Sofia Koberidze: da Tbilisi all’Italia sulle ali della musica
Incontriamo Sofia Koberidze per meglio conoscere la georgiana, che incanta il panorama internazionale della Lirica.
Sofia Koberidze, talentuosa e affascinante mezzosoprano, nasce in Georgia a Tbiblisi, città in cui intraprende gli studi musicali e si diploma in pianoforte e in canto.
Ciao Sofia Koberidze e benvenuta a La Gazzetta dello Spettacolo. Per cominciare, vorrei chiederti come ti sei avvicinata al canto e com’è iniziata la tua carriera nel mondo della Lirica?
Ho scoperto il canto lirico all’ età di 5 anni quando per la prima volta vidi Don Giovanni all’ opera di Tbilisi. Mia mamma mi racconta che ero talmente incantata dalla musica che non mi sono mai mossa fino alla fine dell’ Opera. La mia carriera è iniziata a Genova , al Carlo Felice, dove ho vinto le selezioni per l’opera studio e da lì ho iniziato a debuttare i primi ruoli.
Tanti sono i ruoli che in questi anni hai interpretato. Quale o quali ruoli ti piacciono maggiormente, chi di loro ti ha trasmesso qualcosa di più?
Tra i tanti ruoli che ho interpretato metterei in evidenza quello di Rosina dal Barbiere di Siviglia , perché lo trovo molto somigliante a me stessa dal punto di vista del carattere e della personalità. Rosina è una donna forte, determinata e allo stesso tempo dolce e amorosa. Un altro ruolo a cui sono particolarmente affezionata è quello di Suzuki dalla Madama Butterfly. È un ruolo che riesce ad emozionarmi costi tanto da farmi letteralmente piangere in scena.
So che in questo periodo estivo sei occupata con la produzione operistica dell’Arena di Verona. Vorresti parlarcene e ricordare le opere in cui sei impegnata e le date?
Lavorare all’ Arena quest’ anno per me è una sfida perché sono da poco diventata mamma di una splendida bambina e ho ricominciato a cantare praticamente subito dopo la nascita di Elisabetta. Sono orgogliosa di me stessa, di come sto seguendo la crescita di mia figlia e di come allo stesso tempo riesco a seguire le prove e cantare gli spettacoli con il massimo risultato. Quest’ anno sono impegnata nelle produzioni di Carmen e Traviata per tutto il periodo di luglio , agosto e i primi di settembre.
Tra i personaggi presenti nel panorama operistico, quale desidereresti interpretare, che ancora non hai fatto e perché?
Mi piacerebbe debuttare il ruolo di Carmen, perché è talmente differente dalla mia personalità che mi affascina e mi stuzzica l’idea di interpretarlo. È un ruolo che richiede un grande bagaglio di vita e di esperienza per poter risultare davvero convincente in palcoscenico.
Ho letto che, quando devi interpretare un personaggio, ti piace studiare anche la sua psicologia. A tal proposito, vorrei chiederti, da un punto di vista psicologico ed emozionale, quanto di Sofia entra, e se entra, nei ruoli che interpreti e quale ti ha trasmesso maggiore empatia?
Naturalmente noi come interpreti siamo tenuti a rappresentare il personaggio più fedelmente possibile per come l’autore lo ha pensato. Ci sono alcuni ruoli però dove mi riconosco maggiormente, come Rosina citato prima. Poi ce ne sono altri, come Carmen, più distanti da me , che richiedono un maggiore lavoro per cercare di adattarli alla mia personalità.
Tra i personaggi che hai interpretato o che ti piacerebbe interpretare quale, secondo te, è il ( o la) più anticonformista e perché?
Trovo molto anticonformista Cherubino dalle Nozze di Figaro, perché è un giovane ribelle e disubbidiente. Un altro personaggio è Carmen , un’icona di femminilita’ , di indipendenza e di ribellione
Quali Opere e Concerti futuri, se ce ne puoi parlare, ti attenderanno e dove? Inoltre come affronti la loro costruzione canora e interpretativa?
Intanto fino a metà settembre sarò impegnata all’ Arena di Verona, poi partirò per Torino dove sarò impegnata al Teatro Regio per Francesca da Rimini di Zandonai. Intanto trattandosi si una nuova opera pe me, andrò a studiare la storia, il libretto e il personaggio, non solo il mio, ma anche tutti gli altri personaggi coinvolti nell’ opera , per calarmi meglio nella vicenda drammatica. In generale per affrontare un ruolo , curo molto la tecnica vocale, studiando costantemente e cercando di mantenermi in forma anche fisicamente.
Potendo rivolgere un messaggio ai lettori e in special modo ai giovani, cosa gli diresti per “condurli” nel mondo della lirica e per invitarli a venire a vedere gli spettacoli in cui ti esibirai?
L’opera lirica e il teatro in generale, sono una grande scuola di vita , i giovani dovrebbero andare spesso a Teatro perché eleva culturalmente e forma la persona con sani principi etici e morali. Aggiungerei che il Teatro ha la grande capacità di tirare fuori la nostra sensibilità e il nostro “io” profondo. In un certo qual modo è una terapia capace di curare i nostri malesseri.
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