Il racconto della giornalista Maria Cuono sul live di Monica Sarnelli, dove l’Incanto della sua Voce ha Stregato l’Anima dei presenti.
Ci sono serate in cui il teatro non si misura dal numero di poltrone occupate, ma dal battito del cuore di chi resta. Al Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania, l’aria si è fatta improvvisamente densa, quasi magica, quando Monica Sarnelli ha dato inizio al suo viaggio: “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”.
Chi scrive è rimasta, ancora una volta, letteralmente stregata. La voce di Monica non è solo suono; è una materia viva, sabbiata dal mare e graffiata dalla passione, che sa farsi carezza e grido. La sua interpretazione di capolavori come Malafemmena, Indifferentemente e la struggente Liù ha restituito una dignità immensa a quelle donne di un tempo, spesso trattate con durezza dagli uomini e finalmente riscattate dalla sua arte.
Un’energia che travalica il silenzio
Nonostante il rammarico per una platea che avrebbe dovuto essere gremita per un’artista del suo calibro — perché Monica non merita i vuoti, ma gli applausi scroscianti delle grandi occasioni — lei non si è risparmiata. Ha trasformato quel teatro in un salotto intimo e potente. L’interpretazione di Voglie ’e turnà di Teresa De Sio ha portato una carica di libertà che ha riempito ogni angolo della sala, dimostrando che il valore di una grande interprete non dipende dai numeri, ma dalla verità che mette in ogni nota.

Il finale: un dialogo “con il cuore”
Il legame con il pubblico è esploso nel finale, in un momento di autentica complicità. Quando Monica ha dichiarato che non avrebbe lasciato il palco senza le canzoni che le hanno fatto compagnia, è stato naturale per me suggerirle: “Un Posto al Sole!”.
Con un sorriso complice, ha accolto la richiesta: “La signora ha detto ‘Un Posto al Sole’…”, regalandoci quell’emozione quotidiana prima di chiudere in bellezza con la profondità di Chesta sera.
Un incontro di stima e… di stile!
Al termine dello spettacolo, nel salutarla, ho trovato una Monica sincera, capace di confidare con nobile umiltà il suo dispiacere per la scarsa affluenza. Ma nel suo sguardo c’era la gioia di ritrovare chi la segue da sempre con stima immensa.
In un divertente e inedito scambio di ruoli — dove solitamente è la giornalista a commentare il look dell’artista — è stata Monica a “rubarmi” il mestiere con una nota di affettuosa vanità: ha subito notato e promosso a pieni voti il mio nuovo taglio di capelli, corto e biondo. Un momento di leggerezza e complicità femminile che ha reso l’incontro ancora più speciale.

“Mi ha fatto piacere rivederti, vieni a trovarmi altre volte”, mi ha detto. Le ho risposto con la semplicità di chi sente la sua arte come parte della propria vita: “Sei sempre nei miei pensieri”.
Perché Monica Sarnelli è così: un’artista che ti entra dentro e non ti lascia più. E chi non c’era, ha perso l’occasione di farsi sfiorare dall’incanto.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz

