La Rai ha trasmesso l’omaggio per la Repubblica: musica, spettacolo e testimonianze con ospiti e artisti che sono saliti sul palco.
Ottant’anni di storia e memoria. In occasione degli ottant’anni della Repubblica, la Rai ha dedicato a tale evento una programmazione eccezionale che ha visto coinvolti congiuntamente, televisione, radio, web e piattaforme digitali. Dopo la Parata Militare della mattinata del 2 Giugno, presso i Fori Imperiali, la Rai nella serata del 2 giugno, alle ore 21.20 ha trasmesso uno spettacolo dal titolo I volti della Repubblica, 80 anni dal Referendum. Una celebrazione promossa dalla Presidenza della Repubblica Italiana, con Rai Cultura, Rai Teche e con il contributo della SIAE, alla presenza delle più alte cariche dello Stato e di eccellenze del mondo della cultura , dell’arte, dello spettacolo, dello sport e delle istituzioni.
Tra musica e parole, tra testimonianze e filmati Decine di protagonisti hanno dato il loro omaggio a questa ricorrenza nazionale; tra i quali Gianni Morandi che ha cantato “C’era un ragazzo” e ha poi ricordato che quando iniziò a cantare la repubblica compiva dieci anni “… siamo cresciuti tutti insieme a lei, ed è una madre che ci ha protetto e noi a nostra volta dobbiamo proteggerla, da tutte le colpe di quelli che vogliono indebolirla. Viva la Repubblica“; Paola Cortellesi ha regalato un monologo sul primo voto delle donne, ricordando le partigiane Irma Bandiera, Tina Anselmi, Teresa Mattei e Nilde Iotti , diventate Costituenti, “… Serve ricordare da dove veniamo, onorare il coraggio di uomini e donne che hanno combattuto per la nostra libertà e impegnarci ogni giorno per meritarla” Tra le voci salite sul palco c’è stata la mezzosoprano Cecilia Bartoli che ha interpretato Caruso; mentre Carlo Verdone ha regalato un suo percorso autobiografico, dalle lettere tra i suoi genitori durante la II Guerra Mondiale al suo debutto nel cinema grazie a Sergio Leone. Hanno anche dato il loro contributo i calciatori Giuseppe Bergomi e Alessandro Del Piero che hanno parlato delle vittore della Nazionale di calcio dell’82 e del 2006. Ma tra i momenti più emozionanti senza dubbio c’è stato con Luca Zingaretti che ha letto una lettera di Aldo Moro alla moglie , scritta poco prima del suo tragico epilogo. Ma anche Cristiana Capotondi che ha ricordato le vittime di mafia, leggendo la poesia di Alda Merini “Per Giovanni Falcone“. La chiusura dell’evento è stata affidata a Roberto Bolle, con una sua esibizione sulle note di “Va pensiero”, dal Nabucco di G. Verdi. Su tutta la serata chiare sono risuonate le parole di introduzione da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha detto tra l’altro: ” Ricordiamo un percorso che ha legato tante generazioni e tanti territori, che ha superato momenti difficili e vissuto momenti esaltanti, risaldando quel vincolo di solidarietà e appartenenza che ci rende e ci fa sentire uniti “.
La parata di Briciola Tra tutti quelli che hanno sfilato nella parata ai Fori Imperiali c’è stata lei, la cagnolina Briciola. Dopo dodici anni di servizio come cane mascotte dell’Arma dei Carabinieri , ha sfilato fiera con indosso una mantella, la gualdrappa, cucita amano e su misura, accanto ai cavalli dei Carabinieri del Quarto reggimento a cavallo. Ieri ha onorato anche lei la Repubblica sfilando prima della sua meritata pensione . Vederla correre e scodinzolare allegra, tra l’incitamento della folla è stato un momento di pura tenerezza. Dal percorso, si è alzato l’incoraggiamento: “Daje Briciola!” . Eh sì’, la gente che la conosce e la ama da dodici anni non poteva mancare. Nata il 5 giugno del 2013, dopo l’addestramento è diventata membro ufficiale del Quarto Reggimento dei Carabinieri a Cavallo, con il grado di Vice Brigadiere. Adesso dopo questi lunghi anni si godrà la meritata pensione; la nuova mascotte come accaduto con Briciola e le altre. Al suo posto subentrerà una nuova mascotte che, come da tradizione dell’Arma, rispetterà le tre caratteristiche essenziali: essere una femmina, meticcia, e donata, per poi vivere con loro presso la storica caserma di Tor di Quinto a Roma. La tenerezza di questa cagnolina è stata dichiarata anche dal comandante Gruppo Squadrone Pastrengo, Alessandro Brunetti ” Briciola fin dall’inizio ha dimostrato doti naturali, non ha paura dei cavalli e della musica e si sa destreggiare bene con gli animali più grandi.” Briciola sarà adottata da un militare e resterà a contatto con la Fanfara. Ci dispiacerà vederla andare in pensione, perché rimane una cagnolina “speciale” che ha reso onore all’Arma dei Carabinieri.
Oltre le polemiche: Dopo le emozioni lo “scivolone” Mi dispiace doverlo scrivere, ma trovo che sia doveroso farlo nel pieno esercizio della mia libertà di opinione. Dopo questi festeggiamenti, in strada, nei cieli con le straordinarie Frecce Tricolori, non sono mancate le polemiche politiche. Mi riferisco alle dichiarazioni, riportate poi da tutte le maggiori testate giornalistiche, di Ilaria Salis, la quale proporebbe di abolire la parata militare del 2 Giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo carattere “civile popolare e democratico”. Al di là dei colori politici e di ciò che diceva mio nonno, cioè che è la persona, le idee e gli ideali che si porta dentro, a fare la differenza; perché uno schieramento lo puoi cambiare, ma il valore è dato dalla persona che sei. Con le sue parole, la Salis ha professato, ha sottinteso ciò che invece, in primo luogo il Presidente Mattarella ha dichiarato; Ha sottinteso l’abnegazione fatta di legalità e giustizia di uomini e donne che hanno servito e onorato lo Stato, pagando il prezzo più alto; Ha sottinteso lo sforzo perpetuato dagli uomini di legge che lei riduce a sola “sfilata” senza coglierne il senso, non vedendo il continuo sberleffo che di uomini e donne che portano con onore una divisa , devono subire dai “delinquentelli di turno”. Forse sottintende anche che, se non ci fossero stati questi uomini e donne a lottare per Giustizia e Libertà sotto ogni loro forma, lei e altri come lei, non si sarebbero potuti permettere il lusso di “proferire liberamente”. E sottolineo, al di là del colore politico che indossano, certe esternazioni che sottintendono la Storia, non vanno bypassati, ma vanno condannati. Perché la Parta delle forze militari e dell’ordine, celebrano l’identità dello Stato, i valori su cui esso si fonda e i valori di chi lo difende, lo onore e per esso molto spesso spende finanche la propria vita. Vilipendere e disprezzare, sono reati prima verso lo Stato e poi nei riguardi dei cittadini che come politico rappresenti e poi rivelano che ciò che abbiamo vissuto e dalla storia che abbiamo letto o visto, non si è appreso e imparato nulla.
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