Max Scalorbi chitarrista dei Rito Pagano
Max Scalorbi chitarrista dei Rito Pagano

Max Scalorbi chitarrista dei Rito Pagano: quando il rock è… di rito

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’apprezzato chitarrista hard rock Max Scalorbi, fondatore della band bolognese Rito Pagano.

Rock intenso con spunti metal e tanta energia vitale in musica: questi sono i Rito Pagano, adrenalitica band che nel tempo si è costruita un folto gruppo di ammiratori. Nata a Bologna da un’idea del chitarrista Massimiliano Scalorbi, la formazione che comprende anche Emanuele Mandaglio, voce, Giancarlo Laera, basso e Simone Marani, batteria, si è fatta notare parecchio dal vivo, esibendosi in oltre 600 date in tutta Italia, aprendo lo storico concerto di Ligabue allo Stadio Dall’Ara di Bologna e dividendo il palcoscenico con nomi del calibro di Gang, Modena City Ramblers e Giorgio Piazza (ex bassista della PFM). A Max abbiamo chiesto qualcosa sulle origini del suo apprezzato gruppo, che nel 2015 ha pubblicato l’ottimo album Fuori Tempo Massimo, nonché un parere sulla difficile situazione di tantissimi musicisti in tutto il mondo che, in questo periodo di epidemia da CoronaVirus, devono rinunciare ad esibirsi live…

Max Scalorbi, se dovessi descrivere i Rito Pagano a qualcuno che non li conosce affatto che cosa diresti?

Credo che i Rito abbiamo assorbito e metabolizzato gli anni fondamentali della musica d’autore insieme al periodo davvero incisivo del rock italiano, parliamo principalmente degli anni 90.
Queste sono state le mie aspirazioni principali che mi hanno convinto a credere in questo progetto che noi definiamo rock d’autore italiano. Siamo sempre stati in bilico tra un genere radiofonico e indipendente, alterniamo canzoni quasi hard rock con ballate di impatto emotivo, intense e armonizzate alle liriche che spesso viaggiano verso percorsi introspettivi, di ricerca… Come diceva di noi Michael Pergolani “un gruppo mai banale” e credo che questo sia davvero un bellissimo complimento.

Come è nato MARY, il pezzo dedicato ad un’infermiera in prima linea contro il Covid?

È una canzone nata dopo una serata al telefono con Mary, una nostra carissima amica infermiera, il giorno dopo avrebbe iniziato a lavorare presso un reparto Covid dove era stata trasferita. Era metà marzo, forse il periodo più buio, la situazione era costantemente in peggioramento ed era impossibile non rimanere toccati dal suo raccontare, tutte le preoccupazioni dove emergeva non solo la paura, ma anche la consapevolezza che avrebbe visto una sofferenza davvero difficile da sopportare. Finita la telefonata mi mandò un messaggio chiedendomi di scriverle una canzone… Il giorno dopo era fatta, la registrai nel pomeriggio in modo assolutamente casalingo senza scheda audio, poi un passo alla volta ho pensato di inserire un po’ di cose, una chitarra elettrica, il basso un assolo acustico… il giorno dopo ho mandato a Mary l’mp3 su WhatsApp e sembrava finita così… Lo sviluppo della canzone è arrivato nei giorni seguenti, mi stava piacendo e pensai di passarla ai ragazzi del gruppo e insieme decidemmo di sviluppare l’idea. Abbiamo inserito la voce di Emanuele, cercato di pulire un po’ le tracce e attraverso varie riunioni Skype abbiamo deciso di accompagnare la canzone a un video, che Emanuele ha sviluppato in modo fantastico.

Voi come state vivendo questo periodo così difficile in modo particolare per i musicisti che non possono esibirsi?

Come amo dire… quasi un dolore fisico, sappiamo quanto sia importante per un musicista suonare dal vivo, abbiamo già dovuto rinunciare a qualche data, cercheremo di sfruttare il periodo sistemando un po’ di nuove idee per il prossimo LP.

I Rito Pagano nascono nel 1996 e da allora si sono esibiti in ben 600 concerti. Secondo voi come si potrebbe tornare on stage oggi come oggi considerando le cosiddette distanze sociali? Avete qualche idea in merito?

Credo sia difficile a breve ritrovare quelli che erano i grossi eventi live soprattutto estivi, festival ecc… Ci sono voci riguardanti tentativi o analogie a quelli che erano i drive in, sinceramente mi lasciano molto dubbioso. Trovo più probabile una riapertura per situazioni più intime, piccoli concerti, in vista degli spazi estivi. Fondamentale sarà sicuramente la disponibilità nel concedere spazi esterni ai locali da parte dei Comuni, per chi vorrà tentare di proporre live. Speriamo comunque in un crollo a maggio e in modo continuativo dei nuovi contagi, allora potrebbero esserci spiragli anche per altre cose….

Voi avete aperto anche il concerto di Luciano Ligabue allo stadio Dall’Ara di Bologna. Che ricordi avete di quella giornata?

Fu un’esperienza adrenalinica un momento splendido, abbiamo provato un’emozione incredibile nel calcare un palco di quel calibro davanti a migliaia di persone e devo dire che andò molto bene. Nel caso siamo pronti a riproporci… passato il Covid!

Sei stato tu a scegliere il nome Rito Pagano per la tua band? E se si’, come mai?

Si’, all’epoca mi sembrava particolarmente musicale e con quel velo di curiosità che non guasta per chi ne veniva a conoscenza. Poi nel tempo, ha preso una forma diversa più indirizzata al nome stesso, vuoi per una serie di curiosità che negli anni ho approfondito e che mi hanno poi portato a scrivere in modo più ricercato e introspettivo, un tentativo per raggiungere risposte alle tante domande che la vita ci pone e magari a raggiungere nuove forme di consapevolezza.

Quali sono i chitarristi ai quali ti ispiri e quali sono i gruppi storici di riferimento per i Rito Pagano?

I chitarristi che amo sono tanti, R.Blackmore, Tommy Bolin, Ty Tabor dei King’s X, questi per la capacità di mettere la qualità sempre al servizio dell’emotività, la tecnica fine a se stessa la trovo tremendamente noiosa. Poi mi viene in mente R. Medlocke dei Blackfoot e Lynyrd Skynyrd o Nono dei Francesi Trust, questi per la potenza che esprimono… mi fermo perché andrei avanti troppo!

Di Italiani però vorrei ricordare Rodolfo “Rudy” Maltese del Banco del Mutuo Soccorso, ma anche qui ce ne sono tanti di bravissimi.

Autore: Susanna Marinelli

Giornalista pubblicista, ha scritto tra le altre per le riviste Cioè, Debby, Ragazza Moderna, Vip, Eva 3000, Grand Hotel, Gossip, Tutto, Nuovissimo...Ha partecipato come ospite a varie trasmissioni tv tra cui La Vita in Diretta e in radio per Radio2Rai.

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