Humanland: il resoconto dell’evento 2025
Torniamo a parlare di Humanland, che ha unito il mondo della cultura mobilitandolo all’Adriano di Roma. Ecco il racconto dell’evento.
Oltre quaranta sale cinematografiche in tutta Italia, unite da un progetto collettivo di resistenza, solidarietà e testimonianza: Humanland, nato dalla sinergia tra Alice nella Città, Every Child Is My Child, UNITA, 100 Autori, WGI – Writers Guild Italia, Wanted Cinema e una rete in continua espansione di artisti, associazioni e professionisti del settore culturale, ha fatto tappa al Cinema Adriano di Roma con una partecipazione straordinaria.
Al centro della maratona, la proiezione del documentario premio Oscar No Other Land, realizzato da un collettivo israelo-palestinese, tra cui Hamdan Ballal, attivista recentemente arrestato e picchiato. Una testimonianza cruda e necessaria che racconta con forza le demolizioni di Masafer Yatta, in Cisgiordania, da parte dell’esercito israeliano.
«Humanland non è solo una rassegna, è un modo di vedere le cose, è un gesto politico di cittadinanza attiva e culturale. È un invito a restare uniti, umani, a non girarsi dall’altra parte. La cultura non può tacere, abbiamo la rrsponsabilita’ verso le nuovw generazioni non di dire cio’ che conviene ma cio’ che e’ giusto di metterci la faccia » ha dichiarato Fabia Bettini, fondatrice di Alice nella Città, sottolineando come questa iniziativa abbia messo in rete oltre 40 sale italiane in una risposta collettiva e civile al silenzio.
Parole forti anche dall’Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Massimiliano Smeriglio, che ha ricordato: «Questo documentario è introvabile negli Stati Uniti, nessun distributore ha voluto acquistarlo. Descrive con crudezza e precisione la condizione dei palestinesi della West Bank sotto l’occupazione militare. È un film necessario, che va promosso e conosciuto. La cultura ha il dovere morale di opporsi a un progetto coloniale che disumanizza».

Presente, in remoto anche l’attrice Anna Foglietta, tra le fondatrici di Every Child Is My Child, che ha esortato a non rimanere silenti: «I giornalisti vengono uccisi, la verità vuole essere messa a tacere. Questo documentario è un megafono per quelle immagini e quelle voci che non fanno più rumore. In un’epoca di troppe parole violente, servono resistenze dolci, ma determinate».
A testimoniare il sostegno della categoria degli sceneggiatori, Beatrice Ravaglioli di Writers Guild Italia ha dichiarato: «Il cinema è uno strumento deflagrante. Può denunciare, smascherare, demolire, ma soprattutto costruire ponti. E questi quattro giovani registi lo dimostrano: hanno spezzato l’odio per formare un collettivo».
Paola Randi, regista e rappresentante di Cento Autori, ha citato Michela Murgia: «Non esistono diritti acquisiti, ma solo diritti per cui siamo disposti a combattere. È il momento di alzare la testa».
Emozionata l’avvocata Diana Rulli, che ha seguito le pratiche internazionali del film: «È stato magico come questa storia ci abbia cercato. Non siamo stati noi a trovarla, è lei che ha trovato noi. Un onore farne parte».
Vittoria Puccini, attrice e presidente di UNITA, ha chiuso l’incontro ricordando che No Other Land non è solo un film, ma un atto di testimonianza: «È giusto che questa voce diventi sempre più forte, come un’onda inarrestabile. Chiediamo il riconoscimento e la difesa dei diritti umani fondamentali. È tempo di far sentire la nostra voce».
L’iniziativa proseguirà nei prossimi giorni con altre proiezioni e momenti di riflessione in tutta Italia. Tra i tanti intervenuto in sala come il fotografo Fabio Lovino, Roberto Ciufoli, Stefano Reali, Paola Minaccioni, Daniela Poggi, Alessandra Carrillo… perché, come recita il titolo del documentario, No Other Land, non c’è un’altra terra.
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