Scopriamo la storia di Abdon Pamich ne Il Marciatore su Rai 1. Un’occhiata insieme al ruolo di Andrea Bordoli e l’esodo giuliano-dalmata.
Il 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo, Rai 1 trasmette in prima serata «Il Marciatore – La vera storia di Abdon Pamich». Il film, diretto da Alessandro Casale e prodotto da Clemart con Rai Fiction, ripercorre la vita dell’atleta fiumano, simbolo della resilienza italiana nel dopoguerra.
La trama: dall’esodo di Fiume all’oro olimpico
Il tv movie non è solo una biografia sportiva, ma un documento storico che intreccia l’esodo giuliano-dalmata con l’ascesa atletica. Pamich, fuggito da Fiume nel 1947, ha trasformato il trauma dello sradicamento in forza agonistica, diventando uno dei più grandi marciatori italiani della storia.
Chi è il protagonista giovane?
Il ruolo di Pamich da ragazzo è affidato ad Andrea Bordoli, giovane talento bilingue (italiano-inglese) nato nel 2011. Cresciuto a Como e formatosi con Max Angioni, Bordoli ha dimostrato una dedizione fuori dal comune: a soli 14 anni si è trasferito a Torino per frequentare il liceo teatrale. La sua capacità di gestire il dettaglio emotivo e i primi piani lo rende ideale per interpretare il conflitto interiore di un giovane profugo.
Cosa sapere su Il Marciatore e Andrea Bordoli
Qual è il significato storico del film? Il film narra la transizione di Pamich dai campi profughi ai podi internazionali, culminata con l’oro nella 50 km di marcia a Tokyo 1964. Rappresenta il riscatto di un’intera generazione di esuli.
In quali altre produzioni vedremo Andrea Bordoli? Oltre a questo biopic, l’attore è nel cast di produzioni di rilievo come «La bambina con la valigia», la serie Netflix «Chiaroscuro» e l’ottava stagione di «Che Dio ci aiuti».
Perché Pamich è un simbolo oggi? «La marcia è fatica e solitudine, proprio come l’esilio», si legge spesso nelle analisi della sua figura. Pamich ha portato l’attenzione globale sulla questione delle foibe attraverso lo sport.
Analisi critica e impatto culturale
L’opera si inserisce nel filone della fiction di impegno civile della Rai. L’uso di attori giovanissimi come Bordoli punta a sensibilizzare le nuove generazioni sulla memoria storica. La scelta di trasmettere il film il 10 febbraio conferma la volontà editoriale di unire narrazione sportiva e commemorazione nazionale.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

