In scena con lo spettacolo “Sbandate”, questo 11 marzo, incontriamo oggi l’attrice e cantante Mimosa Campironi.
In scena allo Spazio Diamante di Roma l’attrice, nonché cantante, Mimosa Campironi, pronta a raccontarsi e a parlarci di “Sbandate”, una pièce che unisce due tra le sue più grandi passioni…
Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo“, Mimosa Campironi. Questo 11 marzo sarai in scena allo Spazio Diamante di Roma con “Sbandate”, per la regia di Loredana Scaramella, testo di Laila Ripoli. Come ti prepari ad affrontare questa esperienza?
«Uno spettacolo molto particolare, “Sbandate”, perché racconta di alcune storie che si sono realmente verificate in Spagna, negli anni ottanta. Nulla di banale, perché prendere parte a qualcosa di reale ti porta a stare bene, raccontando il tutto attraverso la musica, qualcosa che amo, insieme alla recitazione, e attraverso un lato A e un lato B, grazie all’ispirazione dovuta ad un brano degli anni ottanta».
Sei parte della storia, appunto, e come musicista e come attrice. Quanta soddisfazione a riguardo?
«Esattamente! Principalmente sono un’attrice ma la mia formazione è prevalentemente musicale. Provengo, per l’appunto, dal Conservatorio e, negli anni, ho realizzato anche dei dischi. Ciò che sogno è la possibilità di poter unire queste due anime portando tutto ciò in teatro. Ho il mito del teatro-canzone, quello di Gaber, di Milva…».
Quali sensazioni ti legano alle tavole del palcoscenico, alla possibilità di poter affrontare sempre nuove esperienze?
«Ritengo un privilegio il poter essere sia attrice che musicista. Ho la possibilità di farlo e sono grata per questo. È importante ricordare che questo lavoro viene svolto per poter raccontare storie, portare gioia, veicolare messaggi atti a far riflettere. È il caso di “Sbandate”».
Cosa aggiungere ulteriormente su questa pièce?
«La regia è firmata da Loredana Scaramella, con cui ho spesso lavorato al Globe, dell’amato Proietti. Con me, alla batteria, Alessandro Luccioli e per le animazioni c’è Giulia Oddi, una splendida artista, insieme a Mattia Ranaldo, anche lui bravissimo, ai video, più che coloratissimi».
Cosa non sei ancora riuscita a realizzare?
«Sono una sognatrice, motivo per cui amo pensare che il prossimo progetto sarà il più bello. Non meno importante, come dicevo poc’anzi, collegare teatro e musica… e tanti altri sogni ancora ci saranno da realizzare…».
Chi è Mimosa?
«Sono, forse, una persona noiosa, che adora dormire (ride). Sono dell’idea che il sonno possa ispirarci, portarci a vedere cose che non sempre viviamo e che possono ispirarci anche da svegli. Amo, inoltre, leggere, andare al parco e i gatti. Sono una gattara in piena regola».
Al di là di questo spettacolo cosa ci sarà nel tuo futuro artistico?
«Sto lavorando al mio terzo disco, in uscita a maggio. Una sorta di esperimento, qualcosa di molto particolare. Spero di potervene presto parlare. Non meno importante un nuovo tour con cui partirò a breve…».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz
