Nuovamente su “Stremate: ultimo tanga a Parigi” con l’autrice e attrice Giulia Ricciardi: i retroscena e i segreti dello spettacolo.
Incontro con Giulia Ricciardi in occasione della sua partecipazione a “Stremate: Ultimo Tanga a Parigi”, di cui è autrice, nonché attrice in scena.
Bentornata sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Giulia Ricciardi. Dal 6 al 18 ottobre sarai in scena al Teatro Tordinona con il primo episodio della seconda stagione della prima serie teatrale al mondo, “Stremate: ultimo Tanga a Parigi”, di cui ne sei anche autrice, per la regia di Patrizio Cigliano. Cosa dire su questa esperienza, sul rapporto con i colleghi durante le prove?
«Questa compagnia nasce nel segno dell’amicizia e della voglia di divertirci insieme. Siamo realmente amiche da una vita e ci conosciamo nel profondo. Praticamente abbiamo messo in pratica davvero la sorellanza!».
Cosa possiamo aspettarci da questo spettacolo, quale eventuale riscontro con il pubblico?
«Divertimento e volendo un po’ di riflessione… ma solo se si ha voglia! Per il resto le risate sono assicurate».
Quali sensazioni prima di essere in scena?
«Prima di entrare in scena ci sono riti scaramantici soggettivi, rituali vari, ripasso della memoria e risate anche dietro le quinte».
Quali sogni restano da realizzare e cosa ti auguri per il futuro?
«Sogno un paese in cui la cultura e il teatro tornino ad alimentare la vita delle persone».
Guardando ai prossimi progetti, cosa puoi anticiparci?
«Uno spettacolo per la regia di Stefano Reali con Gianluca Guidi e Stefano Messina al teatro Vittoria in Roma, la prossima puntata delle stremate dal titolo Quattro stremate e un funerale, sempre al teatro Tordinona da aprile a maggio, il ritorno di un mio monologo che ha già avuto un grande successo dal titolo Nannarè e poi il proseguimento della serie delle stremate. Insomma, gli impegni ci sono».
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