Cesare Bocci

Cesare Bocci: cresco di pari passo con la mia professione

Intervista all’attore Cesare Bocci, che da sempre emoziona con i suoi personaggi, ed oggi ci racconta del suo “Balene”.

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È con noi Cesare Bocci, un altro protagonista di “Belene – Amiche per sempre”, la fiction Rai prodotta da Fastfilm e diretta dal regista Alessandro Casale. Un uomo, Bocci, che vive la sua crescita artistica di pari passo con la recitazione, con quel mondo che ha scelto e porta avanti con convinzione e amore.

Benvenuto su La Gazzetta dello spettacolo, Cesare Bocci. Sei entrato, dalla terza puntata in poi, a pieno regime nella serie Rai “Balene – Amiche per sempre”, portando un ‘leggero’ scompiglio nella vita di una delle protagoniste, Veronica Pivetti. Come ti sei preparato ad affrontare questa nuova esperienza?
«È stato abbastanza semplice prepararsi ad affrontare questo ruolo. La sceneggiatura era molto puntuale, scritta bene, così come I personaggi, per cui quando ti trovi davanti un materiale del genere è semplice poter lavorare. Con Veronica, addirittura, è la terza o quarta volta che abbiamo relazioni amorose in una fiction (ride). È una compagna di lavoro straordinaria, che conosco bene, dotata di una simpatia unica e di una grande professionalità. È un vero piacere lavorare con lei, così come con il regista, Alessandro, anche lui molto attento ai particolari e sempre presente».

Una serie che mescola un po’ di giallo a tanti intrecci amorosi e tu, di questi ‘intrecci’, ne sei parte…
«Di bello c’è che questa serie parla di donne che ad una certa età fanno i conti con situazioni che sconvolgono un intero equilibrio… qualcosa che mai si pensava potesse essere messo in discussione. È una commedia, con tutti i suoi toni, con uno sfondo giallo interessante, che ti porta a seguire il tutto con più passione. Una fiction al femminile, qualcosa di molto bello».

A breve, alla Festa del Cinema di Roma, potremo vederti in “Pontifex”, ad opera di Daniele Ciprì. Quali considerazioni a riguardo?
«Una bella riflessione sulla fede, “Pontifex”, sia per chi crede che per chi lo fa meno. Tornare a lavorare con Ciprì, che in un lavoro precedente era direttore della fotografia, mi ha reso molto felice. All’epoca avevo già intuito le sue capacità. È un visionario, un creativo, che mi ha regalato un’esperienza professionale e umana bellissima. È anche molto simpatico».

Non ultimo, tra gli impegni futuri, lo spettacolo che ti vedrà a breve in scena al fianco di Vittoria Belvedere, “Indovina chi viene a cena?”. Quali anticipazioni a riguardo?
«È un classico conosciuto ai molti, quello che porteremo in scena, riportato in teatro in una maniera del tutto fedele a quello che era il film. Una commedia che ha il suo valore e che, all’epoca, fu davvero dirompente a causa del tema trattato. Lanciare un messaggio in una commedia in cui si ride e si riflette penso sia più che giusto».

Giorgio Tirabassi, Veronica Pivetti e Cesare Bocci insieme in Balene - Amiche per sempre
Giorgio Tirabassi, Veronica Pivetti e Cesare Bocci insieme in “Balene – Amiche per sempre”

Quali sensazioni sono legate alle tavole del palcoscenico, alla possibilità di avere un pubblico dinanzi a te?
«Una sensazione unica! Unica perché l’esperienza del teatro inizia e finisce la sera stessa, con un pubblico che la vive insieme a te e al resto del cast. Un’esperienza particolare, forte, con delle differenze non da poco con il cinema. Il pubblico del teatro è lì vivo, presente, mentre al cinema hai le maestranze dinanzi a te, il regista dietro la macchina da presa. Anche le difficoltà sono diverse. Le storie che iniziano in teatro hanno, poi, una loro fine. Al cinema è tutt’altra cosa, c’è un altro ‘raccordo’, e spesso comincia dalla fine».

“Il Commissario Montalbano” è attualmente ancora in programmazione e, a suo modo, ti ha regalato tanto grazie al ruolo interpretato, Domenico Augello, Mimì. Che ricordo porti con te di quel periodo, di quella splendida terra che è la Sicilia?
«Un quarto della vita di una persona, Montalbano! È stato un viaggio pazzesco, durato ventuno anni, e che ha visto nascere, tra questo gruppo di persone che si ritrovava in Sicilia di volta in volta, amori, grandi amicizie, separazioni, morti… Un viaggio meraviglioso anche perché ormai non se ne contano più le repliche. Numeri grandissimi, irripetibili, che ci hanno portato al livello della Nazionale. Una cosa incredibile!».

Quali maggiori consapevolezze ti ha regalato questo ‘viaggio’, in questo caso, nella recitazione?
«Quando lavori e fai sempre più esperienze, inevitabilmente cresci. Che si tratti di esperienze positive o di qualcosa di negativo, un negativo di qualità, ovviamente. Vivo questo mestiere da quarantatrè anni, ormai, e va di pari passo con la mia crescita personale. Quando c’è la passione, la voglia di andare avanti, continui inevitabilmente a farlo. È così!».

Quali altri progetti futuri possiamo aspettarci?
«Al momento di carne al fuoco ce n’è gia tanta! Sarò impegnato in teatro fino ad aprile, per poi essere in una nuova fiction, tra qualche mese, “L’altro ispettore”, un altro progetto targato Rai».

Su Alessia Giallonardo

Nasco a Benevento, nel 1986. testarda a più non posso, perché Toro. Amo la fotografia sin da quando ero piccola e devo questa passione a mio padre. Stesso discorso per la scrittura, per ogni singola sfumatura di un racconto, di un vissuto, di uno storico incontro.

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