Vinicio Marchioni, sono come sono

A tu per tu con Vinicio Marchioni

Arriva al Teatro Brancaccio dal 3 al 6 Novembre lo spettacolo L’eternità dolcissima. Vinicio Marchioni è il regista di questo spettacolo intenso e d’impatto, che cerca di dare al pubblico un senso di realtà e verità. Il tema principale dell’ Eternità dolcissima è la morte, un tema che nella vita quotidiana non cerchiamo mai di affrontare. Vinicio Marchioni ci porta ad affrontare la vita, e con lui c’è l’attore Marco Vergani.

Vinicio Marchioni

La Gazzetta dello Spettacolo incontra l’attore Vinicio Marchioni, in una chiacchierata semplice e veritiera, perché Vinicio è così come si vede. Vero.

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo, Vinicio. Sarai tra pochissimo nelle vesti di regista al Teatro Brancaccio, con lo spettacolo L’eternitá dolcissima. Parlaci di questo spettacolo…

E’ un monologo tratto dal testo di Valentina Diana “www.trombedelsignore.com”. Attraverso la vita di Renato Cane, interpretato da Marco Vergani, si riflette sul consumismo che ci spinge a comprare qualsiasi cosa pur di non sentirci soli e su come si possa fare commercio addirittura della morte, argomento che questa stessa società cerca di allontanare sempre di più dai nostri ragionamenti.

Abbiamo cercato di trattare il testo, già grottesco e ironico di suo, con grande leggerezza per riflettere su questi temi con uno sguardo disincantato e abbiamo preso spunto dal modo espressivo di David Lynch.

La morte é un argomento scomodo e difficile. Quale messaggio speri che colga il pubblico?

Spero il pubblico esca con la consapevolezza che vivere è un regalo e che è inutile avere l’ultimo i-phone ed essere su tutti i social network se poi nella vita reale si è soli.

Come é stato per te lavorare accanto a Valentina Diana e Marco Vergani?

Con Valentina ci siamo visti una sola volta, ma ci tengo a ringraziarla per averci affidato questo testo. Marco è un amico che conosco da anni, abbiamo studiato e lavorato con Ronconi insieme ed è una fortuna per me dirigere un attore così bravo e generoso.

Che esperienza é per te questa e quale credi sia l’insegnamento o l’emozione che questa rappresentazione ha dato a te?

Dirigere è un’esperienza complessa e nello stesso tempo semplice. Mi sono sorpreso a pensare più volte “che bello lavorare con gli attori”. Amo gli attori mentre provano, li rispetto e li proteggo. L’emozione sta nel vedere il processo creativo che giorno dopo giorno cresce e diventa altro assieme all’attore in scena rispetto a tutto quello che avevi immaginato leggendo il testo.

Da attore a regista. In quale delle due vesti ti senti più a tuo agio?

Ho sempre fatto l’attore con la consapevolezza di essere una parte di un ingranaggio più grande e complesso, a servizio di un’idea o di un regista, in ogni ruolo, protagonista e non, e ho sempre saputo che prima o poi sarei passato a dirigere. La vivo come una naturale evoluzione del mio modo di intendere il mio mestiere.

Amo fare l’attore al servizio di una storia o di un regista e amo dirigere una storia e altri attori quando sento di poter gestire il tutto. Con tutti i dubbi e le incertezze del caso, sempre.

Ma ad oggi c’é un ruolo che ti piacerebbe interpretare e che hai sempre voluto?

Mi hanno sempre affascinato i ruoli complessi, dove c’è da scavare molto. Prediligo quelli molto lontano da me, i ruoli che mi possono insegnare qualcosa come essere umano o in cui ci sia la necessità di una trasformazione, interiore o esteriore che sia.

Ma Vinicio chi é davvero?

Trovo sempre molto noioso quando gli attori parlano di se stessi. Sono come sono, mi piace il mare, la musica e le cene con gli amici. Niente di speciale credo.

Progetti futuri o sogni nel cassetto di cui vuoi parlarci…

Progetti tanti tra teatro e cinema, sia come attore che come regista. Per ora di sicuro c’è il 27 Novembre all’Auditorium “L’inseguitore”, sulla vita di Charlie Parker con il quartetto jazz capitanato da Francesco Cafiso, spettacolo di cui ho curato l’adattamento e la regia; e dal 3 al 21 Maggio sarò al Piccolo Eliseo con La più lunga ora, il mio spettacolo sulla vita di Dino Campana, assieme a Milena Mancini nei panni di Sibilla Aleramo e Ruben Rigillo alle musiche dal vivo.

Per il resto vedremo cosa andrà in porto.

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