Un nuovo incontro con Paciullo ricco di novità, di pièce a cui poter presenziare. Nuovo racconto di un momento felice.
Ritroviamo Paciullo pronto a parlarci dei nuovi progetti teatrali che lo vedranno in scena e dell’esperienza più che rodata a Radio Roma. Un periodo, quello che sta vivendo, in felice movimento…
Ben ritrovato sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo“, Paciullo. Tanti sono gli spettacoli teatrali che ti vedranno a breve protagonista e, a tal proposito, cosa puoi anticiparci a riguardo?
«Sono in un periodo bellissimo, pieno di energia e in continuo movimento. Sono tanti gli spettacoli che mi vedranno protagonista in questa stagione, così come tante saranno le serate dal vivo a cui apporterò un mix di intrattenimento, conduzione e momenti di leggerezza che fanno ormai parte del mio stile. Posso anticiparvi che saranno degli appuntamenti molto ‘vivi’, con tanta interazione con il pubblico».
Quanta emozione c’è nel vivere sempre nuove esperienze e nel calcare le tavole del palcoscenico?
«Tantissima! E la cosa divertente è che non passa mai, anche dopo anni. Di volta in volta salire sul palco mi regala sempre una scarica che mi ricorda quanto bello sia fare questo mestiere. Un’emozione che cambia forma, diventanto adrenalina, gratitudine e, talvolta, un “oddio vediamo che succede stasera”…».
Quali rituali prima di essere in scena?
«Ho due o tre cose fisse che mi aiutano a entrare nel mood giusto: respiro, concentrazione e… un momento di silenzio. Controllo sempre, tra l’altro, i dettagli tecnici: microfono, oggetti di scena, tempi. Amo sentire il controllo e divertirmi anche perchè, se mi diverto io, si diverte il pubblico».
Chi è oggi Paciullo e quanta strada ancora c’è da fare per raggiungere la felicità?
«Paciullo, oggi, ha scelto di fare della comunicazione il suo mondo: palco, radio, format, gente. Sto costruendo qualcosa di solido, senza perdere la parte leggera e istintiva che mi ha sempre aiutato. La felicità? Non la vedo come un traguardo, la vedo come un modo di stare dentro le cose. La strada da fare è tanta ma il bello consiste anche in questo, finchè si ha voglia di crescere, vuol dire che sei vivo».
Come procede il tuo percorso radiofonico?
«Sta andando molto bene, perché la radio è casa. Con “Show Time” su Radio Roma, ogni giorno dalle 10 alle 13, porto un ritmo che mi rappresenta: energia, ironia, leggerezza, ma anche contenuti e ascolto reale delle persone. È un programma che ti allena, perché la diretta non perdona.. devi essere veloce, presente, autentico. Ed è proprio questo che mi piace».
Come vivi il confronto con il pubblico, con chi ti segue giornalmente?
«Lo vivo con grande rispetto e anche con un senso di responsabilità. Qualcosa che mi piace! Chi ti segue ogni giorno non lo fa ‘per caso’ ma perché ti ha scelto. E quando qualcuno ti sceglie, devi donare sempre qualcosa di vero. Che sia in teatro o in radio, il pubblico per me è un dialogo, non un muro. Mi piace ascoltarlo, capirlo, giocarci insieme, senza mai perdere eleganza e misura».
Anticipazioni future?
«Il 1 febbraio sarò protagonista al Teatro Le Fontanacce in Mozart (WAM Ironia della morte). Si tratta di un monologo scritto da Carlo Picchiotti per la regia di Claudio Boccaccini. Al mio fianco, per l’occasione, ci sarà la cantante lirica Olimpia Pagni. Non meno importante “Non ci si Crede”, una commedia comica in scena al Teatro San Paolo il 19, 20, 21 e 22 febbraio. Per l’occasione avrò al mio fianco Fabrizio Campagna, Salvatore Belcaro e Titina Maroncelli. Non mancheranno altri appuntamenti ma avremo modo di parlarne».
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