Un appuntamento pensato per il pubblico, “Le agrae pontinae”, previsto il 27 aprile con Annalise Del Morrone e Mary G.
Tutti in teatro il 27 aprile con “Le agrae pontinae”, uno spettacolo ricco di comicità, con Annalise Del Morrone e Mary G in scena.
Benvenute sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo”, Annalisa Del Morrone e Mary G. Il 27 aprile sarete in scena con lo spettacolo “Le agrae pontinae”, al Teatro Hamlet di Roma. Come vi preparate ad affrontare questa esperienza?
Annalise: «Cerco di raccogliere energie positive e di visualizzarmi sul palco».
Mary G: «Mi preparo con molta disciplina e un briciolo di incoscienza. La comicità per me rappresenta un atto di brutale onestà. Gestire un palco da sola significa saper dosare l’energia e il silenzio, quindi la mia preparazione è soprattutto mentale. Cerco di restare fedele alla voce del mio personaggio, che è poi una versione iperbolica di me stessa. Affrontare il pubblico di Roma, tornando dalla Spagna, è per me una sfida identitaria importante. È un cerchio che si chiude».
Cosa vi regala questo percorso artistico e quali sensazioni vi avvicinano alle tavole del palcoscenico?
Annalise: «Energia, adrenalina e spinta al miglioramento. È bellissimo far ridere le persone anche su cose non convenzionalmente divertenti. Ne abbiamo bisogno».
Mary G: «Questo percorso mi regala la libertà di trasformare il disagio in potere. Sul palco, le vulnerabilità che nella vita quotidiana cerchiamo di nascondere, diventano lo strumento per connettersi agli altri. Le tavole del palcoscenico mi trasmettono un senso di responsabilità e, allo stesso tempo, di leggerezza: è l’unico posto dove posso dire l’innominabile e ricevere in cambio una risata che è, a tutti gli effetti, una forma di catarsi condivisa».
Quali considerazioni vi aspettate da parte del pubblico?
Annalise: «Spero che il pubblico si diverta e che sia portato a riflettere sull’importanza del poter trovare il modo di ridere anche delle frustrazioni quotidiane».
Mary G: «Mi aspetto che il pubblico colga il paradosso. Il mio pezzo gioca su stereotipi forti e su una satira sociale che a tratti può sembrare feroce, ma il fine ultimo è l’empatia. Vorrei che le persone si rivedessero nelle mie nevrosi e sconfitte. Spero che escano dal teatro divertite, certo, ma anche con la sensazione di aver incontrato una voce autentica, che non ha paura di esporre le proprie contraddizioni per ridere di un mondo che ci vorrebbe sempre performanti e perfetti».
Cosa siete riuscite a concretizzare fino ad oggi e cosa manca a questo percorso?
Annalise: «Potrei dire che il mio percorso è ancora nella fase del decollo. Ho portato i miei monologhi nei club, nei locali e in qualche teatro di Roma e altre province d’Italia e ho conosciuto molte persone interessanti dell’ambiente della stand-up e fatto rete. La strada da fare per essere considerata una professionista è ancora lunga ma voglio comunque percorrerla».
Mary G: «Ho concretizzato una cifra stilistica precisa, quella della comicità dell’osservazione mischiata al racconto autobiografico ‘nero’. Ho costruito un ponte tra le mie radici nell’Agro Pontino e la mia vita da espatriata a Madrid, trovando un linguaggio che spero sia universale. Cosa manca? Sicuramente la continuità. Questo è un mestiere che si impara solo stando sul palco, sera dopo sera. Manca ancora quella confidenza totale col pubblico che solo il tempo e il ‘chilometraggio’ teatrale possono darti».
Anticipazioni sul futuro artistico?
Annalise: «Sto scrivendo uno spettacolo intero da un’ora che porterò, almeno è ciò che mi auguro, in giro durante la prossima stagione».
Mary G: «Il mio obiettivo è continuare a scrivere e portare questo monologo in palcoscenici sempre diversi. Sto lavorando a nuovi testi che esplorano il tema della precarietà cercando di alzare l’asticella della provocazione. Mi piacerebbe che questo spettacolo fosse solo il primo capitolo di una narrazione più ampia sulla sopravvivenza di noi quarantenni in un’epoca che corre troppo veloce per le nostre radici».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz
