Caffè al Penitenziario per il progetto “Un Chicco di Speranza”

Preparazione del caffè. Foto dal Web

Caffè al Penitenziario per il progetto “Un Chicco di Speranza”

Quando il caffè è un’opportunità da sfruttare per migliorare la vita di chi ha voglia di ripartire, il progetto a Secondigliano (NA).

Nasce una nuova opportunità per i detenuti del carcere di Secondigliano di Napoli. Si tratta di un’iniziativa messa in piedi da una nota azienda di caffè napoletana, Kimbo, in collaborazione con il penitenziario di Secondigliano e le Diocesi di Napoli. E’ il progetto “Un Chicco di Speranza”, che ha come obiettivo quello di formare e avviare i detenuti al lavoro reale e costruttivo.

Le attività previste dal progetto sono le seguenti. Verrà offerto a detenuti selezionati l’opportunità di acquisire delle competenze professionali nell’ambito della caffetteria, così da poterli preparare ad un futuro migliore. Le attività nello specifico riguarderanno, in primis, una formazione professionale, ovvero corsi di barista e corsi per la revisione e manutenzione delle macchine di caffè. Ma anche un’esperienza più teorica e pratica, dove i detenuti potranno imparare a lavorare sulle macchine del marchio prima nel Training Center adibito appositamente e dopo nella casa circondariale.

Infine, l’ultimo punto del progetto riguarda una collaborazione con l’Università Federico II, dove verrà messa in atto una coltivazione di caffè in un luogo reso disponibile all’interno del penitenziario. In questo modo, sarà possibile attuare una riqualificazione ed un reinserimento di queste persone all’interno della società, in maniera tale da rendere il loro un futuro migliore.

Su Erica Esposito

Giornalista e laureanda specializzata in Economia e Sostenibilità. Ambiziosa, determinata e curiosa, con l’obiettivo di scoprire storie che possano informare ed ispirare, e di poter fare la differenza nel panorama mediatico.

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