Eleonora Danco: N-Ego, un film che spero possa viaggiare alto
Intervista alla regista Eleonora Danco, che ci parla della sua esperienza con il nuovo progetto cinematografico N-Ego.
Un nuovo progetto al cinema da regista, il secondo, per Eleonora Danco, “n-Ego”, un lavoro che prende ispirazione da tanti pezzi di vita, un film trasversale , perché arriva a tante persone dai piu’ grandi ai piu’ giovani… e che la regista accompagnerà di persona in tutta Italia in un tour evento di appuntamenti al cinema.
L’intervista ad Eleonora Danco
Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Eleonora Danco. Il 5 maggio, dopo una prima ed esaudiente presentazione a Torino, partirà il tour di “n-Ego”, il tuo nuovo progetto cinematografico. Come ha preso forma il tutto?
Tutto prende forma da una trilogia, da un primo film intitolato “N-Capace”, basato su anziani e adolescenti, mentre questo secondo progetto, “n-Ego”, è focalizzato sulla vita adulta.
In base a cosa scegli le tematiche legate ai tuoi film?
Ho ritenuto necessario approfondire, in prima battuta, il mondo degli adolescenti e degli anziani, di chi sta per concludere la vita, e di chi ci si sta per ‘buttare’. Con n-Ego ero interessata a chi sta nel mezzo, gli adulti.
Cosa ti auguri per questo progetto?
Che possa arrivare a più persone possibili! È un film diretto, puro, che fa anche ridere… è vita! Al di la’ dell’ età degli interpreti del film che va dai 24 ai cinquant’anni, è un film che arriva a tanti, senza scorciatoia alcuna. Al mio fianco, Marco Tecce, un bravissimo montatore, e Martina Cocco, direttore della fotografia con cui ho creato un bellissimo rapporto.
Il film vanta l’amichevole partecipazione di Elio Germano, Filippo Timi, Alessandro Paniccia, Federico Majorana, Luca Gallone, Antonio Bannò, Beatrice Bartoni… Cosa si prova ad essere dietro la macchina da presa, oltre che davanti, pronta a dirigere i propri colleghi?
Si provano tante cose! Rappresenta, in prima battuta, la grande possibilità di tornare a quando avevo sedici anni, ad una condizione sublime, irripetibile. Il cinema come regista sul set, mi stimola quella condizione di spericolatezza che si vive nell’adolescenza, con le energie che non finiscono mai. Allo stesso tempo devi tenere tutto in armonia, i vari reparti e tutte le persone che ci lavorano, il timone lo ha il regista.
Come immagini questi prossimi incontri in sala con il pubblico dopo il debutto al Film Festival di Torino?
Rappresenterà l’inizio di un percorso che mi auguro possa regalarmi tanto altro. Ci sono tantissimi altri pezzi di film rimasti fuori e stiamo realizzando dei lanci sui social, delle clip di extra, con l’obbiettivo di portare sempre più persone nelle sale. Spero nel passaparola, nel fatto che il film vicino all’estate, possa essere visto il più possibile nelle sale.
Se di estate si parla, “n-Ego” il prossimo 7 luglio sarà presentato a Parigi, durante la rassegna Dolce Vita Sur Seine…
Sono contenta, grata, di questa presentazione e spero sia la prima di una lunga serie.

Il teatro, tra tutti, resta un primo grande amore, dunque quali sensazioni sono legate alle tavole del palcoscenico e alla possibilità di poter portare più vite in scena?
Il palcoscenico è qualcosa di totalizzante, un rischio di sera in sera, devi dare tutto e lottare con i tuoi limiti. In teatro porto in scena solo i miei testi, cerco di far arrivare allo stomaco ogni minima parola a tutti. La scrittura non ti regala niente, il foglio bianco ti fa partire sempre da zero, un grande insegnamento e anche una sfida, lavoro su una scrittura di immagini, dirigo me stessa e gli attori con cui lavoro, su una recitazione performativa, che tocca vari livelli dalla parola al corpo, in maniera diretta e tragicomica.
Che periodo sta vivendo Eleonora Danco?
Ho davvero poco tempo per me, al momento. Sto curando la parte promozionale del film, come se stessi portando per mano un bambino, ma da fare c’è tanto perché un passaparola non parte mai da solo, specie in questo momento, con tutte le difficoltà che vive il cinema. Noi ce la stiamo mettendo tutta!
Un invito affinché le persone possano accorrere in sala a vedere il tuo film?
Potrete vedere qualcosa che vi riguarda, che vi emozionerà e che va oltre il cinema, quello classico. Pezzi di vita, di arte, di musica… come andare ad un concerto sulla vita, insieme a tante lacrime e tanti sogni.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz
