Foto dal set di Capri-Revolution - Mario Spada
Foto dal set di Capri-Revolution - Mario Spada

Mario Spada e la sua mostra su Capri-Revolution

Vi abbiamo parlato del film Capri-Revolution, dedicando anche una copertina di La Gazzetta dello Spettacolo Magazine a Marianna Fontana.

Torniamo a parlarne grazie alla mostra che sarà allestita al piano nobile di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano per Mario Spada dedicata proprio al film “Capri – Revolution” diretto da Mario Martone.

Foto dal set di Capri-Revolution - Mario Spada
Foto dal set di Capri-Revolution – Mario Spada

La mostra, che aprirà con l’autore il 10 luglio e sarà visitabile tutti i giorni dalle 19.00 alle 21.00, è formata da 28 stampe a getto d’inchiostro che ripercorrono le scene girate tra Capri e il Cilento da Mario Martone, che parteciperà al finissage della mostra il 23 luglio.

Le dichiarazioni

“Già nelle scorse edizioni – dice Roberto d’Avascio, presidente di Arci Movie –abbiamo allestito delle mostre a Villa Bruno ma per questa edizione abbiamo scelto di aprire, in accordo con il sindaco Zinno, una parte dello splendido piano nobile di Villa Bruno per accogliere la mostra di Mario Spada. La nostra idea di unire più arti insieme nasce dalla volontà di offrire al pubblico un’offerta culturale quanto più possibile completa ed eterogenea. Le conversazioni che compongono la rassegna “parliamo di cinema”, le mostre, le serate con ospiti sono particolarmente gradite al pubblico che nella nostra rassegna trova più spunti di interesse. Siamo contenti che artisti come Spada abbiamo deciso di raccogliere il nostro invito e rendere fruibili le loro opere”. 

Capri – Revolution

Siamo nel 1914 l’Italia sta per entrare in guerra. Una comune di giovani nordeuropei ha trovato sull’isola di Capri il luogo ideale per la propria ricerca nella vita e nell’arte. Ma l’isola ha una sua propria e forte identità, che si incarna in una ragazza, una capraia il cui nome è Lucia (Marianna Fontana). Il film narra l’incontro tra Lucia, la comune guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto).

 “Sul set di Capri – Revolution – dice Spada –  abbiamo lavorato in uno stato di grazia. Mario mi ha lasciato piena libertà. Le riprese del film non erano che l’ultimo atto di una lunghissima performance collettiva, una dimensione espressiva totale che andava dalla danza, alla musica, dal laboratorio al ciak; la danzatrice – coreografa Raffaella Giordano, i compositori-musicisti Apparat (pseudonimo di Sacha Ring) e Philipp Thimm hanno fatto in modo, in particolare con gli ‘attori della comune’, che davvero si realizzasse quell’incredibile, sperimentale, rivoluzionaria armonia che Mario voleva raccontare.

Il lavoro del fotografo di scena è uno strano lavoro; in realtà non sei parte di nessun reparto, fai reparto a sé, autonomo da tutto ma a contatto con tutti. Oggi, il fotografo di scena non ha più la responsabilità di ricostruire il film attraverso le immagini, come unico supporto possibile per la promozione, la vendita, l’archivio. Rispetto al passato, non è più necessario essere totalmente fedeli alle riprese, perché per questo ci sono i trailer e il film più avere i suoi doppioni, le sue ‘pillole’ visive e funzionali. Ecco allora che si è aperto per il fotografo di scena un altro spazio, più libero, un altro punto di vista da cui osservare le riprese e, rispetto alla mia esperienza, poter raccontare un film (gli attori, i luoghi, le maestranze, le comparse, i laboratori) come continua dualità tra verità e finzione.

Il mio approccio al lavoro è stato questo: fare foto di scena come si fa un’inchiesta, cercando nelle fotografie non solo le immagini per l’ufficio stampa o il manifesto del film, ma la concentrazione degli attori che provenivano da mezza Europa, le indicazioni di Mario, i momenti incredibili dei laboratori di danza e musica, una serie di emozioni che mi attraversavano e che dovevo restituire attraverso il mio sguardo.

Tutto questo non sarebbe stato possibile se gli attori in primis e tutti i protagonisti del set, ognuno artista nel proprio campo, non avessero dimostrato, come invece è accaduto, una disponibilità e una professionalità rare.

Mario Spada

Fotografo, lavora sul territorio napoletano dal 1996. Ha collaborato con importanti agenzie italiane come: Grazia Neri, Contrasto e Alinari. Nel 2001 vince il premio “Canon giovani fotografi” con un reportage sugli ultras partenopei e il premio del Festival della Fotografia di Savignano “Portfolio in piazza”, con un reportage sull’addestramento dei pitbull da combattimento. Partecipa, come fotografo di scena alle riprese dei film “Gomorra”, “Il Giovane Favoloso”, “Capri Revolution” e “Il Sindaco del Rione Sanità”.

Nel 2013 fonda Il Centro di Fotografia Indipendente, associazione per promuovere la fotografia a Napoli. Nel 2016 espone al Maxxi all’interno del progetto “Extraordinary Visions, L’Italia ci guarda”.

Nel 2017 espone “C’era una volta Hollywood” nella ex villa (ora centro di recupero per bambini con problemi motori) del mafioso Walter Schiavone, con un lavoro realizzato nella stessa villa nel 2005.

Ha esposto con: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Massimo Berruti, Tommaso Bonaventura, Maurizio Cattelan, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Tano D’Amico, Franco Fontana, Giovanni Gastel, Luigi Ghirri,  Nan Goldin, Guido Guidi, Jenny Holzer, Armin Linke, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Ugo Mulas, Catherine Opie, Paolo Pellegrin, Ferdinando Scianna, Ahlam Shibli, Hiroshi Sugimoto, Cathrine Yass.

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