Antonella Fattori: ruoli forti, degni di nota, alle 50enni di oggi
Intervista all’attrice Antonella Fattori, che ci racconta fatti e retroscena dal suo ultimo set: “Una fottuta bugia”.
Un piacevolissimo incontro con l’attrice Antonella Fattori, presente nel nuovo film di Gianluca Ansanelli, “Una fottuta bugia”, e presto parte di un più che interessante festival delle idee atto a far riflettere. Una donna che ha affrontato ruoli sempre diversi, senza mai dimenticare se stessa, la passione che nutre per la sua professione, il rispetto verso il prossimo…
Ben ritrovata su La Gazzetta dello Spettacolo, Antonella Fattori. Attualmente possiamo vederti in “Una fattuta bugia”, film ad opera di Gianluca Ansanelli nelle sale dal 17 maggio. Cosa dire a riguardo?
Parliamo di un film molto bello, con un cast giusto, che spero possa piacere a tanti. Interpreto la mamma di una ragazza di cui si innamorerà il protagonista, Emanuele Propizio, noto da ragazzino per essere stato una star della pubblicità e che per evitare lo sfratto, da grande, è ‘costretto’ ad inventare di essere affetto da una malattia. Poco dopo incontrerà ’mia figlia’, malata terminale, motivo per cui dovrà fare i conti con questa bruttissima e ’fottuta’ bugia, appunto.
Cosa aggiungere ancora a riguardo?
Sono la mamma biologica della ragazza, al mio fianco ci sarà una compagna, Marit Nissen ed il relativo rapporto di dolore legato alla situazione di ‘nostra’ figlia con una malattia terminale importante, il tutto guidato da Ansanelli, bravissimo nel calibrare i toni drammatici a quelli più leggeri.
Lancia un forte messaggio questo film…
Esattamente! Affronta la malattia e lo stato d’animo di chi ne è affetto in modo diverso, non scontato.
Antonella, il tuo curriculum è ricco di esperienze ma, ad oggi, credi manchi qualcosa a questo percorso?
Avrei tanti ruoli ancora da interpretare e sarei felice di poterli portare in scena. Mi piacerebbe interpretare un ruolo brillante da commedia, qualcosa di leggero ma, alla mia età, è sempre difficile poter interpretare ruoli stimolanti. Soprattutto quando hai un’età non più giovane, spesso ti vengono offerti ruoli scontati. La mamma dimessa o la donna in carriera, professionista solitamente dura o antipatica. Le donne mature di oggi hanno ancora tanto da raccontare a cinquant’anni e oltre, vite piene, stimolanti e non necessariamente legate a dei cliché ormai vecchi e anacronistici. “Una fottuta bugia” mi ha regalato la possibilità di affrontare un ruolo diverso, qualcosa di nuovo, non stereotipato.
Cosa ti manca, cosa ti piacerebbe ritrovare?
Il teatro! Ne sento la mancanza. Da lí provengo, è stato la mia grande palestra e sento la necessità, il bisogno ogni tanto di tornarci come si torna a casa. Essere davanti ad un pubblico che vive e respira insieme a te è importante. Il pubblico non è mai uguale, cosi come chi lo porta in scena. Ogni sera è diverso e tutto ciò manca…
Come vivi, a tal proposito, il rapporto con il pubblico?
Il pubblico è sempre capace di farsi sentire, che si parli di emozione in sala, di sensazioni e impressioni post spettacolo, non è mai uguale, vive, respira insieme a te. Lo senti, lo vivi, è un osmosi diversa ogni sera.
Quali rituali ti accompagnano prima di essere in scena?
Sono molto emotiva, il tutto mi regala sempre una grande emozione. Tanta paura, ancora dopo tanti anni, tremolio alle gambe, sensazioni condivise con tanti colleghi. Poi, però, entri in scena e vai, senza avere più alcun timore. Regali al pubblico tutta te stessa, la tua sensibilità, le tue emozioni.
Un consiglio da rivolgere ai giovani, a chi pensa di voler intraprendere un percorso legato alla recitazione?
Si tende a dire che questo lavoro è difficile, complicato ed è vero ma se avverto che chi lo vuole intraprendere ha realmente la passione, la voglia di esprimersi, la voglia di raccontare e raccontarsi attraverso i personaggi e non solo di ’apparire’ e ’diventar famoso’ allora lo stimolo a ricercare, a prepararsi, a studiare. Se vuoi raccontare ed emozionare devi avere gli strumenti per farlo nel miglior modo possibile, con studio e professionalità. Crescere, veicolare e soprattutto comprendere che bisogna davvero essere portati per questo lavoro anche sapendo affrontare tutte le insidie e ce ne sono tante, credimi, che questo splendido ma anche difficile lavoro comporta.
Quali sogni ti accompagnano ancora oggi?
Lo stare bene con me stessa, prima di tutto! Accettare la mia età senza dimenticare di dover essere grata per ciò che ho fatto e poter continuare ad esprimermi senza avere più filtro alcuno nel dire i si e i no, anche se con tatto e accuratezza. Spesso da giovani si ha paura di perdere il proprio posto nel mondo, di portare via energie al proprio lavoro, ma a questa età posso dire di non avere più alcun filtro legato a sciocche ipocrisie. Guardiamo alla Vanoni, alla sua splendida età, al suo dire la verità senza filtri, a ruota libera. Aspiro a diventare una ’vecchia’ signora non solo saggia e arricchita della sua esperienza, ma anche divertente, leggera, capace di non mentire alla propria persona e agli altri.
Progetti futuri per Antonella Fattori di cui poter parlare?
Prenderò parte questo 7 giugno, al “Seminare idee festival“ prima edizione di un Festival culturale che si svolge a Prato, mia città natale. Quest’anno il tema principale è il coraggio. Ci saranno dibattiti, incontri, letture, con personaggi del giornalismo, scrittori, filosofi, attori. Insieme a Livia Gionfrida, regista e autrice affronteremo il tema del carcere avendo anch’io portato il carcere sul palco, con un’opera di denuncia sociale sulla realtà carcerararia in Italia.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz