Sono talmente precario…che vado di moda, al Teatro Duse

Disarmato e disarmante. Dal 10 aprile al Teatro Duse di Roma (via Crema, 8) sale sul palco la precarietà, condizione comune a tanti giovani (e meno giovani), con lo spettacolo “Sono talmente precario che vado di moda” diretto e intrepretato da Sandro Torella. Scritta da Betta Cianchini la commedia, in maniera sarcastica e ironica, affronta il tema del lavoro in tutta la sua drammaticità:  disoccupazione, sfruttamento, crisi.

Il cervello di un “giovane” di oggi, “estrapolato dallo status di Facebook” viene vivisezionato. La statistica lo mette in fila, lo esamina e poi lo ricicla. I media ne esagerano le abitudini, ne ignorano le attitudini. I genitori  lo vorrebbero diverso. Anche lui “si vorrebbe” diverso.  Ma da giovane esuberante si ritrova giovane in esubero. E la casistica incombe e lui non ci sta: un “one young-boy show” che logora e diverte.

Sandro è uno dei 650 mila giovani italiani disoccupati. Cioè uno di quelli che rientra nella percentuale dei “quasi il 40% dei giovani attivi che non lavora”. La sua aspirazione? Diventare uno dei 3 milioni di precari,  magari grazie  ad un contratto a tempo determinato come da Job Acts. Sembrano solo cifre ma invece sono vite alle quali  il nostro Paese non è in grado di offrire prospettive, vittime collaterali della crisi.

I tanti sms arrivati all’autrice diventano “le storie, i racconti, le nevrosi tragicomiche del protagonista”. Una telecamera permetterà al pubblico di lasciare  la propria testimonianza che sarà materiale per un divertente sequel sul precariato. Al quale sembra non ci sia più fine!! Chi arriverà a teatro con la “certificazione di precario” o di disoccupazione nell’anno precedete avrà un ingresso ridottissimo!

“Giovane, carino e disoccupato c’era un film. Ma quelli sono mericani. Io sto a 100 celle, capisci la differenza? A 100 celle, precario e in mutande. Sì, perché sto a casa mia. Cioè dei miei. Forse sono uno come voi… Sono alla ricerca di un lavoro, ma soprattutto di felicità. Siamo tutti nella stessa barca. L’Italia è una repubblica affondata sul lavoro”.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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