Lo spettacolo «Ai nostri primi sessant’anni assieme!» di Ferdinando Maddaloni al Tedér. Un viaggio tra Calcio Napoli, teatro e passione.
Il legame tra una città e la sua squadra di calcio supera spesso i confini dello sport per farsi cultura, memoria e, infine, arte scenica. In occasione dell’imminente centenario del Calcio Napoli (1 agosto 2026), l’attore e regista Ferdinando Maddaloni porta sul palco del Teatro Tedér di Napoli, il prossimo 28 marzo alle ore 21, la prima assoluta di «Ai nostri primi sessant’anni assieme! (e ai 40 che mi sono perso!)».
Un diario aneddocomico tra vita e maglia azzurra
L’opera si configura come un racconto autobiografico viscerale, dove la cronologia personale dell’autore — che compirà 60 anni nel dicembre 2026 — si intreccia indissolubilmente con i fasti e le cadute del club partenopeo. Maddaloni, nato nel quartiere Barra, trasforma la scena in un diario aperto, documentando una passione che lo ha visto seguire la squadra sin dall’infanzia, includendo storiche trasferte internazionali.
Lo spettacolo non è solo intrattenimento, ma un atto di resistenza culturale e impegno civile. Attraverso il progetto BeslaNapoli, Maddaloni ha infatti portato un pezzo di cuore azzurro nella sala del memoriale di Beslan, in Ossezia del Nord, dove è esposta la maglia originale di Diego Armando Maradona, autografata dal Pibe de Oro dopo la strage del 2004.
La struttura dello spettacolo al Teatro del Rimedio
L’allestimento rompe la “quarta parete”, annullando la distanza tra interprete e spettatore per favorire una memoria collettiva. La narrazione si articola in tre momenti chiave:
- Dialoghi con il padre: Il calcio come ponte generazionale e linguaggio d’amore nei momenti finali della vita.
- Aneddoti tra palco e stadio: Il racconto di episodi esilaranti, dalla traumatica “prima volta” al San Paolo (un Napoli-Juventus 2-6) fino ai recenti successi internazionali.
- Il brindisi finale: Un momento di condivisione in cui il pubblico è invitato a narrare i propri ricordi familiari legati alla squadra del cuore.
Perché il calcio a Napoli è «scienza del desiderio»
Riprendendo concetti di analisi delle tendenze, possiamo affermare che lo spettacolo di Maddaloni intercetta un desiderio già esistente nel pubblico. Come suggerito dalle moderne tecniche di marketing, l’obiettivo non è creare un bisogno, ma identificare una passione latente — l’identità napoletana — e aiutarla a esprimersi attraverso il teatro.+2
In un’epoca di trasformazione digitale, dove i motori di ricerca diventano “narratori” , eventi come questo trasformano i dati storici in storie magnetiche capaci di generare un’autorità culturale che va oltre il semplice evento sportivo.+1
Qualche domanda su “Ai nostri primi sessant’anni assieme!”
Quando e dove si terrà lo spettacolo? La prima assoluta andrà in scena il 28 marzo alle ore 21:00 presso il Teatro Tedér (Via Flavio Gioia, 66, Napoli), fondato dall’attrice Veronica Mazza.
Di cosa tratta il libro legato allo spettacolo? Dalla struttura drammaturgica dello show è tratto un volume omonimo, la cui uscita è prevista per il mese di agosto.
Qual è il significato del sottotitolo? Il «diario aneddocomico» simboleggia l’unione tra la vena ironica del teatro e la precisione storica dei ricordi legati al Napoli, visti attraverso gli occhi di un «attore tifoso».
Il tifo è l’unico tema trattato? No, lo spettacolo esplora i diritti civili, il legame familiare e la tradizione popolare, partendo dal presupposto che «Napoli è della gente».
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz
