Il nuovo film di Fabio Segatori, Don Chisciotte, con Alessio Boni e Fiorenzo Mattu, una rilettura attuale tra Basilicata e Calabria.
L’epica cavalleresca torna a rivivere sul grande schermo con Don Chisciotte, l’ultima fatica cinematografica del regista Fabio Segatori. In uscita nelle sale italiane dal 26 marzo, la pellicola propone una rilettura del capolavoro di Miguel de Cervantes che bilancia fedeltà filologica e urgenza contemporanea. Interpretato da un intenso Alessio Boni, il film si interroga sul valore dell’idealismo in un’epoca dominata dal cinismo.
Un cast d’eccezione per un’opera senza tempo
La forza del progetto risiede in gran parte nella verità dei suoi interpreti. Alessio Boni veste i panni del “Cavaliere dalla trista figura” con una sincerità disarmante, restituendo la vulnerabilità e la determinazione di un uomo che rifiuta di arrendersi alla mediocrità. Al suo fianco, Fiorenzo Mattu dà vita a un Sancio Panza profondamente umano, lontano dalla macchietta comica e più vicino a un compagno di viaggio empatico.
Il cast si arricchisce di nomi prestigiosi del cinema internazionale e nazionale:
- Angela Molina e Marcello Fonte (già Palma d’Oro a Cannes).
- Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri.
- Le esordienti Gabriella Bagnasco (Dulcinea) e Martina Molinaro (Altisidora).
Il Sud Italia come co-protagonista mitico
Prodotto da Baby Films con il supporto del Ministero della Cultura (MIC) e delle Film Commission di Calabria e Basilicata, il film è stato girato tra l’Alto Ionio, catturando paesaggi che sembrano appartenere a un tempo sospeso. I calanchi scavati dal vento e i castelli medievali a picco sul mare non sono semplici sfondi, ma elementi pulsanti della narrazione.
«Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto, un Medioevo che non finisce mai» ha dichiarato il regista Fabio Segatori. Questa scelta estetica sottolinea la natura fisica e “materica” dell’opera, che rifugge l’artificio digitale a favore della realtà. Un esempio emblematico è la costruzione di un vero mulino a vento alto 12 metri, sul quale Boni ha recitato sospeso nel vuoto, simboleggiando la lotta contro il mago Freston, nemico giurato della Giustizia.
Dal 1571 alla modernità: il senso della lotta
La narrazione inizia nel 1571, con un Miguel de Cervantes ferito nella battaglia di Lepanto. Tra i fumi della febbre, lo scrittore immagina la genesi del suo eroe: un uomo che elegge una contadina a dama ideale e decide di farsi cavaliere errante per difendere i deboli. Il film evidenzia come l’aspirazione alla libertà sia, citando il regista, «un esperimento nuovo, a cui non siamo ancora abituati».
Tutto quello che c’è da sapere sul film “Don Chisciotte”
Quando esce Don Chisciotte al cinema? Il film sarà distribuito nelle sale a partire dal 26 marzo.
Dove è stato presentato in anteprima? L’opera sarà presentata in concorso il 22 marzo alla 17ª edizione del BIF&ST (Bari International Film&Tv Festival).
Chi ha curato la produzione? La produzione e distribuzione sono a cura di Baby Films, in collaborazione con Rai Cinema.
Quali sono le location principali del film? Il film è stato girato in Basilicata e Calabria, utilizzando castelli cinquecenteschi e scenari naturali come le fiumare e le spiagge incontaminate dello Ionio.
Questo lungometraggio rappresenta una sfida alle logiche industriali dominanti, puntando tutto sulla potenza del testo classico e sull’autenticità dell’esperienza cinematografica. In un mercato sempre più saturo di immagini artificiali, il Don Chisciotte di Segatori invita a riscoprire la bellezza del “corpo a corpo” con la realtà e con i propri sogni.
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