Sono online le prime immagini di Mustang, il nuovo film di Kasia Smutniak dedicato al viaggio in Nepal con Pietro Taricone.
Da oggi sono disponibili le prime immagini di Mustang, il nuovo film documentario diretto da Kasia Smutniak, in uscita nelle sale italiane distribuito da Fandango Distribuzione. L’attrice e regista torna dietro la macchina da presa per raccontare il viaggio compiuto nel 2003 in Nepal insieme a Pietro Taricone, trasformando in immagini una promessa rimasta sospesa per oltre vent’anni.
Il ritorno di Kasia Smutniak dopo Mur
Con Mustang, Kasia Smutniak torna al documentario a due anni da Mur, il film che le è valso il Nastro d’Argento Documentari 2024 per il Cinema del Reale. Se quell’opera raccontava un confine geografico e politico, tra Polonia e Bielorussia, questa volta la regista sceglie un terreno più intimo e personale, quello della propria storia familiare. Il film è scritto dalla stessa Smutniak insieme a Marella Bombini ed è una produzione Fandango, realizzata in associazione con Luce Cinecittà e con la Pietro Taricone Onlus, con il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana. A produrre il film sono Domenico Procacci e Kasia Smutniak, mentre Eleonora Savi ricopre il ruolo di produttrice esecutiva. L’opera ha ricevuto inoltre il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.
Un viaggio cominciato nel 2003 con Pietro Taricone
La storia raccontata da Mustang nasce da un viaggio del 2003, quando Kasia Smutniak e Pietro Taricone, da poco conosciutisi, partono zaino in spalla e con una piccola videocamera alla volta della remota regione himalayana del Mustang, in Nepal, un territorio all’epoca privo perfino di strade. Lì i due si scambiano una promessa destinata a restare per anni incompiuta: tornare un giorno in quei luoghi per contribuire a proteggerne la cultura. Il corso degli eventi cambierà però improvvisamente, e quel ritorno insieme non sarà più possibile: Pietro Taricone morì infatti nel 2010, a 35 anni, in seguito a un incidente durante un lancio con il paracadute.
La voce di Sophie e la promessa realizzata
A riportare alla luce quelle immagini, molti anni dopo, è **Sophie**, la figlia nata dalla relazione tra Kasia Smutniak e Pietro Taricone, che ritrova i filmati di quel primo viaggio e di quelli successivi compiuti da bambina insieme alla madre. Proprio in questo percorso di riscoperta nasce l’incontro con **Kunzom**, una donna del luogo grazie alla quale la promessa fatta vent’anni prima trova finalmente compimento: la costruzione di una scuola che permette ai bambini della regione di proseguire gli studi senza dover lasciare le proprie famiglie. Attraverso la voce narrante di Sophie, Mustang ripercorre così oltre vent’anni di vita, intrecciando memoria personale e storia collettiva in un racconto che attraversa il tempo e le generazioni. Alla realizzazione di Mustang ha lavorato un team tecnico composto dal direttore della fotografia Paolo Pisacane, dalla montatrice Ilaria Fraioli, dal compositore delle musiche Lorenzo Tomio e dal curatore del montaggio del suono Gianfranco Marongiu. Il film, di cui non è ancora stata annunciata una data di uscita precisa, arriverà nelle sale italiane grazie a Fandango Distribuzione. Nella sinossi ufficiale, la ricerca di ciò che resta “quando tutto si trasforma” viene descritta attraverso il concetto di **Samsara**, il flusso incessante del divenire che in quella regione del Nepal dà il nome al ciclo di vita, morte e rinascita.
Un documentario tra memoria privata e responsabilità collettiva
Più che un semplice racconto di viaggio, Mustang si presenta come una riflessione sul valore delle promesse e sull’eredità che si lascia alle generazioni successive. Il film segna così un nuovo capitolo nel percorso da documentarista di Kasia Smutniak, capace di far dialogare la dimensione più personale della sua storia con Pietro Taricone e la loro figlia Sophie con una comunità lontana, quella del Mustang nepalese, la cui cultura il film contribuisce a raccontare e a preservare.
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