti insieme con la medaglia d’oro del congresso.

Una curiosità il personaggio di Miranda Priestly ha ispirato la creazione della bambola la Miranda Doll, conil metodo di Repaint, una nuova forma di pop art, in cui il viso di bambola è trattato come una tela tridimensionale, che permette di ricreare la somiglianza di una persona reale.

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Nella sua carriera ha vinto tre Oscar; due BAFTA; otto Golden Globe; Miglior Attrice al Festival di Cannes; due Premi Emmy e due Screen Actors Guild, più altri premi abbastanza per riempire una abbastanza grande libreria e innumerevoli nomination (19 tra le quali 4 come attrice protagonista e 15 come attrice non protagonista), merito della straordinaria tecnica che si fonde con il fascino del quel viso allungato ma dolce, reso straordinario dall’intensità espressiva dei ruoli con i quali si cimenta.

Meryl Streep proprio una faccia da Oscar.

Autore: Laura Scoteroni

Partenopea di nascita, viterbese di adozione. Giornalista con la passione per la cultura, la musica di qualità, la poesia. Attraverso le parole fermo il tempo di avvenimenti, note e immagini. Scrivere per me è come respirare, se possibile senza asma.

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