Can Yaman polemico con la TV italiana

Can Yaman in "Sandokan"

L’attore turco Can Yaman, parlando del ritorno di Sandokan dichiara: «In Turchia facciamo in quattro mesi quello che voi fate in sei anni».

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Can Yaman, l’amatissimo attore turco pronto a tornare sul piccolo schermo nei panni dell’iconico eroe di Emilio Salgari nella seconda stagione di Sandokan, ha rilasciato dichiarazioni al vetriolo durante un’intervista al Settimanale Chi. Al centro dello sfogo, la lentezza burocratica e realizzativa che caratterizza l’industria delle serie TV in Italia.

L’attore non ha usato giri di parole per esprimere il proprio malcontento, mettendo a confronto il modello produttivo italiano con quello iper-efficiente della Turchia. «Ci sarà, ma ci vuole tempo. In Italia le cose sono lente, bisogna aspettare due anni per ogni progetto. In Turchia non è così – la mia non è una critica, solo un’osservazione – lì giriamo in sei giorni 150 minuti di episodio, in una stagione facciamo 50 puntate. Quello che fate in sei anni, noi in Turchia lo facciamo in quattro mesi». Yaman ha poi evidenziato le ripercussioni concrete che queste tempistiche dilatate hanno sulle carriere e sulla gestione degli stessi attori: «In Italia quando si gira una serie, aspettano che abbia successo, dopo ci sono tante teste che devono decidere che cosa fare. Non è facile per gli attori, magari nel frattempo hanno firmato con altre produzioni o preso altri impegni. È complicato, io avrei preferito girare tre stagioni di fila di Sandokan».

Un altro punto focale dell’intervista riguarda lo sforzo fisico richiesto da ruoli di tale portata e la pretesa, da parte delle produzioni, che gli interpreti restino “congelati” in attesa dei lunghi tempi decisionali della macchina televisiva. «Mantenere una preparazione in un arco di dieci anni per un ruolo come quello di Sandokan è difficile: io comunque invecchio e ci vuole una certa fisicità per interpretarlo» ha ammesso l’attore. «Poi bisogna rimettere insieme tutto il cast, lavorare da capo dopo anni su coreografie e tutto. Danno per scontato che gli attori rimangano, se poi non li trovano disponibili, si scandalizzano perché “l’attore se ne è andato”. Non sto parlando di Sandokan, in generale è un problema che esiste per ogni vostro progetto e che in Turchia non abbiamo».

Intanto Can Yaman si aggiunge al già nutrito parterre del Magna Graecia Film Festival 2026, che si terrà Soverato (CZ) dal 25 luglio al 1° agosto. L’attore-simbolo del recente kolossal Sandokan riceverà la Colonna d’Oro, e terrà una conversazione moderata dal critico cinematografico Gianni Canova sul palco del festival per raccontarsi di fronte al pubblico.

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