Marilù Pipitone: è tutto finalizzato al bene

Marilu Pipitone. Foto di Fabio Zazzaretta

Marilù Pipitone: è tutto finalizzato al bene

Al cinema con 2 film, abbiamo intervistato , attrice con un forte senso di valori dedicati alla famiglia e alla vita.

Incontriamo l’attrice Marilù Pipitone attualmente al cinema con ben due progetti: “La bocca dell’anima” e “Il giudice e il boss”.

Una donna certa che il bene, se professato nella maniera giusta, possa rendere migliore questo mondo, nonostante il male, nonostante le difficotà di tutti i giorni.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Marilù Pipitone. Parliamo subito de “La bocca dell’anima”, l’opera prima del regista palermitano Giuseppe Carleo, nelle sale dallo scorso 26 settembre. Che esperienza ha rappresentato?
Un film che parla di magia popolare, “La bocca dell’anima”, in una Sicilia abbastanza inedita, innevata, degli anni cinquanta. Un film che ci riporta alle origini, alle credenze dei nostri amati avi, qualcosa di affascinante e, allo stesso tempo, oscuro. Il protagonista è Maziar Firouzi, ‘mio marito’, il maro, il potente del paese che andrà poi a scontrarsi con i due poteri forti, la chiesa e la mafia. Non vi dirò altro per non spoilerare del tutto la trama…

Cosa ha rappresentato la possibilità di prendere parte a questo progetto?
Realizzare questo film ha rappresentato un sogno e per via dell’accento arcaico utilizzato nelle Madonie, il luogo da cui deriva mia madre e quindi i miei nonni, e perché mi sono trovata molto bene con il regista, Giuseppe, una persona abile nel suo mestiere, capace di trovare una quadra a tutto, con una produzione indipendente, la sua, ed un grande cuore a disposizione. Abbiamo portato avanti questo obiettivo comune con la certezza di voler fare del cinema nella maniera più giusta possibile, rendendo speciale un’opera prima per amore di tutto ciò, del cinema…

Nella pellicola figura anche l’attore Maurizio Bologna recentemente scomparso…
Un vero colpo al cuore! Ci eravamo sentiti il giorno prima, eravamo felici, entusiasti della ‘prima’ a Palermo… Oggi questo film assume un valore duplice, legato anche alla sua scomparsa. Ha interpretato un prete, un potere forte presente all’interno della trama, dando vita ad un’interpretazione pazzesca. Il film è, difatti, dedicato a lui, al suo talento straordinario, alla bella persona che era, una vera perla rara di cui saremo per sempre orfani.

Marilu Pipitone. Foto di Fabio di Beniamino Finocchiaro
Marilu Pipitone. Foto di Beniamino Finocchiaro

Poco fa accennavi alle tue origini, alla tua famiglia, al valore che hanno nella tua vita. Quanto è stato fondamentale il loro supporto in questo tuo percorso attoriale?
Provengo da una famiglia che non ha nulla a che vedere con l’arte, con questo mestiere. Inizialmente, chiaramente, per loro la recitazione era un passatempo, un hobby, e forse dal loro punto di vista tale doveva restare. È stato ‘difficile’ fargli capire che poteva diventare una professione, ne erano preoccupati. A soli ventiquattro anni da Palermo mi sono trasferita a Roma e, quando hanno capito che era questa la mia strada, hanno cominciato realmente a sostenermi. Un ‘esserci’ graduale e la soddisfazione più grande, oggi, è racchiusa nel vederli in prima fila pronti ad applaudirmi alla prima de “La bocca dell’anima”.

Cosa porti con te della tua terra, della tua famiglia, nel quotidiano?
La mia genuinità, gli abbracci, i sorrisi, l’apertura verso il mondo, gli altri, lo spalleggiarsi…

Un nuovo progetto ti vede protagonista al cinema, attualmente, ad opera di Pasquale Scimeca, “Il giudice e il boss”. Cosa puoi dirci a tal proposito?
Parliamo del primo giudice ucciso dalla mafia, Cesare Terranova, una storia vera, molto interessante, nelle sale dal 25 settembre in occasione proprio del quarantacinquesimo anniversario della sua morte.

Cosa sta regalandoti questo tuo percorso artistico?
Questo percorso va di pari passo con la mia persona, con quel quid in più che ti porta ad essere una brava persona prima ancora di essere una brava attrice. Traspare, inevitabilmente, il modo di essere di una persona ancor prima di essere sullo schermo. Credo sia fondamentale il lavoro che si fa su se stessi…

Quale ruolo vorresti poter portare in scena?
Mi piacerebbe poter interpretare una donna forte, capace di cambiare le sorti della società, donne realmente esistite, tangibili.

Che periodo stai vivendo?
Un periodo di grande consapevolezza, sereno, tranquillo, in cui vivere il qui e ora, senza paranoie, ansie da abbattere, cosa che in parte mi appartiene. Un periodo di grande crescita interiore, con un film, una commedia, di prossima uscita a gennaio ad opera di Gennaro Nunziante, qualcosa di nuovo di cui non posso ancora parlare, purtroppo.

Un sogno ancora da realizzare per Marilù Pipitone?
Un mondo migliore, un cambiamento, perché ciò che vedo al momento non mi piace affatto. Potrei, lavorativamente, dirti che mi piacerebbe essere diretta da Martin Scorsese ma più di tutto vorrei poter avere un ritorno alle origini, al bene dell’umanità.

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