Sarà di scena, a Roma, “Stremate: Ultimo Tanga a Parigi”, con la regia di Patrizio Cigliano e noi lo abbiamo incontrato per voi.
Dal 6 al 18 ottobre, al Teatro Tordinona, sarà di scena “Stremate: Ultimo Tanga a Parigi”, di Giulia Ricciardi, e per l’occasione è con noi Patrizio Cigliano, che ne ha curato la regia. Si tratta di un primo episodio della seconda stagione della Prima Serie Teatrale, un progetto davvero particolare.
Benvenuto sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Patrizio Cigliano. Dal 6 al 18 ottobre sarà in scena al Teatro Tordinona di Roma il primo episodio della seconda stagione della Prima Serie Teatrale, “Stremate: Ultimo Tanga a Parigi”, di Giulia Ricciardi, di cui tu hai curato la regia. Cosa dire su questo atteso ritorno?
«Stremate è un format comico teatrale senza precedenti che, se fossimo in Francia, Spagna, America o Inghilterra sarebbe già una serie televisiva, o una saga cinematografica. Da quest’anno comincia quella che in gergo televisivo si chiamerebbe 2ª Stagione: dopo 6 spettacoli campioni di incassi dal 2015 al 2024, nuovi spettacoli appena scritti e sempre esilaranti».
Cosa possiamo aspettarci da questo spettacolo, quale eventuale riscontro con il pubblico?
«Stremate è una piccola certezza e il pubblico, che ci segue da sempre, lo sa: si ride, ma c’è anche spazio per pensare un po’, come dovrebbe sempre fare il buon teatro. In questo episodio siamo a Parigi: si ride molto, ma alla base c’è un grandissimo tradimento amicale, che porterà a serie riflessioni, anche dolorose. Ma tutto sempre mitigato dalla irresistibile verve comica dei personaggi che Giulia scrive sempre con grandissima precisione».
Com’è stato dirigere questo gruppo, ormai collaudato, di quattro attrici comiche?
«Questo nuovo cast e forse il più azzeccato. Sono ottime attrici, diversissime tra loro, ma soprattutto siamo tutti amici e quando si lavora così, c’è una sintonia che potenzia la creatività, e il risultato è qualcosa di molto serio, preciso, rigoroso (perché anche nel comico servono queste coordinate) ma raggiunto attraverso un lavoro di prova divertentissimo, empatico, complice e “libero”. Non capita quasi mai!».
Quali sogni restano da realizzare e cosa ti auguri per il futuro?
«Spero che il format di Stremate si sviluppi per cinema e Tv, perché se lo merita davvero. Spero che questa 2ª stagione, piazzata per scelta sperimentale e di libertà in un teatro storico off Romano, ma con un ritorno alle “sane” tenute lunghe degli anni 90/2000 (i cartelloni con spettacoli che stanno 3/4 giorni sono pericolosissimi, perché di fatto tagliano le gambe alle compagnie più fragili in favore solo delle compagnie note, che possono permettersi una tournée), possa avere uno sviluppo in spazi più grandi, e in una giusta circuitazione nazionale».
Guardando ai prossimi progetti, cosa puoi anticiparci?
«Si continua ad aprile con un altro nuovo episodio, e poi di nuovo ottobre 26 e aprile 27 per altre due incredibili puntate di un format potenzialmente davvero infinito».
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